Ozzy Osbourne, dopo l’ultimo concerto voleva tornare in tour
Sharon Osbourne racconta gli ultimi giorni del cantante dopo l’esibizione d’addio dei Black Sabbath al Villa Park di Birmingham: sul palco si era sentito di nuovo vivo.
Quindici mesi dopo la morte di Ozzy Osbourne, la moglie Sharon ricorda soprattutto gli ultimi 17 giorni del cantante. Dopo un concerto d’addio a Birmingham, lui era tornato a sentirsi vivo e aveva persino progettato di ripartire in tour. «Per quei suoi ultimi 17 giorni era come se fluttuasse. È stato bellissimo. È stato gioioso», dice Sharon, citando una canzone del marito: «Era tornato a volare alto».
La felicità dopo il concerto d’addio
Ozzy è morto a 76 anni nella sua casa nel Buckinghamshire. Da tempo aveva gravi problemi di salute, tra cui il morbo di Parkinson e una vertebra fratturata, ma la sua scomparsa è stata comunque uno shock. Meno di tre settimane prima era salito sul palco del Villa Park di Birmingham per un concerto d’addio, riunendosi ai leggendari Black Sabbath. Dopo lo spettacolo era felicissimo, racconta Sharon: «Era così, così felice. Era online, leggeva le recensioni e diceva: “C’è qualcosa che non va”. E io: “Perché?”. Lui rispondeva: “Nessuno mi ha insultato. Perché la gente è gentile con me?”. E io: “Perché ti vogliono bene”».
Gli ultimi momenti insieme
La mattina della morte, Ozzy si era alzato presto ed era sceso per il consueto allenamento. Poco dopo ebbe un infarto. Fu chiamata un’eliambulanza e i paramedici tentarono di rianimarlo, ma non ci fu nulla da fare. Sharon stava dormendo. «Ci eravamo parlati durante la notte. Ozzy si era svegliato e mi aveva chiesto di baciarlo due volte, e l’ho fatto. Poi mi ha detto: “Abbracciami, stringimi forte”, e l’ho fatto. E poi, all’improvviso, era mattina presto e qualcuno è entrato di corsa nella stanza dicendo: “Scendi subito”. Sono corsa giù, e basta».
Imparare a convivere con il dolore
Il dolore, spiega Sharon, non scompare. «Hai perso l’amore della tua vita, quindi non ti svegli e dici: “Adesso sto bene. Sono guarita”. Non lo superi mai. Ma impari a conviverci, ed è quello che sto cercando di fare. O resti chiusa in una stanza senza uscirne, oppure lo accetti, impari a conviverci, e basta».
L’affetto dei fan a Birmingham
L’affetto dei fan si era manifestato già prima del funerale. Migliaia di persone si erano radunate per le strade di Birmingham, città legata alla storia dei Black Sabbath, per lasciare fiori e cantare le canzoni della band mentre il carro funebre attraversava la città. Sulla bara c’era una composizione floreale viola a forma di croce. Sharon pensa che Ozzy sarebbe rimasto spiazzato da quella partecipazione: «Avrebbe detto: “Che vi prende? Tornate a casa!”». Per la famiglia, però, la vicinanza del pubblico è stata di grande conforto. La figlia Kelly aveva detto l’anno scorso: «Non avrei mai immaginato che sapere di non essere soli nel nostro dolore e nella nostra tristezza potesse essere così d’aiuto, e che il resto del mondo gli volesse bene quanto gliene volevamo noi».
Il giardino di famiglia e il ricordo di Ozzy
I messaggi e i biglietti dei fan sono stati raccolti, ordinati e fotografati. I fiori, invece, sono diventati compost per il giardino di famiglia, dove Ozzy è sepolto. «Non avrei mai potuto seppellire Ozzy in un cimitero pubblico», spiega Sharon. «Ho visto cosa succede ad altre persone famose. Non c’è pace, perché la gente vuole venire a rendere omaggio. È una cosa che non finisce mai, e io volevo che Ozzy riposasse e semplicemente fosse».
Sharon va a trovarlo ogni giorno: «Lo vedo dalla finestra». Dice che gli parla ancora regolarmente. Quando le chiedono di cosa discutano, si porta un dito alle labbra e fa un delicato «shh».
Una relazione lunga e turbolenta
La loro relazione è durata più di 50 anni: si conobbero nel 1970 e si sposarono nel 1982. Fu un rapporto turbolento. Nel 1989 Ozzy venne arrestato per aver tentato di uccidere Sharon, che in seguito ritirò le accuse; nel 2016 i due si separarono per un breve periodo, tra voci di infedeltà. Nonostante tutto, hanno sempre detto di essere fatti l’uno per l’altra. «È stata una relazione insolita, perché abbiamo vissuto momenti di grande felicità e momenti terribili», ammette Sharon. Ma, aggiunge, alla fine della sua vita Ozzy «sapeva quanto fosse amato».
La docuserie sul concerto d’addio
Una nuova docuserie, intitolata Back To The Beginning, racconta il concerto d’addio tenuto l’anno scorso al Villa Park di Birmingham. Il film comprende più di 25 brani, tra cui il set solista di Ozzy e l’intera esibizione dei Black Sabbath. Nei filmati dietro le quinte, artisti di primo piano ricordano l’influenza del cantante. «Senza i Sabbath, non ci sarebbero i Metallica. È così semplice», dice James Hetfield, frontman della band. Yungblud, la cui versione di Changes fu uno dei momenti più emozionanti della serata, racconta che Ozzy gli cambiò la vita quando era un ragazzino che faticava a integrarsi: «Il fatto che fosse celebrato per la sua follia e la sua individualità mi ha dato speranza».
Il desiderio di tornare sul palco
Per Sharon, quel concerto era l’ultimo desiderio del marito: l’unica cosa che avrebbe potuto renderlo felice dopo anni di salute sempre più fragile. Eppure, fino a poco prima, sembrava impossibile. Sei mesi prima dello spettacolo Ozzy era caduto, fratturandosi una vertebra; durante la convalescenza aveva avuto la polmonite tre volte. Dopo un intervento alla schiena aveva contratto la sepsi ed era stato vicino alla morte. Due settimane prima del concerto, i medici avevano consigliato di annullarlo. «Sono venuti a trovarci a casa e ci hanno detto: “Non potete farlo. Vi consigliamo di non farlo. Il vostro cuore è troppo debole”», ricorda Sharon.
Ozzy, però, era deciso a salire sul palco. Nel film, nonostante si esibisca seduto su un trono, appare con gli occhi pieni di vita e una voce potente. Guardando il pubblico, sembra euforico. Sharon racconta che dietro le quinte «tutta la famiglia era terrorizzata», ma l’atmosfera cambiò quando il cantante entrò nello stadio. Dal camerino aveva seguito su uno schermo le esibizioni degli altri artisti e continuava a ripetere: «Non riesco a credere che siano venuti tutti».
«È incredibile quello che il sostegno, l’amore e la determinazione possono fare, perché [prima del concerto] non riusciva a respirare. Aveva una malattia polmonare. Aveva problemi cardiaci. Soffriva terribilmente per la schiena. Aveva coaguli di sangue e il Parkinson. Alcuni giorni anche solo parlare era uno sforzo, figuriamoci cantare. Non so come abbia fatto, ma ce l’ha fatta. E lo si vedeva nei suoi occhi, sul suo viso. Gli ha fatto sentire di nuovo vivo», dice Sharon.
L’esperienza fu così intensa che, appena sceso dal palco, Ozzy disse di voler partire per un tour. «Non vedeva l’ora di ricominciare», racconta Sharon ridendo. «Diceva: “Posso farcela, e ai fan non importa se resto seduto”».
Fonte: bbc.co.uk
