Coward, il film nato dalle foto di soldati in abiti femminili
Lukas Dhont ha trovato le immagini all’Imperial War Museum di Londra. Il film racconta l’amore tra i soldati Pierre e Francis, interpreti Emmanuel Macchia e Valentin Campagne.
Un’immagine insolita ha dato origine a «Coward»: un soldato belga, fotografato in bianco e nero dietro la linea del fronte mentre indossa abiti femminili. Da quella fotografia Lukas Dhont ha avviato una ricerca, anche all’Imperial War Museum di Londra, trovando altre testimonianze di giovani militari che durante la Prima guerra mondiale organizzavano spettacoli per distrarsi dagli orrori del conflitto. Una pratica presente da tempo negli eserciti di tutto il mondo: tra le immagini scoperte dal regista ci sono anche quelle di soldati tedeschi travestiti da donne per esibirsi davanti ai commilitoni. L’arte, in quel contesto, diventava una via di fuga.
La storia di Coward
Da questa storia Dhont e lo sceneggiatore Angelo Tijssens hanno tratto il loro nuovo film, in corsa per la Palma d’oro al Festival di Cannes, scelto come apertura del Film Fest Gent e candidato del Belgio agli Oscar del 2027. Il terzo lungometraggio del regista, dopo «Girl» (2018) e «Close» (2022), arriva da oggi nelle sale.
Al centro c’è Pierre, un giovane mandato al fronte che si ferisce di proposito per essere assegnato agli «Emarginati», una compagnia teatrale attiva nelle retrovie. Qui incontra Francis, l’esuberante presentatore del gruppo: tra i due nasce una storia d’amore. Il film intreccia così il fragore dei cannoni e i corpi nel fango con la danza e la musica, scegliendo una strada ambiziosa, come è tipico del cinema di Dhont.
Gli attori scelti da Dhont
Il regista ha un talento particolare nello scoprire interpreti senza esperienza. Victor Polster, protagonista di «Girl», era stato notato in una scuola di danza classica; Eden Dambrine, volto di «Close», era stato avvicinato in treno. Anche Emmanuel Macchia, che interpreta Pierre in «Coward», non aveva mai recitato: Dhont lo ha scoperto durante un casting nella scuola in cui studiava architettura del paesaggio.
«Adesso sogno di diventare un attore professionista», ha raccontato Macchia alla festa dopo la prima a Cannes. Insieme al collega Valentin Campagne ha vinto al festival il premio per il miglior attore, lasciandosi alle spalle interpreti premiati con l’Oscar come Javier Bardem e Rami Malek. Dhont sceglie consapevolmente attori alle prime armi perché, secondo lui, riescono a trasmettere la sensazione della «prima volta»: il primo contatto con il fronte, la lontananza da casa e l’innamoramento per un altro ragazzo. Macchia e Campagne, osserva il giornalista cinematografico di VRT NWS Lieven, risultano particolarmente credibili nei loro ruoli.
Amore e guerra
«È il genere che amo meno», ha detto Dhont parlando dei film di guerra. Eppure definisce «Coward» il suo lavoro più dolce e caloroso finora. La guerra, per quanto possa sembrare cinico, è ciò che permette a Pierre e Francis di incontrarsi e di avvicinarsi. La piccola compagnia teatrale offre loro uno spazio protetto in cui il sentimento può crescere, mentre le granate cadono in lontananza.
Il film accosta la brutalità del conflitto — con giovani soldati costretti a raccogliere i corpi dei compagni caduti — a scene di grande tenerezza: militari che si assistono dopo un attacco, si aiutano a rialzarsi e, nel caso di Pierre e Francis, si avvicinano poco a poco. Il contrasto richiama i versi della celebre poesia di John McCrae: «In Flanders fields the poppies blow». Dal fango, come nel testo, sboccia il papavero.
La libertà dopo il conflitto
La guerra porta con sé anche un’altra contraddizione. «Qui siamo liberi», dice Francis, pur sapendo che quella libertà durerà soltanto finché il conflitto sarà in corso. Che cosa accadrà quando i due torneranno alla vita civile, uno alla fattoria e l’altro al negozio di abbigliamento dei genitori? Avranno ancora il coraggio di scegliersi? E, in definitiva, chi è il vero codardo? «Coward» è al cinema da oggi.
Fonte: vrt.be
