Il Fantasy Bra di Victoria’s Secret è molto più di un reggiseno tempestato di gioielli: indossarlo può trasformare una modella in una celebrità nazionale. Per questo la scelta di affidarlo quest’anno a Kylie Jenner, che non aveva mai sfilato per il marchio, ha suscitato polemiche. Il capo vale 343 milioni di corone.
Il significato del Fantasy Bra
A spiegare il peso simbolico del Fantasy Bra è Chris Pedersen, giornalista di moda e conduttore del programma «K-Live» dell’emittente danese P1. Di norma, racconta, il reggiseno viene assegnato a una delle modelle più importanti, che Victoria’s Secret mette in primo piano e sulla cui immagine lavora per anni. Chi lo indossa entra così nell’élite delle persone più celebri al mondo.
La scelta di Kylie Jenner
La decisione di scegliere Jenner, influencer e imprenditrice statunitense, è stata annunciata domenica, durante la tradizionale sfilata del marchio, organizzata in California. La sua nomina ha fatto discutere proprio perché non aveva seguito il percorso abituale delle modelle di Victoria’s Secret.

«I fan hanno potuto seguire passo dopo passo la crescita della ragazza, fin dagli esordi, quando ha sfilato per la prima volta per Victoria’s Secret. Per questo la gente si arrabbia quando viene scelta Kylie Jenner, che non aveva mai partecipato a una sfilata del marchio», dice Pedersen.
«È come se saltasse la fila e si ritrovasse addosso il reggiseno di diamanti. Alcuni pensano che sia talmente assurdo da equivalere a svegliarsi all’improvviso e scoprire che in Danimarca c’è una nuova regina», aggiunge, evocando il passaggio dalla regina Mary a una regina Annika.

Le reazioni alla nomina
Le reazioni sono visibili anche su Instagram. Molti utenti criticano la scelta e sostengono che Victoria’s Secret sia ormai un marchio del passato. Altri la difendono, osservando che Jenner rappresenta una cultura pop diversa da quella incarnata dalle figure di un tempo.
Secondo Pedersen, indossare il Fantasy Bra offre alle modelle un accesso quasi immediato a podcast e programmi televisivi in tutti gli Stati Uniti. «Diventi famosa in tutto il Paese e così celebre da poter vendere qualsiasi cosa», afferma.
Le critiche alla sfilata
La sfilata, che in passato è stata duramente criticata per la scarsa rappresentazione dei diversi tipi di corpo, aveva provato a tornare dopo alcuni anni di assenza. Ma Pedersen ritiene che non sia riuscita a rilanciarsi e la definisce «assurda».
«Forse sono invecchiato, ma mentre la guardavo mi sembrava di essere tornato negli anni Novanta, come se il movimento MeToo non fosse mai esistito. Era come se le donne fossero soltanto oggetti da guardare per gli uomini», dice.
Il giornalista ha notato anche che l’entusiasmo e il consueto chiasso del pubblico erano stati sostituiti da risate registrate, mentre gli spettatori erano concentrati sui cellulari. In passerella, intanto, le modelle salutavano e fingevano di rivolgersi a un pubblico attento.
«È come se l’energia fosse diventata artificiale», conclude Pedersen.
DR, l’emittente pubblica danese, ha cercato di contattare Victoria’s Secret, così come la BBC, che ha seguito la sfilata. L’azienda non ha risposto.
Fonte: dr.dk
