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Il libro postumo di Vedrana Rudan, scelto insieme al figlio

La raccolta esce per la casa editrice serba Laguna e riunisce quasi 30 anni di scritti. La scrittrice ha approvato il titolo e scelto il testo conclusivo prima di morire.

Il libro postumo di Vedrana Rudan, scelto insieme al figlio

Una raccolta di scritti scelti da Vedrana Rudan è diventata il suo ultimo libro. La scrittrice ha potuto vedere la prima versione e approvare il titolo e il testo conclusivo, ma è morta prima della pubblicazione. Come se ci fossi, uscito per la casa editrice serba Laguna, riunisce testi composti nell’arco di quasi tre decenni e selezionati insieme al figlio, Slaven Hrvatin. Non è ancora noto quando il volume arriverà nelle librerie croate.

Una raccolta di quasi trent’anni di scritti

Il libro comprende rubriche e altri testi pubblicati dalla fine degli anni Novanta fino agli ultimi mesi di vita di Rudan. Raccoglie scritti apparsi su Feral Tribune, Nacional e sul suo blog, compresi quelli che l’hanno resa famosa, accanto a lavori meno conosciuti e più personali.

La scelta dei testi insieme al figlio

In un’intervista al settimanale serbo NIN, Hrvatin ha raccontato che l’idea del libro nacque all’inizio del 2026, quando la madre combatteva già da quasi due anni contro una grave malattia. Le propose di preparare insieme una selezione dei suoi testi migliori, anche per aiutarla a distogliere per un po’ il pensiero dalle cure.

Rudan accettò con il suo consueto umorismo nero: «Si venderà bene quando sarò morta», commentò. Il figlio consultò archivi, vecchie rubriche, il blog e scritti meno noti, poi preparò una prima versione che la madre riuscì a leggere. Lei approvò il titolo Come se ci fossi e scelse il testo con cui concludere il volume, lasciando a Hrvatin le altre decisioni editoriali.

La scrittura fino alla fine

La scrittura rimase centrale nella vita di Rudan anche durante la malattia. Come ha raccontato il figlio a NIN, quando non riusciva più a lavorare al computer, scriveva sul cellulare e gli inviava i testi tramite WhatsApp. Continuò così a scrivere fino alla fine.

Il rapporto con il figlio

Hrvatin ha parlato anche del loro rapporto, che le rubriche della madre talvolta facevano apparire segnato da gravi conflitti. Nella vita privata, ha spiegato, la realtà era diversa: collaborarono per anni e lui si occupava dei suoi siti internet, aiutandola a pubblicare gli scritti. A volte ridevano insieme quando i media trasformavano una sua rubrica in un titolo drammatico sul loro rapporto.

Tra i consigli materni che ricorda, Hrvatin ha citato quello di chiedere sempre un compenso adeguato per il proprio lavoro e, una volta ricevuto, di non avere paura di domandare di più. Con un sorriso, ha ammesso di non averlo ancora seguito del tutto.

Come ricordare Vedrana Rudan

Alla domanda su come vorrebbe che fosse ricordata la madre, Hrvatin ha sottolineato la sua disponibilità a sfidare i potenti e a dire pubblicamente ciò che altri non osavano. Il suo auspicio è che dal suo esempio resti qualcosa di più del ricordo di video diventati virali e dichiarazioni provocatorie.

La carriera e le opere

Vedrana Rudan è morta il 18 agosto 2026, a 77 anni, dopo una grave malattia. Nata il 29 ottobre 1949 a Opatija, ha lavorato come giornalista, editorialista, redattrice e scrittrice. Si è fatta conoscere per il linguaggio tagliente, le posizioni provocatorie e i commenti senza compromessi sui temi sociali e politici.

Nel 2002 esordì nella narrativa con il romanzo Orecchio, gola, coltello. Tra le sue opere più note figurano Amore a prima vista, Che tua madre ti partorisca, Danza intorno al Sole ed Ergastolo. I suoi libri sono stati tradotti in diverse lingue.

Rudan aveva parlato e scritto apertamente della propria malattia. La notizia della morte è stata pubblicata sul suo sito ufficiale con queste parole: «Vedrana è partita per una zona senza segnale», come aveva chiesto in precedenza di essere salutata.

Fonte: index.hr

  • PubblicatoOttobre 22, 2026