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Amy Winehouse: «Morire senza lasciare traccia era la mia paura»

La cantante lo raccontò in un’intervista del 2007 rimasta inedita per quasi 20 anni. A intervistarla al Mondrian di Los Angeles fu la giornalista Ariel Leve.

Amy Winehouse: «Morire senza lasciare traccia era la mia paura»

«Morire senza lasciare traccia» era la paura più grande di Amy Winehouse. La cantante ne parlò in un’intervista rimasta inedita per quasi vent’anni, realizzata nel maggio 2007 e pubblicata soltanto di recente.

L’intervista inedita ad Amy Winehouse

A intervistarla per il Sunday Times fu la giornalista Ariel Leve. L’incontro si svolse al Mondrian, un hotel sul Sunset Boulevard, pochi giorni dopo il matrimonio di Winehouse con Blake Fielder-Civil. La cantante aveva 23 anni e il suo secondo album, Back to Black, uscito l’anno precedente, aveva già ottenuto il disco d’oro negli Stati Uniti e superato il milione di copie vendute nel Regno Unito. Leve non arrivò a scrivere il colloquio, completato e pubblicato solo ora.

La paura di morire senza lasciare il segno

Winehouse raccontò di essere stata notata a 16 anni mentre si esibiva in un jazz club di Londra. Alla domanda se, senza un successo così precoce, avrebbe saputo «sopportare l’anonimato», rispose: «Sì. Sono solo una musicista, sapete. Mi piace prendermi cura delle persone».

Disse che da più giovane temeva molto di più il fallimento. «L’idea di morire senza lasciare traccia: era la mia paura più grande. Morire senza lasciare il segno. So che ho solo 23 anni, ma…», spiegò.

Il successo di Back to Black

Parlando del successo di Back to Black, si disse «davvero orgogliosa» del disco e aggiunse che desiderava soltanto che «le persone intorno a lei stessero bene». «Ho avuto successo, capite? Ho appena inciso un album di cui sono davvero orgogliosa. Se domani morissi, pazienza», disse. Non era concentrata sul raggiungimento di nuovi traguardi: raccontò di essere «più felice quando pulisce casa e cucina per gli amici».

Il matrimonio con Blake Fielder-Civil

Nel colloquio Winehouse ricordò anche il matrimonio impulsivo con Fielder-Civil, celebrato a Miami. Disse di aver avuto il presentimento che sarebbero «morti insieme» e di ammirare «la sua immaginazione». Raccontò inoltre di essere sempre stata convinta che avrebbe «rovinato tutto», perché si considerava «piuttosto stupida».

«Blake odia quando dico che sono stupida. Mi chiede: “Perché dici queste cose?”, e io rispondo: “Perché sono stupida”. Allora lui dice: “Oh, piantala. Se tu sei stupida, allora io sono un fottuto idiota ad averti sposata”», ricordò.

Winehouse e Fielder-Civil si separarono nel luglio 2009. La cantante morì due anni dopo, a 27 anni, per un’intossicazione accidentale da alcol.

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  • PubblicatoOttobre 14, 2026