Spazio: è possibile sopravvivere su una superterra?

Spazio: è possibile sopravvivere su una superterra?

Le cosiddette superterre hanno una gravità decine di volte superiore alla Terra. Un’energia che potrebbe schiacciarci al suolo.

Se l’uomo desidera colonizzare un altro mondo, trovare un campo gravitazionale che gli esseri umani possano sopravvivere e prosperare sarà cruciale. Nel caso in cui la gravità risulti eccessivamente potente, il nostro sangue sarebbe spinto alle estremità inferiori del corpo, in pratica nelle nostre gambe, mentre le nostre ossa potrebbero rompersi; nei casi più estremi potremmo persino rimanere bloccati sul suolo. Insomma individuare il limite gravitazionale del corpo umano è vitale prima di atterrare su un nuovo pianeta. Ora, in un articolo pubblicato sul sito arXiv , tre fisici sostengono che il campo gravitazionale in cui gli esseri umani potrebbero sopravvivere a lungo termine è, al massimo, di quattro volte e mezzo la gravità della Terra.

Spazio: è possibile sopravvivere su una superterra?

Per individuare la più grande forza gravitazionale a cui potesse resistere un essere umano, Nikola Poljak dell’Università di Zagabria, in Croazia ha calcolato la resistenza a compressione di un osso umano. Basandosi su un osso di mammifero medio, ha stimato che uno scheletro umano potrebbe supportare, in teoria, una forza gravitazionale più di 90 volte la gravità terrestre quando è fermo. Quando iniziamo a correre, lo stress sulle nostre ossa, mentre si flettono e si piegano, aumenta di dieci volte. Insomma l’uomo riuscirebbe a correre, per un breve periodo, su un pianeta con un campo gravitazionale circa dieci volte quello della Terra, oltre questo limite le nostre ossa comincerebbero a rompersi immediatamente. La soglia ideale, per rendere la vita sostenibile, è tra le tre e le quattro volte la gravità terrestre; una condizione che comunque richiederebbe un’energia muscolare di un atleta. Attualmente sono 3.605 gli esopianeti scoperti, di cui solo 594 con una massa conosciuta e sufficiente a determinarne la gravità.

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