Quando l’orologio torna indietro, due bambini nati a un’ora di distanza possono risultare registrati con la stessa ora di nascita. È una delle conseguenze meno note del passaggio all’ora solare, avvenuto nella notte tra sabato e domenica 25 ottobre: dopo le 2:59, le lancette sono tornate alle 2:00 e l’intervallo tra le due e le tre si è ripetuto.
Le 2:30 si ripetono due volte
Così le 2:30 sono comparse due volte: la prima mentre era ancora in vigore l’ora legale, la seconda con l’ora solare. Un bambino nato alle 2:30 prima del cambio e un altro venuto al mondo esattamente un’ora dopo avrebbero quindi la stessa ora sul certificato, pur essendo nati a 60 minuti di distanza.
Il caso può riguardare anche i gemelli. Il primo potrebbe nascere alle 2:55 secondo l’ora legale e il secondo dieci minuti più tardi, alle 2:05 secondo l’ora solare. Se si guardasse soltanto l’orario segnato dall’orologio, sembrerebbe che il secondo sia nato prima. È un esempio ipotetico: l’ordine delle nascite non cambia, ma l’ora locale può creare confusione.
Come si registrano le nascite in Croazia
In Croazia, la normativa prevede che nel registro delle nascite siano annotati la data, l’ora e il minuto. Se il parto avviene in ospedale, è la struttura sanitaria a trasmettere i dati all’ufficiale di stato civile competente.
Per distinguere due nascite avvenute alle 2:30, una prima e una dopo il cambio, si può indicare anche il sistema orario in vigore. In Croazia, le 2:30 con l’ora legale corrispondono alle 00:30 del tempo coordinato universale (UTC); le 2:30 con l’ora solare corrispondono invece alle 01:30 UTC. Il riferimento all’UTC permette quindi di identificare senza ambiguità due momenti che sull’orologio locale sembrano uguali.
Dalle norme croate accessibili al pubblico, tuttavia, non è chiaro se i reparti maternità seguano una procedura uniforme per distinguere i due intervalli, né come questi casi siano gestiti nei sistemi informatici ospedalieri. Non è quindi possibile affermare che le strutture utilizzino automaticamente l’UTC o annotazioni specifiche per l’ora legale e quella solare. Per conoscere la procedura effettiva servirebbe una conferma da parte delle strutture sanitarie competenti.
La data resta invariata
La data, invece, non cambia: entrambi i bambini sono nati il 25 ottobre, sia che siano venuti al mondo prima sia che siano nati dopo il ritorno indietro delle lancette. L’incertezza riguarda soltanto l’ora, se non si specifica quale sistema fosse in vigore.
Una difficoltà analoga può presentarsi quando, durante quella notte, si registrano altri eventi, come interventi medici o arrivi delle ambulanze. Se è importante ricostruire la sequenza esatta, bisogna distinguere l’ora mostrata dall’orologio dal momento effettivo in cui è accaduto qualcosa. Per i bambini nati nell’ora che si ripete, resta una curiosità singolare da raccontare sul proprio arrivo al mondo.
Fonte: index.hr
