Una ragazza sfila con sicurezza tra baracche di legno e rifiuti, su una strada sterrata, indossando una gonna leopardata, un reggiseno di pizzo e tacchi a spillo. In sottofondo c’è Runway, il brano di Doechii e Lady Gaga scritto per Il diavolo veste Prada 2. «Trasformerò il mondo intero nella mia passerella», recita la didascalia del video pubblicato su Instagram da @giverachelashot, cioè «dai una possibilità a Rachel». La ragazza è Rachel Ojuromi, ventiduenne nigeriana che ha portato la sua passerella per le strade di Lagos, la città in cui è nata, fino a sfilare per Chanel a Parigi.
Dalle strade di Lagos alla passerella di Chanel
Ojuromi aveva aperto il profilo Instagram nell’ottobre 2025, ma ha cominciato a pubblicare con regolarità solo all’inizio della primavera. I suoi video sono diventati presto virali. La svolta è arrivata in estate, quando ha ricreato alcuni look della collezione Métiers d’art di Chanel, presentata nel dicembre precedente, combinando abiti realizzati su misura e capi di seconda mano. Come spesso fa, ha sfilato per le strade di Lagos con outfit ispirati alla maison francese. Tra i commenti a uno dei video è apparso Matthieu Blazy, direttore creativo di Chanel.
Qualche mese dopo, Ojuromi ha lasciato per la prima volta l’Africa per sfilare su una passerella vera, a Parigi, durante la presentazione della collezione prêt-à-porter primavera-estate 2027 di Chanel. Il 5 ottobre, la sua storia da favola ha chiuso in bellezza le settimane della moda autunnali. La sua carriera potrebbe ora decollare: Chanel, e in particolare Blazy, alla guida della maison da un anno e mezzo, ha mostrato ancora una volta di saper individuare talenti nei luoghi più inattesi.
Una passione per la moda nata in famiglia
Ojuromi desiderava lavorare nella moda da sempre. È cresciuta circondata da abiti e riviste: sua madre curava con attenzione il modo di vestire proprio e dei figli, collezionava pubblicazioni di moda e commerciava gioielli e vestiti. Forse senza rendersene conto, Rachel si stava già preparando a entrare in quel mondo. Ma nella scena nigeriana, relativamente isolata, le occasioni sono poche. Così ha provato a crearle da sé: ha riunito giovani talenti, fondato una base creativa e costruito una piattaforma per promuovere artisti africani.
Per molto tempo è rimasta dietro le quinte, cercando di dare spazio ai giovani protagonisti della cultura e della moda di Lagos e mettendo in primo piano stilisti, modelli e fotografi. Poi ha deciso di diventare lei stessa una modella. Senza un’agenzia e senza una passerella, ha scelto la strada. Il suo profilo Instagram, aperto da pochi mesi, conta ormai 260 mila follower, tra cui importanti riviste di moda, supermodelle, la direttrice di Vogue America e, naturalmente, il direttore creativo di Chanel.
La collaborazione con Debby Fashinga
Nel suo percorso è centrale anche Debby Fashinga, stilista e stylist che cura i suoi look. Le due si sono conosciute nel 2023, dopo che Fashinga si era trasferita a Lagos per avviare la propria carriera. La stilista contattò Ojuromi, già relativamente nota grazie ai video pubblicati da anni su YouTube, per proporle una collaborazione. Quello che era iniziato come un rapporto di lavoro occasionale è diventato una partnership creativa e una stretta amicizia.
In estate Fashinga ha raccontato alla rivista Interview di disegnare e realizzare personalmente circa il 40 per cento degli outfit di Ojuromi; il resto proviene dai negozi di seconda mano. Le due vanno insieme al mercato, dove cercano capi tra le tonnellate di abiti usati che arrivano in Nigeria dall’Occidente.
Moda di lusso e creatività in Nigeria
Secondo Ojuromi e Fashinga, in Nigeria lo streetwear offre molte possibilità, ma la moda di lusso resta accessibile soprattutto ai clienti più ricchi e più anziani. I marchi presenti nel Paese si rivolgono principalmente a loro, non ai giovani con meno disponibilità economiche. Per chi vuole muoversi a metà strada tra streetwear e lusso, servono quindi soluzioni creative.
Fashinga disegna look giocosi, colorati, audaci e pieni di riferimenti. Quando qualcuno commenta che un abito gli ricorda un certo stilista o una certa collezione, lei ne è felice: è proprio questo l’obiettivo. L’estetica di Ojuromi e Fashinga racconta che le influenze globali raggiungono anche chi vive lontano dai principali centri della moda, come Parigi, Londra, Milano e New York. Le due si ispirano alle ultime collezioni di Chanel, Dior o Margiela, proprio come i giovani americani ed europei, e vogliono dialogare con quelle creazioni. Se non hanno accesso alle stesse opportunità, lavorano con ciò che hanno.
Fashinga, per esempio, ha imparato la storia della moda occidentale guardando su YouTube i video dell’influencer Bliss Foster. «Con i nostri video diciamo al mondo che anche in Africa ci sono giovani che assorbono esattamente le stesse influenze di tutti gli altri e che sono altrettanto profondamente interessati all’arte e alla moda, ma non hanno a disposizione le stesse risorse. Nonostante questo, con quello che abbiamo possiamo anche noi sconvolgere il mondo», ha detto Ojuromi a Dazed a maggio.
La passerella di strada e il successo internazionale
Le riprese per le strade di Lagos sono cominciate in primavera e sono nate in modo spontaneo. Molti passanti, incuriositi, si avvicinavano, davano una mano e chiedevano di comparire nei video. In primavera Ojuromi ha raccontato a Interview che gli abitanti del quartiere l’avevano soprannominata Miss Paris. «Per me è una cosa molto speciale. Perché, se tutto andrà secondo i piani e finirò davvero a Parigi, quelli che adesso mi chiamano Miss Paris potranno dire: “Ma guarda, è una di noi!”».
Qualche mese dopo, la ventiduenne è arrivata davvero nella capitale francese. Perché accadesse, è stato decisivo che in estate lei e Fashinga dedicassero una serie di video alla collezione Métiers d’art di Chanel, attirando l’attenzione di Blazy. Il commento dello stilista ha dato ai video una visibilità enorme. Dopo Elle, Dazed e Interview, anche Vogue France ha raccontato il fenomeno dell’influencer di Lagos. A quel punto sono arrivate le proposte: diverse agenzie internazionali di modelle l’hanno ingaggiata e, all’inizio di ottobre, Ojuromi ha debuttato ufficialmente in passerella per Chanel. I giorni precedenti alla sfilata sono stati documentati da Vogue America.
The Process Africa e il sostegno ai giovani creativi
«Tutto quello che faccio è, in qualche modo, una lettera d’amore alla mia terra e alle persone che vi creano. La forma espressiva può cambiare, ma il senso resta lo stesso», ha detto Ojuromi in un articolo di Elle pubblicato ad aprile. Oltre a fare la modella, tre anni fa ha fondato The Process Africa, una piattaforma dedicata ai giovani creativi africani. A Dazed ha spiegato di averla creata perché in Nigeria vivono moltissimi artisti che hanno realizzato cose straordinarie, ma non considerano importanti le proprie storie, non avendo uno spazio in cui raccontarle. The Process Africa offre loro questa possibilità e permette al pubblico internazionale di conoscere il loro lavoro e le difficoltà che lo accompagnano.
«Ricordo che a dieci anni dicevo a tutti che avrei adottato un bambino da ogni Paese africano. Adesso ci rido, ma penso che The Process Africa sia la realizzazione di quel sogno, solo in un’altra forma. Si tratta di creare uno spazio sicuro per tutti i ragazzi più in gamba dell’Africa, perché, qualunque cosa folle accada intorno a loro, sappiano che se mi chiamano io ci sarò». Ojuromi prende sul serio questa promessa: la sua casa a Lagos è anche un alloggio, uno studio e un laboratorio aperto.
Blazy, talent scout della moda
Non è forse un caso che Rachel Ojuromi abbia attirato l’attenzione di Matthieu Blazy, che ha già dimostrato di avere un occhio particolare per i talenti. Bhavitha Mandava, per esempio, aveva studiato architettura in India e voleva frequentare un master negli Stati Uniti. Trasferitasi a New York, nel 2024, a 24 anni, aspettava la metropolitana quando un agente di un’agenzia di modelle le si avvicinò e le consegnò il proprio biglietto da visita. Cercava modelle per Blazy, allora direttore creativo di Bottega Veneta, e lo stilista puntò subito sulla giovane indiana. Due settimane dopo Mandava sfilava già a Milano per la maison. La sua carriera decollò rapidamente e da allora le principali case di moda hanno fatto a gara per ingaggiarla.
Alla fine dell’anno Blazy è passato a Chanel e, nell’autunno 2025, ha presentato a Parigi la sua prima collezione per la maison. In passerella c’era anche Mandava. Qualche mese dopo Chanel ha organizzato un’altra sfilata, questa volta in una stazione della metropolitana di New York: era la collezione Métiers d’art che avrebbe poi ispirato anche Ojuromi e Fashinga. La scelta della location era intenzionale: la collezione voleva essere una lettera d’amore alle donne di New York. Ad aprire la sfilata è stata Mandava, scoperta anche lei in una stazione della metropolitana, diventando la prima modella indiana ad aprire una sfilata di Chanel.
Per lei Blazy aveva disegnato un look apparentemente semplice: jeans comodi e un maglione beige. Un anno prima, infatti, l’agente che l’aveva notata in metropolitana l’aveva vista vestita in modo molto simile. Qualche mese dopo, Blazy aveva ripreso quell’abbinamento e lo aveva ridisegnato per lei. Al Met Gala, Mandava si è presentata con una versione della stessa combinazione di jeans e maglione, resa speciale dal tessuto: un materiale sottilissimo, simile alla seta, sviluppato da Chanel e già utilizzato nella collezione haute couture invernale della maison.
Attraverso l’evoluzione di quell’abito, Blazy e Mandava hanno raccontato che la moda non deve per forza essere appariscente: basta tenere gli occhi aperti per incontrare un diamante grezzo, e bisogna essere pronti quando arriva l’occasione. Chissà: due anni dopo potrebbero ritrovarsi al Met Gala. È molto probabile che il prossimo anno ci sarà anche Ojuromi.
