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Danza, Thomas Docquir è il primo belga étoile all’Opéra di Parigi

Il ballerino belga ha raggiunto il titolo più alto della compagnia dopo anni di studio e sacrifici. La nomina è avvenuta all’Opéra Garnier, dove si è esibito con Roxane Stojanov.

Danza, Thomas Docquir è il primo belga étoile all’Opéra di Parigi

Un belga è diventato danseur étoile, il titolo più alto della compagnia di danza dell’Opéra di Parigi: un traguardo mai raggiunto prima da un connazionale nella celebre istituzione francese. Si chiama Thomas Docquir e il programma belga C’est du Belge lo ha seguito per due giorni, fino alla sua esibizione.

La passione per la danza fin da bambino

«Avevo 8 anni quando ho chiesto ai miei genitori di iniziare a studiare danza. Per un ragazzo non era una scelta scontata, ma sono cresciuto in una famiglia con una spiccata sensibilità artistica e i miei genitori hanno accettato di accompagnarmi più volte alla settimana a Dinant, dove la scuola di danza era rinomata, anche se abitavo a Stave, vicino a Mettet. Tanti spostamenti per coltivare la mia passione e, nonostante qualche battuta a scuola, a volte anche qualche presa in giro, ho continuato a inseguire il mio sogno», racconta Docquir.

A 12 anni, la sua insegnante di Dinant, che lui adorava, gli disse che non poteva più aiutarlo a progredire. Per continuare a migliorare, avrebbe dovuto trasferirsi a Parigi e frequentare la scuola dell’Opéra. Docquir fu ammesso e partì per il collegio, lontano da casa, ma circondato da altri ragazzi e ragazze con la sua stessa aspirazione: danzare.

L’ingresso nella compagnia dell’Opéra

«A 17 anni, al termine del percorso scolastico all’Opéra di Parigi, dovevo superare l’esame di ammissione per entrare nella compagnia di danza dell’Opéra. Non è affatto scontato, nemmeno dopo aver frequentato la scuola per sei anni. Per diventare professionisti bisogna alzare ancora il livello. E io fui ammesso al primo tentativo. Il sogno continuava», ricorda.

La sua carriera è stata segnata da successi, ma anche da sacrifici: la lontananza dalla famiglia, un’alimentazione rigorosa, poche occasioni per uscire e ore di allenamento. Oggi Docquir ha raggiunto il vertice della compagnia.

La nomina a danseur étoile

«Mi fa piacere condividere questo momento con i belgi attraverso la vostra telecamera. No, non sono nervoso. Conosco a memoria il palcoscenico dell’Opéra Garnier. Ci danzo da 13 anni. Ma diventare danseur étoile è tutta un’altra cosa. Una responsabilità enorme. Un onore supremo. Quando mi hanno nominato, al termine di uno spettacolo a giugno, non riuscivo a crederci. È stata una sorpresa totale», ha detto.

La nomina è arrivata dopo uno spettacolo a giugno. Per Docquir, il riconoscimento rappresenta la conclusione di anni di lavoro e, allo stesso tempo, l’inizio di una nuova fase.

«Ripenso al bambino di 12 anni che arrivava a Parigi con la valigia e i suoi sogni. Raggiungere questo traguardo è il coronamento di anni di lavoro quotidiano, ma soprattutto l’inizio di una storia tutta nuova. Sono molto fiero del mio percorso. Stasera andrò a letto presto, nel mio appartamento vicino al Canal Saint-Martin. Ho bisogno di dormire otto ore prima del grande giorno.»

Il giorno dell’esibizione

Il giorno dell’esibizione, Docquir ha svolto l’ultimo allenamento nella cupola dell’Opéra, dove fu girata la scena iniziale del film «La grande vadrouille». A danzare con lui sul palco c’era Roxane Stojanov, anche lei danseuse étoile.

«Thomas è davvero simpatico e ha un talento immenso. Farà faville», ha detto Stojanov.

Alle 16.30 è iniziato il trucco dietro le quinte, in un clima di silenzio. Alle 18.30 Docquir si è riscaldato dietro il palco, prima dell’inizio dello spettacolo «Vers un pays sage», firmato dal coreografo francese Jean-Christophe Maillot.

«Thomas è caviale in un balletto. I belgi hanno qualcosa di diverso: danzano come nessun altro sa fare», ha dichiarato Maillot.

La tecnica precisa, la presenza scenica e l’intensità della sua interpretazione hanno confermato sul palco il talento che gli è valso il titolo. C’est du Belge ha seguito il momento e ne proporrà un reportage esclusivo, con immagini del dietro le quinte, nel prossimo numero del programma su RTBF La Une e RTBF Auvio.

Le altre storie di C’est du Belge

La trasmissione, in onda venerdì 23 ottobre dalle 20.25, presenterà anche altre storie: Jean-Louis Lahaye, autore del podcast «L’Heure H», porterà il suo racconto della Storia sul palcoscenico di un teatro parigino; due giovani imprenditori belgi racconteranno il progetto Briquet, una barretta salata biologica, senza glutine e ricca di proteine; infine, sarà protagonista Marie-Laurence Stevigny, creatrice belga di pelletteria di lusso, il cui lavoro si muove tra Bruxelles, Parigi e Ubrique, in Spagna.

Fonte: rtbf.be

  • PubblicatoOttobre 22, 2026