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Amsterdam Dance Event, rave bingo e techno nelle case di riposo

Ad Amsterdam, l’ADE festeggia 30 anni con eventi in oltre 300 luoghi. Tra i protagonisti, due strutture per anziani del Jordaan, che ospitano dj set e feste intergenerazionali.

Amsterdam Dance Event, rave bingo e techno nelle case di riposo

Il Lago dei cigni e la Quinta di Beethoven accanto a dj set, installazioni luminose e rave per anziani: l’Amsterdam Dance Event mostra come la musica elettronica possa estendersi ben oltre i club e le feste notturne. L’evento, iniziato oggi, celebra il trentesimo anniversario e si è trasformato da piccola conferenza per appassionati in una manifestazione culturale diffusa in tutta la città.

Decine di migliaia di professionisti della musica e dj sono ad Amsterdam per incontrarsi, fare affari ed esibirsi. Più di 300 luoghi ospitano appuntamenti: dalle grandi sedi per festival, come la Johan Cruijff Arena, a piccoli club, negozi di vinili, teatri, caffè, club di hockey e case di riposo.

Dai club a tutta Amsterdam

L’ADE nacque al centro di dibattito De Balie, con poche centinaia di partecipanti. Trent’anni fa gli eventi si tenevano soltanto nei club e in alcune sedi del centro, tra cui Paradiso, Melkweg ed Escape. Oggi il programma raggiunge ogni quartiere di Amsterdam e anche località fuori città. Per il secondo anno consecutivo, per esempio, gli organizzatori di Awakenings terranno tutte le loro feste alla SugarFactory, un ex zuccherificio a Halfweg.

Un programma artistico più ampio

La crescita riguarda anche la proposta artistica e culturale. In programma ci sono esibizioni del Balletto Nazionale e della Royal Concertgebouw Orchestra, oltre a spettacoli di danza, progetti artistici e installazioni audiovisive, tra cui quelle all’Oude Kerk, una chiesa storica di Amsterdam. A curare questa sezione è Anne van der Weijden.

«Quando ho iniziato, nel 2023, partecipavano una ventina di luoghi sparsi per la città e mi occupavo da sola del programma. Quest’anno i luoghi sono 72, spesso con spettacoli o esibizioni ogni giorno, e ho un team alle spalle. Questo ci permette non solo di proporre più eventi, ma anche un’offerta più ampia e diversificata», racconta Van der Weijden.

La curatrice osserva che, rispetto al passato, c’è una maggiore disponibilità a finanziare il programma artistico e culturale dell’ADE, che è una fondazione. «È questo che ha permesso al programma di crescere così tanto».

La cultura notturna oltre i rave

Anche secondo Wiecher Troost, responsabile della programmazione, la musica elettronica e la cultura notturna sono prese sempre più sul serio, soprattutto dai decisori politici. La pandemia, spiega, ha segnato un punto di svolta: «Da allora, i fondi hanno capito molto meglio cosa anima i giovani nella vita notturna. I giovani decisori politici, provenienti da contesti diversi, sono stati importanti promotori di questo cambiamento».

La musica dance elettronica è arrivata dagli Stati Uniti in Europa poco più di trent’anni fa e si è sviluppata nei club. Ma la cultura che le ruota attorno è più vasta, sottolinea Troost: «Pensiamo alla danza, alla videoarte, alla light art, alla scenografia e ad altre forme artistiche. La cultura notturna è molto più che fare rave».

Sta così perdendo terreno l’idea che l’ADE sia legato soltanto alle droghe e alle feste fino a notte fonda. Nei primi anni sarebbe stato impensabile vedere le bandiere gialle e nere dell’evento sventolare in tutta Amsterdam, come accade oggi: era una consuetudine associata soprattutto ad altre manifestazioni culturali. Inoltre, osserva Troost, molte persone cresciute con la musica dance non vogliono più trascorrere tutta la notte in un club, ma desiderano restare legate alla vita notturna e alla cultura che la accompagna. «È una tendenza che vediamo anche in altri gruppi».

Rave e bingo nelle case di riposo

Quest’anno partecipano per la prima volta all’ADE due strutture residenziali per anziani nel quartiere Jordaan. Alla De Rietvinck, l’animatrice Chiara Cherillo ha organizzato per il pomeriggio una «rave bingo». «Volevamo fare qualcosa di diverso dal solito», spiega. «Abbiamo ingaggiato un dj che suonerà una forma soft di techno, alternata a classici del Jordaan». La musica accompagnerà una partita a bingo: il vincitore riceverà un nuovo deambulatore e un biglietto per un festival.

Domani, in un’altra struttura, la Makroon, è prevista una Rollator Rave, una festa pensata per gli anziani che usano il deambulatore. Cherillo ha cercato volontari distribuendo volantini nei caffè del Jordaan. L’obiettivo è mettere in contatto le generazioni più giovani e quelle più anziane. «Vogliamo che i nostri residenti continuino a far parte della società e a essere coinvolti in ciò che accade ad Amsterdam».

La vita di chi risiede in una struttura per anziani è spesso limitata, dice Cherillo. «Quando vengono persone da fuori, i nostri residenti ricevono più attenzioni. Per loro significa molto. Vogliamo anche trasmettere un messaggio: una struttura per anziani può partecipare all’ADE».

L’ADE coinvolge nuove comunità

All’evento aderiscono sempre più luoghi con un proprio pubblico: da uno studio di yoga che propone una sessione speciale di techno a un rave per famiglie, dedicato a genitori e figli, fino a un edificio di grande rilievo appena completato che apre le porte al pubblico. Troost considera naturale questa espansione: «Si diventa parte di qualcosa di più grande che accade in città».

Per i prossimi trent’anni, secondo il responsabile della programmazione, la priorità dovrà essere ampliare la varietà dell’offerta, non il numero dei partecipanti. «Siamo già al limite dei 600.000 visitatori all’anno. Il nostro obiettivo non è crescere ancora, ma coinvolgere nell’ADE un numero maggiore di comunità».

Fonte: nos.nl

  • PubblicatoOttobre 22, 2026