Pegaso, la scultura che trasforma il simbolo di Librino
L’opera monumentale di Antonello Bonanno Conti è stata inaugurata nel quartiere di Catania davanti a centinaia di bambini. Il progetto Magma punta a fare di Librino un museo a cielo aperto.
Un cavallo alato può cambiare il modo in cui un quartiere viene percepito: da simbolo di fatica e corse clandestine a immagine di libertà, sogno e possibilità di trasformazione. È l’idea alla base di Pegaso – Il sogno del sognare, la scultura monumentale inaugurata martedì 13 ottobre a Librino, grande quartiere popolare nella parte sud-occidentale di Catania. L’opera, realizzata dall’artista Antonello Bonanno Conti, è stata presentata davanti a centinaia di bambine e bambini.
Il museo a cielo aperto di Librino
Il nome Librino deriva dalla presenza, in passato, di numerose lepri nella zona. Oggi il quartiere è al centro di Magma, un museo a cielo aperto che punta a trasformare il rapporto tra centro e periferia e a dare spazio alla partecipazione degli abitanti, soprattutto dei più giovani. Il progetto, avviato quasi 18 anni fa, ha già portato alla realizzazione di opere monumentali come la Porta della Bellezza, nel 2009, e la Porta delle Farfalle, nel 2023.
La Fondazione Antonio Presti, promotrice dell’iniziativa, vuole contrastare l’immagine di Librino come quartiere a rischio e valorizzarlo come luogo di produzione artistica e culturale. Pegaso propone così una nuova lettura del cavallo, tradizionalmente associato al lavoro e, in alcuni contesti, alle scommesse e alle corse clandestine: una creatura capace di alimentare l’immaginazione e incoraggiare il cambiamento.
Il valore dell’arte e della partecipazione
«Oggi siamo qui a Librino, felici di aver rigenerato la visione della bellezza, soprattutto all’interno di questa comunità di 70mila abitanti, di cui 10mila bambini, che oggi trovano nella visione del cavallo alato il senso di quel sogno che è il sognare», ha dichiarato Antonio Presti. «L’unica vera opera di questo processo artistico, fatto di condivisione, sono gli abitanti stessi».
Per Presti, il valore dell’arte sta nella sua capacità di trasformare. «Guardare avanti significa sempre guardare verso l’alto e, se a volte le nuove tecnologie ci abituano a guardare verso il basso, l’arte eleva e porta all’universale», ha aggiunto. Il fondatore della Fondazione ha anche annunciato che donerà prossimamente a Librino un meteorite di trenta chili, ricevuto in regalo: «Così non sarà più centro o periferia, ma un luogo capace di restituire la visione dell’invisibile».
Fiumara d’Arte e le sue sculture
La Fondazione è conosciuta anche per Fiumara d’Arte, il parco di sculture contemporanee più esteso d’Europa. Comprende nove opere monumentali distribuite in cinque comuni della provincia di Messina: Tusa, Motta d’Affermo, Castel di Lucio, Mistretta e Reitano. Le sculture si inseriscono nel paesaggio della Fiumara di Tusa, il letto di un antico fiume che scorreva tra i monti Nebrodi fino all’antica città di Halaesa.
Presti annunciò il progetto esattamente 40 anni fa, il 12 ottobre 1986, in occasione dell’inaugurazione di La materia poteva non esserci, scultura di Piero Consagra che diede avvio alla progettazione del museo a cielo aperto. L’iniziativa incontrò numerosi ostacoli, tra sequestri e ordini di demolizione. Solo nel gennaio 2006 Fiumara d’Arte fu riconosciuta come percorso turistico-culturale, ottenendo la tutela per tutte le sculture dell’area.
