Scienze

Gigantopithecus e umani: si incontrarono davvero?

Nelle foreste del Sud-est asiatico, il primate gigante avrebbe potuto condividere l’habitat con Homo erectus. Gli studiosi non hanno però prove di un incontro.

Gigantopithecus e umani: si incontrarono davvero?

Un primate alto quasi tre metri e pesante circa 230 chilogrammi avrebbe potuto incontrare i nostri antenati nelle foreste del Sud-est asiatico. Ma non sappiamo se sia mai successo: le prove disponibili non documentano contatti tra il Gigantopithecus, il più grande primate mai esistito, e gli ominini, il gruppo che comprende gli esseri umani moderni, i loro antenati e le specie a loro strettamente imparentate.

Gigantopithecus e ominini nello stesso habitat

Il Gigantopithecus visse tra 2 milioni e 200.000 anni fa. Era strettamente imparentato con gli oranghi attuali e si nutriva soprattutto di piante, forse anche di bambù. In alcune aree del Sud-est asiatico avrebbe potuto condividere l’habitat con specie umane antiche come Homo erectus.

«È molto difficile dirlo con certezza, perché non abbiamo prove dirette che documentino interazioni tra il Gigantopithecus e gli antenati umani», ha spiegato in un’email a Live Science Renaud Joannes-Boyau, direttore della formazione per la ricerca post-laurea alla Southern Cross University, in Australia, e archeologo che ha condotto approfondite ricerche sull’evoluzione umana.

Due uomini sono in piedi accanto a una replica di una grande scimmia dal pelo arancione, alta, in un museo.
Cosa sarebbe successo se gli ominini avessero incontrato il Gigantopithecus?

Il possibile comportamento degli esseri umani

Joannes-Boyau osserva però che, nel corso della loro evoluzione, gli esseri umani e i loro antenati hanno spesso esplorato e sfruttato gli animali di grandi dimensioni presenti nei loro ambienti, talvolta contribuendo alla loro scomparsa. «La nostra stirpe [Homo] si è comportata costantemente da superpredatore», ha detto. «Ritengo ragionevole immaginare che queste interazioni potessero comprendere indifferenza, curiosità e violenza, a seconda delle circostanze».

Secondo Friedemann Schrenk, professore di paleobiologia all’Università Johannes Gutenberg di Magonza, in Germania, il Gigantopithecus avrebbe probabilmente cercato di tenersi lontano dagli esseri umani. «Gli esseri umani, in passato come oggi, sono i primati più aggressivi mai esistiti sulla Terra: usano strumenti e armi e probabilmente si stavano spingendo negli habitat del Gigantopithecus», ha dichiarato a Live Science in un’email.

Primo piano di due metà di mandibole su uno sfondo scuro
Le mandibole fossili di Gigantopithecus suggeriscono che la dieta della scimmia gigante fosse a base vegetale.

Homo erectus usava asce a mano e forse anche lance con la punta fissata all’asta. Schrenk immagina che gli eventuali incontri potessero ricordare quelli tra gli esseri umani di oggi e gli oranghi: gli esseri umani si sono espansi negli habitat di questi primati, le cui popolazioni sono diminuite. «Dopotutto, il Gigantopithecus era un orango gigante», ha detto Schrenk. In caso di scontro diretto, ha aggiunto, sarebbero stati i primi esseri umani ad attaccare.

Habitat diversi e possibili incontri

Un’altra possibilità è che i due gruppi frequentassero ambienti diversi, limitando così le occasioni di incontro. Lo sostiene Hervé Bocherens, professore di biogeologia all’Università di Tubinga, in Germania. I rapporti isotopici stabili del carbonio rilevati nei denti di entrambi indicano infatti habitat differenti: foreste fitte per il Gigantopithecus e savane aperte per Homo erectus. «A causa della scarsità di dati, non possiamo escludere che alcuni ominini fossero presenti anche in ambienti più boscosi», ha precisato Bocherens a Live Science.

Le cause dell’estinzione del Gigantopithecus

Le ossa fossili della mandibola e le tracce di usura sui denti suggeriscono che il Gigantopithecus avesse una dieta vegetale, che poteva comprendere il bambù. Uno studio del 2024 sull’estinzione della specie non ha trovato prove di un contributo degli ominini. I ricercatori hanno invece individuato come causa principale i cambiamenti ambientali, che ridussero le foreste in cui il primate viveva e trovava cibo. È quindi possibile che Gigantopithecus e ominini non si siano mai incontrati, ha dichiarato a Live Science in un’email Yingqi Zhang, ricercatore dell’Accademia cinese delle scienze e primo autore dello studio.

Come avrebbero reagito gli ominini

Resta anche impossibile sapere che cosa avrebbero pensato gli ominini di fronte a una creatura tanto imponente. Frido Welker, professore di paleoantropologia biomolecolare all’Università di Copenaghen, ritiene che i due gruppi si sarebbero probabilmente evitati, ma che forse sarebbero rimasti «sbalorditi» se si fossero imbattuti l’uno nell’altro.

Fonte: livescience.com

  • Pubblicato25 Ottobre 2026