Una delle frasi più celebri della storia francese, «Che mangino brioche!», quasi certamente non fu mai pronunciata da Maria Antonietta. Non esistono prove che la regina abbia detto quelle parole, spesso usate per rappresentarla come una sovrana indifferente alla fame del popolo. La ricostruzione è riportata da Britannica, che ricorda anche come racconti simili circolassero già in altre epoche e in diverse parti del mondo.
Le origini della frase sulle brioche
La frase francese «Qu’ils mangent de la brioche» significa «Che mangino brioche». Si tratta di un dolce ricco di uova e burro, considerato quasi altrettanto lussuoso di una torta: il senso dell’aneddoto, dunque, è che ai poveri senza pane sarebbe stato suggerito di mangiare un alimento ancora più raffinato. Ma non c’è alcuna prova storica che Maria Antonietta abbia pronunciato questa frase, o una simile.
I folkloristi hanno individuato versioni analoghe in vari paesi. In un racconto raccolto in Germania nel XVI secolo, per esempio, una nobildonna si meraviglia che i poveri affamati non mangino semplicemente il Krosem, un tipo di pane dolce.
La prima pubblicazione nota della frase «Qu’ils mangent de la brioche» è probabilmente opera del filosofo francese Jean-Jacques Rousseau. Nel sesto libro delle Confessioni, scritto intorno al 1767, Rousseau attribuisce parole simili a «una grande principessa». Maria Antonietta era allora una bambina, circostanza che rende improbabile che il riferimento fosse a lei.
Per molto tempo si è ritenuto che i rivoluzionari, ispirati da Rousseau, avessero messo la frase in bocca alla regina per alimentare la propaganda contro la monarchia. Gli studiosi contemporanei, però, dubitano di questa ricostruzione: non hanno trovato la citazione nei giornali, nei pamphlet o in altri materiali pubblicati dai rivoluzionari.
La più antica fonte conosciuta che associa l’aneddoto a Maria Antonietta risale soltanto al 1843, oltre mezzo secolo dopo la Rivoluzione francese. In quell’anno lo scrittore Jean-Baptiste Alphonse Karr scrisse sulla rivista Les Guêpes di aver trovato la frase in un libro del 1760, sostenendo che questo dimostrasse la falsità della storia sulla regina.
Le origini e il matrimonio di Maria Antonietta
Maria Antonietta nacque a Vienna il 2 novembre 1755, undicesima figlia dell’imperatore del Sacro Romano Impero Francesco I e di Maria Teresa. Come ricorda Britannica, fu coinvolta nelle strategie diplomatiche con cui, dopo la guerra dei Sette anni, Francia e Austria cercarono di rafforzare la propria alleanza. Aveva appena 14 anni quando, il 16 maggio 1770, sposò il delfino Luigi, nipote del re francese Luigi XV. Per tutta la vita fu considerata una rappresentante dell’Austria, legame poco popolare in Francia.
Quando Luigi salì al trono, nel maggio 1774, Maria Antonietta, delusa da un marito poco attento, si circondò di favoriti. Il suo nome finì per simboleggiare il declino dell’autorità morale della monarchia francese. Secondo Britannica, tuttavia, il lusso della corte fu soltanto una causa secondaria delle difficoltà finanziarie dello Stato, mentre la sua influenza politica in quel periodo è spesso stata esagerata.
Le voci sulle sue presunte relazioni extraconiugali, diffuse anche dai fratelli del re, raggiunsero il culmine nel 1785 con l’Affare della collana. La regina fu accusata ingiustamente di avere una relazione immorale con un cardinale; lo scandalo contribuì a screditare la monarchia.
Maria Antonietta ebbe una figlia, Marie-Thérèse-Charlotte, nel dicembre 1778, il delfino Luigi nell’ottobre 1781 e il futuro Luigi XVII nel marzo 1785. Il figlio maggiore morì nel giugno 1789.
La rivoluzione e la caduta della monarchia
Durante le crisi rivoluzionarie si mostrò più risoluta del marito. Dopo la presa della Bastiglia, il 14 luglio 1789, lo esortò a rifugiarsi con l’esercito a Metz. Nell’agosto e nel settembre dello stesso anno lo spinse a opporsi ai tentativi dell’Assemblea nazionale di limitare i poteri del re. Per questo divenne uno dei principali bersagli dei rivoluzionari.
Nell’ottobre 1789, sotto la pressione popolare, la famiglia reale fu trasferita da Versailles a Parigi, dove si trovò di fatto prigioniera. Con l’aiuto del conte svedese Hans Axel von Fersen e di altri alleati venne organizzata una fuga verso Montmédy, vicino al confine orientale. La coppia lasciò Parigi nella notte del 20 giugno 1791, ma fu fermata dalle forze rivoluzionarie a Varennes e ricondotta nella capitale.
In seguito la regina avviò trattative segrete con i monarchici costituzionali e chiese al fratello, l’imperatore Leopoldo II, il sostegno armato delle potenze europee. Quando la Francia dichiarò guerra all’Austria nell’aprile 1792, i suoi legami con gli austriaci alimentarono ulteriormente l’ostilità nei suoi confronti. Questo sentimento contribuì all’assalto al palazzo delle Tuileries e alla caduta della monarchia, il 10 agosto 1792.
La prigionia e l’esecuzione
Maria Antonietta trascorse il resto della vita nelle carceri parigine. La sua amica più intima, la principessa de Lamballe, fu consegnata alla folla il 3 settembre 1792: venne decapitata e la sua testa, infilzata su una picca, fu portata davanti alle finestre della regina.
Luigi XVI fu giustiziato nel gennaio 1793. Nell’agosto dello stesso anno Maria Antonietta venne rinchiusa in isolamento nella prigione della Conciergerie. Comparve davanti al Tribunale rivoluzionario il 14 ottobre e fu ghigliottinata il 16 ottobre 1793.
