Rubano bronzo per 150 euro, ma danneggiano opere da 90.000
Il furto è avvenuto nel parco di sculture di Laila Pullinen a Vantaa, in Finlandia. Sottratte parti in bronzo da 3 opere: il figlio dell’artista teme per il futuro del parco.
Il bronzo rubato da tre sculture vale, come metallo, appena 100-150 euro. Le opere danneggiate, invece, hanno un valore stimato di circa 90.000 euro e, soprattutto, non possono essere sostituite. È il paradosso di un nuovo furto nel parco di sculture appartenuto a Laila Pullinen, celebre artista finlandese morta nel novembre 2015.
Rubate parti in bronzo di tre sculture
I ladri hanno rimosso le parti in bronzo di Diocles/Häkkinen, Metamorfoosi II e Pieni Leda, lasciando sul posto gli elementi in granito e marmo. L’incursione è avvenuta a settembre, mentre Jean Ramsay, figlio della scultrice e presidente del consiglio di amministrazione della fondazione, era in vacanza con la moglie Petra Piitulainen-Ramsay, direttrice del museo. È stata presentata una denuncia alla polizia. La notizia era stata riportata in precedenza dal quotidiano Helsingin Sanomat.
«Il numero di sculture di questo tipo è limitato. Le opere danneggiate non si possono recuperare con nessuna somma di denaro», ha dichiarato Ramsay. «La mia prima reazione è stata che non posso più esporre queste opere. Ho dormito male e sono rimasto sveglio la notte».
Un nuovo furto nel parco di Vantaa
Il parco si trova a Sotunki, nella città finlandese di Vantaa. Non è la prima volta che viene preso di mira: nell’estate del 2025, durante la notte, erano state rubate due sculture in bronzo di grande valore, per un totale di circa 140.000 euro. Il furto di una terza opera era stato tentato, ma non portato a termine. La polizia dell’Uusimaa orientale indaga sul caso come furto aggravato.

«È una cosa del tutto idiota: i ladri ricavano ben poco da quello che fanno. Qui è in gioco qualcosa di più importante: è stato alterato il progetto originale in un modo che, alla fine, potrebbe distruggerlo del tutto», ha detto Ramsay, riferendosi al valore del bronzo sottratto rispetto a quello delle opere.
Rafforzata la sorveglianza del parco
Dopo il furto di settembre, spiega Ramsay, sono state aggiunte telecamere al sistema di sorveglianza già esistente, per eliminare le zone non coperte nell’area espositiva. È stato installato anche un impianto separato e più potente, che registra ininterrottamente e carica sul cloud le immagini delle opere più grandi e degli ingressi degli edifici espositivi. Inoltre, è stato creato un gruppo WhatsApp con i proprietari di cani e altre persone che frequentano la zona, così da controllare quotidianamente il parco durante le passeggiate.
Ramsay non pensa che si tratti di vandalismo compiuto da qualcuno del posto. A suo giudizio, dietro i furti ci sarebbe un gruppo internazionale, professionale e organizzato. «Sono abbastanza convinto che sia la stessa banda che è venuta l’estate di due anni fa. Questa volta ha preso di mira le opere nell’area espositiva principale. È arrivata in auto nei dintorni, ma si è spostata a piedi nel parco, proprio fuori dalla portata delle telecamere».
Secondo Ramsay, bande simili prendono di mira anche i cantieri, da cui rubano fili di rame e maniglie nei baraccamenti. «Non è stato un furto d’arte, ma un furto di metalli preziosi. Hanno tenuto d’occhio la zona e sono venuti quando eravamo via».

In dubbio il futuro del parco di sculture
La possibilità che i ladri tornino mette in discussione il futuro dell’intero parco. Le sculture sono distribuite su un’area di 3,6 ettari, nei punti scelti dalla stessa Pullinen. «Ora ci troviamo a dover trovare un equilibrio tra la conservazione del progetto originale e quella delle opere», ha spiegato Ramsay.
Tra le ipotesi c’è la realizzazione di copie, mentre gli originali verrebbero custoditi in un magazzino chiuso a chiave ed esposti soltanto nei musei. Alcune opere, però, sono così pesanti da rendere difficile spostarle e metterle al sicuro. Per proteggerle, al momento, si può contare soprattutto sulla videosorveglianza; Ramsay teme anche che possano essere vandalizzate.
«Queste opere hanno dato nuova vita al luogo, che rischiava di essere lottizzato e spianato. Le sculture hanno salvato questo posto. Ora sono nel mirino. Che cosa resterà se le portiamo via?», ha chiesto con tristezza.
Il museo-casa di Laila Pullinen e il parco accolgono circa 6.000 visitatori ogni anno, soprattutto durante l’estate.
