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Epos, la biblioteca galleggiante salvata dal rischio di chiusura

La nave norvegese porta libri e attività culturali nei centri più remoti dei fiordi. Comuni, una fondazione e il ministero della Cultura hanno contribuito a salvarla.

Epos, la biblioteca galleggiante salvata dal rischio di chiusura

Una biblioteca può viaggiare lungo un fiume, raggiungere isole lontane o trasformarsi in una nave libreria d’inverno e in un battello turistico d’estate. È il caso dell’Epos, la biblioteca galleggiante norvegese che, dopo aver rischiato di chiudere, è stata salvata grazie alla collaborazione tra comuni e al sostegno di una fondazione.

Le biblioteche galleggianti in Laos e Svezia

Le biblioteche galleggianti portano i libri in luoghi difficili da raggiungere. In Laos, dove il tasso di analfabetismo è ancora elevato, due imbarcazioni coperte percorrono il Mekong e il fiume Nam Ou, fermandosi per un giorno in oltre cento villaggi. Durante le soste le lezioni vengono sospese e i bambini salgono a bordo per scegliere tra i mille volumi disponibili. Possono leggerli per il resto della giornata, prima di restituirli la mattina seguente, quando le barche riprendono il viaggio.

Il personale organizza anche pomeriggi di lettura di fiabe e altre attività, che contribuiscono alla popolarità delle biblioteche. Dal 1953, una biblioteca galleggiante svedese, la Bokbåten, raggiunge gli abitanti delle isole intorno a Stoccolma. A bordo ci sono circa 3.000 libri: volumi per bambini, narrativa e testi divulgativi. La nave salpa due volte l’anno, in primavera e in autunno; i libri presi in prestito possono essere restituiti quando torna ad attraccare sull’isola.

Se un titolo non è disponibile, i bibliotecari accolgono le richieste di scuole, asili e genitori. Per quantità di libri, l’Epos norvegese era ancora più imponente. Il suo periodo d’oro si estese dalla metà degli anni Sessanta alla fine degli anni Dieci del Duemila. Sulla costa norvegese, frastagliata dai fiordi, raggiungere in nave i centri più remoti è spesso più semplice che arrivarci in auto.

La storia della nave biblioteca Epos

Per questo, nel 1959 un gruppo di bibliotecari ottenne il sostegno del governo per avviare un servizio bibliotecario via acqua. All’inizio furono utilizzate due imbarcazioni già esistenti; nel 1963 venne costruita appositamente l’Epos, lunga quasi 26 metri e larga oltre 6. La nave visitava i piccoli centri di tre contee della Norvegia sud-occidentale — Hordaland, Sogn og Fjordane e Møre og Romsdal — portando con sé un catalogo di 6.000 volumi.

A ogni sosta ne venivano sbarcati alcune centinaia, che gli abitanti potevano consultare liberamente fino al ritorno della nave in porto. Nel tempo, l’Epos è diventata anche uno spazio per serate di lettura, spettacoli teatrali per bambini e altri appuntamenti culturali, tra cui concerti.

Libri a bordo dell’Epos – Foto: Epos / Facebook

La campagna per salvare l’Epos

Dopo il Duemila erano emersi alcuni segnali preoccupanti, ma il futuro della nave è diventato improvvisamente incerto all’inizio degli anni Venti, quando il consiglio della contea di Vestland — nata dalla fusione di Hordaland e Sogn og Fjordane — ha deciso di non finanziare più il servizio. La scelta ha suscitato un forte clamore, soprattutto tra le voci più influenti della Norvegia occidentale.

«La nave dei libri è un centro culturale galleggiante, insostituibile per migliaia di bambini che vivono in comunità remote, prive di un’offerta bibliotecaria adeguata. È frequentatissima e i libri vengono presi in prestito in gran numero; inoltre, è un’eccellente pubblicità per la Norvegia. Che vergogna!», ha scritto su Facebook lo scrittore Stig Holmås, tra i principali sostenitori della campagna per salvare l’Epos. La romanziera Cecilie Enger, autrice di Un minuto di silenzio e molto nota anche tra i lettori ungheresi, ha sintetizzato così il valore della nave: «L’Epos è una nave unica, che naviga sotto la bandiera della letteratura».

Libri a bordo dell’Epos – Foto: Epos / Facebook
Libri a bordo dell’Epos – Foto: Epos / Facebook

La prima nave biblioteca al mondo costruita appositamente per questo scopo è stata infine salvata grazie alla collaborazione di numerosi comuni e al contributo economico di una fondazione. Anche il ministero della Cultura norvegese ha dichiarato che l’imbarcazione è tutelata e ha partecipato alle spese di manutenzione. Oggi l’Epos è una nave libreria in inverno e un battello turistico in estate.

Biblioteche in forme insolite

Le biblioteche, però, possono assumere molte altre forme. Ad Albena, in Bulgaria, si trova la prima biblioteca balneare al mondo: i suoi 140 scaffali ospitano 2.500 volumi, tra romanzi rosa, gialli e memorie. A Coeur d’Alene, in Idaho, una bibliotecaria ha ricavato una biblioteca per il prestito di libri all’interno di un albero di 110 anni che doveva essere abbattuto.

L’argentino Raul Lemesoff ha invece trasformato una Ford Falcon del 1979 facendola assomigliare a un carro armato. L’artista di Buenos Aires ha caricato sul veicolo 900 libri e lo ha chiamato «arma di istruzione di massa». In Italia, un insegnante in pensione ha convertito il suo furgone a tre ruote in una biblioteca itinerante, per portare libri nei villaggi più isolati della zona. Nel Regno Unito, infine, numerose cabine telefoniche in disuso sono state trasformate in armadietti per libri.

Fonte: Babbel, Könyves Magazin, newsinenglish.no, Southern Woodenboat Sailing; ezen az oldalon.

  • PubblicatoOttobre 11, 2026