Un marine statunitense è stato incriminato in Giappone per l’omicidio di una donna e il furto dei suoi effetti personali. Il caso riaccende le tensioni sulla presenza militare americana a Okinawa e sui reati commessi dai soldati durante il tempo libero. La notizia è stata riferita da TASR, sulla base di un dispaccio dell’agenzia AFP.
L’incriminazione del marine
L’incriminazione è stata formalizzata il 25 ottobre, ha confermato un portavoce del tribunale di Naha, capoluogo della prefettura di Okinawa. La premier giapponese Sanae Takaichi ha condannato duramente l’omicidio, che ha suscitato forte indignazione nel Paese.
Secondo quanto riportato dal quotidiano Yomiuri Shimbun, l’atto d’accusa sostiene che il 3 ottobre il ventenne abbia strangolato con un cavo telefonico, in una camera d’albergo, una donna di 39 anni di Naha. Le avrebbe poi sottratto lo zaino e il portafoglio. Al momento dell’arresto il marine ha negato le accuse; in seguito ha ammesso di aver avuto in qualche modo un ruolo nel reato.
Le tensioni sulla presenza militare a Okinawa
Okinawa, isola nel sud del Giappone che ospita una parte consistente delle forze statunitensi nel Paese, è da tempo teatro di polemiche per la presenza delle truppe straniere. Tra i reati attribuiti in passato a militari americani figurano stupro, aggressione, fuga dopo un incidente e guida in stato di ebbrezza. Episodi che hanno alimentato l’ostilità di molti residenti, i quali chiedono che una parte delle forze venga trasferita in altre regioni del Giappone. Il caso ha riacceso il dibattito sulle basi USA a Okinawa.
Le misure per rafforzare la disciplina
Il ministro degli Esteri Toshimitsu Motegi aveva già annunciato che le autorità stanno esaminando le regole di condotta applicate ai militari statunitensi in Giappone durante il tempo libero. Dopo l’arresto, l’esercito americano ha sospeso le operazioni per due giorni per rafforzare la disciplina e ha imposto per un mese il divieto di uscire dopo la mezzanotte.
Fonte: aktuality.sk
