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Un romanzo candidato ai premi francesi accusato di essere scritto dall’IA

Il caso riguarda C'était ça ou mourir, esordio dello scrittore haitiano-quebecchese Thelyson Orelian, pubblicato in Québec e arrivato in Francia. Le accuse hanno riaperto il dibattito sull’intelligenza artificiale e il futuro della letteratura.

Un romanzo candidato ai premi francesi accusato di essere scritto dall’IA

Un romanzo d’esordio diventato un successo di vendite e candidato ai più prestigiosi premi letterari francesi è finito al centro di un caso che riguarda il futuro della scrittura: secondo alcune voci, sarebbe stato realizzato con l’intelligenza artificiale. La vicenda ha riaperto il dibattito su che cosa significhi essere autori e su quale spazio resterà alla letteratura scritta dagli esseri umani.

Il caso del romanzo di Thelyson Orelian

Il libro, C’était ça ou mourir — titolo traducibile, per esempio, con «O questo o la morte» — è uscito ad agosto per una piccola casa editrice del Québec. Il suo autore, Thelyson Orelian, è uno scrittore haitiano-quebecchese. In breve tempo il romanzo è arrivato in Francia, dove ha venduto molto ed è stato candidato a quasi tutti i premi letterari più prestigiosi del Paese.

La traduttrice Triinu Tamm ha raccontato che, dopo un periodo in cui tutto sembrava procedere senza problemi, un paio di settimane fa hanno iniziato a circolare all’improvviso le accuse secondo cui il libro sarebbe stato scritto dall’IA. Una parte della società francese considera i sospetti un attacco razzista contro Orelian, scrittore nero originario di Haiti. I dubbi, tuttavia, restano.

L’impatto dell’intelligenza artificiale sulla letteratura

Per Tamm, al di là del caso specifico, l’impatto dell’intelligenza artificiale sulla letteratura è già evidente. «Di certo aumenterà la produzione di opere mediocri: è inevitabile, è quello che produce l’IA», ha osservato.

Anche il ruolo dello scrittore come autore, secondo Kaur Riismaa, sta cambiando. Ma l’idea che un’opera sia il risultato del lavoro di più persone non è nuova: anche i grandi capolavori del Rinascimento non erano necessariamente realizzati soltanto dai maestri a cui vengono attribuiti.

«C’era un grande artista che dipingeva le figure e dava all’opera il suo stile e la sua composizione, ma poi in studio c’erano i suoi allievi, che dipingevano gli angioletti sullo sfondo, il paesaggio, gli abeti e tutto il resto. Ma se vai al Louvre, per esempio, sotto l’opera trovi comunque il nome di Leonardo da Vinci», ha raccontato Riismaa.

La sperimentazione di Kaur Riismaa

Lo scrittore ha sperimentato in prima persona con l’intelligenza artificiale. Due anni fa, quando vinse il premio per il saggio della Fondazione culturale estone con il nome di Nora Maria London, a ritirarlo fu un avatar di una giovane donna creato con l’IA dallo stesso Riismaa.

A suo giudizio, però, la letteratura generata dall’intelligenza artificiale è comoda e piatta. E il rischio, avverte, è che in futuro si smetta di leggere opere scritte da esseri umani. «Purtroppo la letteratura generata dall’intelligenza artificiale potrebbe essere il futuro: se si riducono i finanziamenti alle biblioteche e i fondi per la cultura sono quelli che sono, può succedere che tra dieci anni nessuno sia più in grado di leggere opere più complesse di quelle prodotte dall’IA», ha affermato Riismaa.

  • PubblicatoOttobre 12, 2026