Il soffitto di Chagall potrebbe essere rimosso: la disputa in tribunale
Al Palais Garnier di Parigi, Arnaud Carayon chiede di riportare alla luce l’affresco di Jules-Eugène Lenepveu, coperto dai dipinti di Marc Chagall nel 1964.
Un soffitto dipinto da Marc Chagall potrebbe essere rimosso per riportare alla luce l’opera che ricopre: la disputa sulla cupola dell’Opéra di Parigi è arrivata in tribunale. A chiedere il restauro dell’affresco ottocentesco è Arnaud Carayon, discendente del pittore Jules-Eugène Lenepveu. La vicenda è stata raccontata dal quotidiano britannico «The Guardian».
Il soffitto di Chagall sopra l’affresco
Nel 1962, secondo quanto riferito, il ministro della Cultura francese André Malraux decise di rinnovare la decorazione tradizionale del soffitto del teatro e affidò il progetto a Chagall, artista lituano. Nei due anni successivi, Chagall realizzò gratuitamente e in segreto 24 grandi dipinti, poi installati sopra l’affresco di Lenepveu.
La richiesta di riportare alla luce l’opera
A oltre quattro decenni dalla morte di Chagall, Carayon vuole che l’opera originale venga riportata alla luce e restaurata. Ha detto a «The Guardian» di aver avanzato la richiesta «con cortesia» per tre anni, anche attraverso due lettere al presidente francese Emmanuel Macron. Ora ha incaricato un avvocato di portare la questione davanti a un giudice.
«Il soffitto di Lenepveu è classificato come monumento storico, ma nessuno lo vede da 60 anni e non abbiamo alcuna informazione sulle sue condizioni», ha dichiarato Carayon al quotidiano britannico.
La proposta per la riapertura dell’Opéra
Il Palais Garnier, sede dell’Opéra di Parigi, resterà chiuso per lavori di ristrutturazione dal 2027 al 2032. Carayon ha scritto a Macron proponendo che, dopo la riapertura, i soffitti di Lenepveu e Chagall siano esposti a turno, per dieci anni ciascuno. Secondo quanto riferito da «The Guardian», l’Eliseo ha risposto che il presidente segue la questione con «particolare attenzione».
Il commento del direttore dell’Opéra
Il direttore dell’Opéra di Parigi, Alexander Neef, ha commentato la disputa in un’intervista a «Le Monde»: «La discussione sul soffitto di Chagall va avanti da oltre 60 anni. Il soffitto di Lenepveu è iscritto nell’elenco dei monumenti storici dal 1923, quindi il suo valore patrimoniale è riconosciuto. È legittimo che i suoi discendenti vogliano difenderne la memoria».
