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Cartelli messicani in Ucraina per imparare a usare i droni?

Un video mostra presunti membri dei cartelli di Sinaloa e Jalisco tra i combattenti dell’esercito ucraino. Il Messico ha aperto un’indagine sui loro possibili legami e sul reclutamento.

Cartelli messicani in Ucraina per imparare a usare i droni?

La guerra in Ucraina potrebbe diventare un terreno di addestramento per membri dei cartelli messicani, interessati soprattutto a imparare a pilotare droni da combattimento. Il governo del Messico ha aperto un’indagine dopo la diffusione sui social di un video in cui alcuni uomini che combattono nell’esercito ucraino menzionano due delle più note organizzazioni criminali del Paese.

La presidente messicana Claudia Sheinbaum ha detto che le autorità cercheranno di chiarire come alcuni cittadini messicani, forse legati alla criminalità organizzata, siano finiti in un conflitto armato in Europa. Potrebbero essere stati reclutati da una società privata attiva in zone di guerra, da un esercito o da un governo, ha spiegato.

Il video dei combattenti in Ucraina

Nel filmato si vede un gruppo di uomini armati in un bosco. Chi riprende dice che stanno tornando da una missione; un altro sostiene che l’autore del video appartiene a La Chapiza, una fazione del cartello di Sinaloa guidata dai figli del narcotrafficante Joaquín «El Chapo» Guzmán. L’uomo pronuncia poi anche il nome del cartello di Jalisco.

Dall’estate del 2025, diverse piattaforme investigative riferiscono che i servizi segreti messicani hanno avvertito l’Ucraina della presenza di membri dei cartelli arruolati nella Legione internazionale dell’esercito ucraino. Questa formazione accoglie volontari stranieri che vogliono combattere contro la Russia. Fino alla comparsa del video, tuttavia, non erano emerse immagini che mostrassero presunti membri dei cartelli al fronte. Sull’addestramento dei volontari stranieri in Ucraina sono emersi anche altri dettagli.

L’interesse per i droni FPV

Secondo le ricostruzioni, l’obiettivo principale sarebbe acquisire competenze nell’impiego dei droni FPV, sigla di «first-person view»: il pilota riceve in diretta le immagini della telecamera montata sul velivolo, come se fosse a bordo. In Messico i gruppi criminali ricorrono sempre più spesso a questi apparecchi per trasportare droga o attaccare i territori dei rivali con esplosivi. L’anno scorso la piattaforma investigativa InSight Crime ha riferito che il cartello di Jalisco dispone di un’unità specializzata nell’uso dei droni.

Dall’inizio della guerra in Ucraina, in Messico sono aumentati gli attacchi con droni carichi di esplosivo. I bersagli non sono soltanto gruppi rivali: sono stati colpiti anche edifici governativi e pattuglie di polizia. Si stima che l’anno scorso nel Paese siano stati compiuti almeno 120 attacchi di questo tipo, con centinaia di morti. Nello Stato di Michoacán, secondo quanto mostrato dalla polizia locale all’emittente olandese NOS, gli esplosivi trasportati dai droni vengono talvolta combinati con sostanze chimiche.

Droni al confine tra Messico e Stati Uniti

Agenti messicani hanno inoltre raccontato alla NOS che, al confine, i trafficanti di esseri umani usano i droni per sorvegliare le pattuglie della polizia di frontiera statunitense. In questo modo possono poi far passare gruppi di migranti attraverso tunnel clandestini e altri varchi. I velivoli servono anche a trasportare negli Stati Uniti dosi di fentanyl, un potente antidolorifico che può creare dipendenza. Venerdì scorso il governo statunitense ha annunciato il divieto totale di usare droni al confine con il Messico, con l’obiettivo di contrastare il traffico di persone e droga.

Le contromisure e i droni in fibra ottica

Le autorità messicane hanno investito molto negli ultimi anni in tecnologie per neutralizzare i droni, tra cui dispositivi che disturbano i segnali, chiamati jammer. I cartelli sembrano però aver trovato un modo per aggirare queste contromisure: droni collegati con cavi in fibra ottica, una tecnica che pare ripresa direttamente dall’Ucraina. All’inizio di questo mese, nello Stato di Sinaloa, sono stati sequestrati quindici droni FPV e altrettante bobine di cavo in fibra ottica. In Messico non erano mai stati trovati prima apparecchi di questo tipo.

Le accuse di Mosca

La possibile presenza di membri dei cartelli messicani in Ucraina è anche un tema sfruttato dalla Russia. Ieri il servizio segreto russo SVR ha scritto su Telegram che gli Stati Uniti stanno indagando su possibili legami tra cartelli della droga ucraini e messicani. Mosca sostiene che siano stati identificati almeno ottanta messicani impegnati ad acquisire esperienza di combattimento nelle forze armate ucraine. Kiev non ha commentato le notizie secondo cui alcuni cittadini messicani combatterebbero al suo fianco.

Fonte: nos.nl

  • PubblicatoOttobre 22, 2026