Case inquietanti: le storie di chi è scappato dopo una visita
Le testimonianze, condivise su Reddit e raccolte da BuzzFeed, arrivano da persone che hanno visitato case negli Stati Uniti. Tra i dettagli più strani, una stanza piena di cimeli nazisti e un bagno ricoperto di crocifissi.
A volte basta un dettaglio visto entrando in una casa per convincersi che sia meglio andarsene subito: una stanza piena di cimeli nazisti, centinaia di crocifissi stipati in un bagno o una parete coperta di fotografie di gatti accompagnate dal racconto di come sono morti. Sono alcune delle esperienze condivise su Reddit da persone che hanno avuto la sensazione di trovarsi in una situazione troppo inquietante per restare. BuzzFeed ha raccolto le testimonianze.
Una stanza piena di cimeli nazisti
Un utente ha raccontato di aver consegnato un divano in una casa che, fino a quel momento, gli era sembrata del tutto normale. I proprietari gli dissero di portarlo nella «stanza dei cimeli». Dentro c’erano manichini a grandezza naturale, vestiti con uniformi naziste complete e con il braccio alzato nel saluto. La stanza era piena di bandiere, filo spinato, elmetti e armi. «Abbiamo lasciato il divano e ce ne siamo andati in fretta», ha scritto.
Un altro utente ha ricordato un vicino in Florida con una stanza simile. L’uomo sosteneva di conservare «solo pezzi di storia». «Per questo esistono i musei», ha commentato il lettore, aggiungendo che è difficile considerare neutrale, e ancor meno positivo, collezionare ed esporre oggetti del genere in casa.
Un terzo ha raccontato una storia diversa: suo nonno custodiva in una scatola nascosta in cantina alcuni oggetti appartenuti al padre, che era stato membro del Ku Klux Klan (KKK), un’organizzazione razzista statunitense. Il nonno detestava il passato del padre, ma era appassionato di storia familiare e non pensava che le sue pagine più brutte dovessero essere cancellate. Professore di storia e poi preside, mostrava gli oggetti ai nipoti quando raggiungevano una certa età, accompagnandoli con una seria conversazione sul razzismo e sull’importanza di pensare con la propria testa. Era orgoglioso di non aver seguito le orme del padre e di aver fatto in tempo a votare per il primo presidente nero. Per il commentatore, quella era una ragione valida per conservare quegli oggetti; esporli in casa, qualunque sia il motivo, resta invece inquietante.
Clown e fotografie di gatti
Un lettore in cerca di casa ha descritto un’abitazione piena di quadri e bambole con immagini di clown. Lungo la scala e al piano superiore c’erano orologi che suonavano mentre visitava gli ambienti. «Parlo di quei clown dall’aria triste. Non sorridevano nemmeno», ha precisato.
Un’altra persona ha ricordato un incontro avvenuto una ventina d’anni fa, quando cercava una coinquilina attraverso Craigslist, il sito di annunci online. La donna che aveva conosciuto aveva una parete ricoperta di fotografie di gatti e cominciò a indicarle, raccontando come fosse morto ciascuno. Disse che la stanza sarebbe stata disponibile «se le fossi piaciuta». L’annuncio la descriveva come arredata, ma non specificava che i mobili erano per bambini. La candidata non sarebbe riuscita a entrare nel lettino minuscolo e pensò che, in ogni caso, non sarebbe sopravvissuta alla notte.
Non capì mai a chi si riferisse la donna dicendo «se piaccio a loro», perché non c’erano altri coinquilini. Non vide gatti vivi, ma, mentre usciva, si imbatté in un gatto impagliato dall’aspetto spaventosamente realistico. «Non credo fosse l’unico», ha scritto.
Una visita inquietante in cantina
Anche una visita a una casa di villeggiatura lasciò una commentatrice con una forte sensazione di pericolo. Una ventina d’anni fa cercava un artigiano per alcuni lavori e lui le propose di mostrarle altre abitazioni su cui aveva lavorato. Nella prima continuava a parlare della «cantina dei vini» che aveva costruito. Alla fine la portò davanti a una specie di botola nel pavimento, da cui partiva una scala verso una stanza buia in cantina.
«Mi venne la pelle d’oca», ha raccontato. L’uomo insisteva: «Devi vedere cosa ho fatto là sotto, scendi e basta». Lei rifiutò, uscì e tornò a casa. Ebbe la netta impressione di essere scampata per un pelo a un rapimento. L’artigiano non la contattò più e, ancora oggi, ripensare all’episodio la mette a disagio.
Un autoritratto a grandezza naturale
Un’altra testimonianza riguarda un appuntamento che sembrava andato molto bene. L’amica dell’utente che ha scritto su Reddit aveva trovato il suo accompagnatore del tutto normale, tanto da invitarlo a casa. Una volta arrivati da lui, però, vide appeso un autoritratto dipinto a grandezza naturale, alto circa un metro e mezzo. «Non se ne parla!», ha commentato l’utente.
Una casa piena di oggetti
Una persona che aveva risposto a un annuncio per affittare una stanza ha raccontato di aver incontrato una donna che al telefono le era sembrata molto alla mano. Dopo un caffè, la donna la invitò a vedere casa. Solo quando aprì la porta si rese conto che aveva un problema di accumulo: riusciva a malapena a mettere piede nel soggiorno, raggiungibile direttamente dall’ingresso. Anche la padrona di casa si muoveva con difficoltà, arrampicandosi sulle pile di oggetti e indicando all’ospite dove passare.
La visitatrice, sbalordita, non riuscì nemmeno a vedere la stanza in affitto. Disse che faceva fatica a muoversi e non voleva rovinare le cose camminandoci sopra, aggiungendo che l’avrebbe avvisata se fosse stata interessata. «Non so come pensasse di poter ricevere ospiti in una casa del genere, figuriamoci affittare una stanza», ha scritto.
Un’altra utente si era trasferita da poco in una casa di fronte a quella di un’anziana signora, migliore amica della precedente proprietaria, ormai scomparsa. Un pomeriggio la vicina la invitò a entrare. La nuova residente pensò che, vivendo da sola, le avrebbe fatto piacere un po’ di compagnia. Era il periodo di Natale e la casa era piena di bambole di porcellana: ce n’erano su ogni superficie e mensola, in cucina, nei corridoi e nei bagni. Persino l’albero di Natale, alto circa un metro e ottanta, era decorato soltanto con addobbi a forma di testa di bambola.
Centinaia di crocifissi in bagno
Centinaia di crocifissi, invece, ricoprivano le pareti di un piccolo bagno per gli ospiti. Un utente ha raccontato che la sua auto si era guastata mentre era con un amico in una zona isolata vicino all’autostrada. Dal cofano usciva fumo e la situazione sembrava grave. Un anziano vicino, molto gentile, si avvicinò per aiutarli. Dopo un po’, l’utente chiese se poteva usare il suo bagno o quello di qualcun altro. L’uomo lo invitò a entrare e lui si diresse direttamente in bagno, senza guardarsi intorno. Quando chiuse la porta e si voltò, vide che ogni centimetro delle pareti era coperto di crocifissi.
Era cresciuto in una zona in cui la Bibbia fa parte della vita quotidiana e aveva visto molte case con crocifissi e decorazioni religiose, ma mai nulla di simile: dal pavimento al soffitto, centinaia di crocifissi ammassati uno accanto all’altro, «come se cercassero di scacciare uno spirito maligno dal bagno». Dopo aver fatto quello che doveva, scappò. Per fortuna l’auto riuscì ancora a raggiungere un’officina in città e i due poterono andarsene.
L’odore di latte acido
Infine, un lettore ha ricordato un episodio delle superiori. Entrando in casa di un amico, fu investito da un odore di latte acido. In casa non c’era latte: a emanare quell’odore erano l’amico e suo fratello. Prima non se n’era accorto, ma da quel momento non riuscì più a non sentirlo.
