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Lisa ammette l’errore sui video razzisti: «Ho sbagliato»

Nel documentario Always Lalisa, girato tra gli Stati Uniti e la Corea del Sud, la cantante delle Blackpink parla senza filtri dei video trapelati e delle scuse.

Lisa ammette l’errore sui video razzisti: «Ho sbagliato»

Una popstar può ammettere davanti alla telecamera di aver sbagliato, senza affidarsi a scuse preparate dai consulenti d’immagine? È uno dei momenti più delicati di Always Lalisa, il documentario dedicato a Lisa Manobal, cantante thailandese delle Blackpink e attrice nella serie The White Lotus. Il film segue la star mentre affronta una controversia ancora aperta: alcuni video trapelati nel 2025 mostrano le componenti del gruppo, allora adolescenti e apprendiste nel sistema K-pop, mentre provano brani rap statunitensi usando insulti razzisti, compresa la parola con la «n», senza censura.

La vicenda è esplosa mentre Lisa si preparava a un’esibizione importante al festival Coachella del 2025. Alcuni fan, turbati e offesi, hanno chiesto scuse, ma l’etichetta discografica delle Blackpink ha impedito alle componenti di rilasciare dichiarazioni. Nel pieno della gestione della crisi, la documentarista Sue Kim ha raggiunto Lisa nel camerino.

«Le ho detto: “Senti, so che è una situazione nuova. So che siete molto confuse e ferite, ma questo è il momento di dire quello che volete, anche se state solo cercando di mettere ordine nei vostri pensieri e di raccontarci come vi sentite”», ha raccontato Kim alla BBC. La regista, ha aggiunto, «si aspettava sinceramente che Lisa dicesse di no». Invece la cantante si è sdraiata su un divano e ha parlato apertamente.

«È grave», dice Lisa nel film, visibilmente nervosa e imbarazzata. Spiega che aveva «15 o 16 anni» quando furono girati i video e che «non sapeva che [quella parola] fosse offensiva, perché vengo dalla Thailandia e l’inglese non è la mia prima lingua». Aveva sentito il termine soltanto nella musica rap e non ne conosceva la storia e il significato offensivo.

«Ora non lo farei mai, perché ho ricevuto un’educazione», dice. «Ora so che è sbagliato. Ma ho sbagliato».

Le scuse di Lisa e la controversia

È una risposta personale e vulnerabile, lontana dalle formule di scuse che spesso sembrano scritte da un ufficio stampa. In seguito Lisa si è scusata pubblicamente anche in un’intervista a Variety, ma non tutti si sono detti convinti. Per Kim, la scena del camerino è «una delle scene più importanti» di Always Lalisa, che uscirà nelle sale lunedì 12 ottobre.

«Lisa non aveva preparato nulla, non aveva ricevuto alcuna formazione per i media», ha detto la regista. «Le ho fatto una domanda e lei ha parlato per un’ora: è venuto fuori tutto, in un flusso di coscienza. E quello che si vede in quel momento è così autentico che è impossibile non provare compassione per lei».

La controversia ha oscurato il lancio di Alter Ego, il primo album solista di Lisa, che avrebbe dovuto essere un momento di trionfo. Nel documentario la cantante racconta di aver ricevuto minacce di morte, ma di aver continuato a partecipare agli eventi pubblici, mentre «le preoccupazioni per la sicurezza mi frullano per la testa».

«Fino a un certo punto devo accettare le critiche e scendere a compromessi», dice, esausta, «ma a volte è troppo». Il film mostra anche aspetti meno lusinghieri della vita professionale della star: Kim le chiede delle recensioni negative e riprende la vocal coach mentre la rimprovera per il poco impegno.

Un documentario senza filtri

Resta però il fatto che il documentario è stato commissionato dalla divisione cinematografica dell’etichetta discografica di Lisa, la stessa che ha realizzato il recente film sugli Oasis, molto meno rivelatore. Anche i passaggi più difficili possono quindi contribuire a presentare la cantante in una luce favorevole. Kim sostiene tuttavia che Lisa abbia impedito al progetto di trasformarsi in un semplice spot celebrativo.

«Quando incontri un’artista, non sai mai quanto sarà trasparente. E devo riconoscere a Lisa tutto il merito: ci ha permesso di accedere praticamente a ogni aspetto della sua vita», ha detto Kim. «E quando le ho mostrato il film, non mi ha mai chiesto di tagliare una sola scena. È una cosa eccezionale».

La scelta di lasciare il sistema K-pop

Il filo principale del documentario è il tentativo di Lisa di allontanarsi per un periodo dal K-pop e costruire una carriera anche nel mercato musicale occidentale. Quando iniziano le riprese, è già una delle donne più famose al mondo: ha venduto milioni di dischi e ha accordi commerciali con Louis Vuitton e Bvlgari. Ma il sistema K-pop in cui è cresciuta le impone regole rigide, tra cui il divieto di bere alcolici e di avere relazioni adulte.

«Non voglio che la mia vita sentimentale danneggi la popolarità delle Blackpink», dice nel film. «Ma quando ho compiuto 25 anni, ho capito che non è così che si dovrebbe vivere».

Lisa decide così di interrompere i rapporti con YG, la società di intrattenimento sudcoreana che l’aveva scoperta da adolescente, e firma un nuovo contratto con la statunitense RCA Records.

«Conoscendola, so che ci è voluto un coraggio immenso», ha commentato Kim. «In generale è una persona molto gentile e dolce, e a volte chi ha un carattere così non vuole creare scompiglio. Essendo stata formata fin da piccola nel sistema K-pop, si era abituata a obbedire. Dichiarare di volersi prendere una pausa sconvolge così tanto quel modo di vivere che posso solo immaginare che fosse una decisione maturata dentro di lei da anni».

Le difficoltà della carriera solista

Le opportunità di una carriera solista erano notevoli, ma anche i rischi. Nel film Lisa fatica a far valere le proprie idee in studio e, tra le lacrime, si confronta con i dubbi sulla propria voce. A 25 anni conserva tratti che appaiono quasi infantili, mentre l’indipendenza espressa nel singolo New Woman sembra ancora più un obiettivo che una realtà. Kim racconta di aver visto un cambiamento durante le riprese: «Ho visto una persona molto esitante e insicura di sé iniziare lentamente a spiegare le ali. Sbagliava, ma poi si rimetteva in piedi».

La regista trova i primi segni di quella sicurezza nei video casalinghi in cui Lisa, a sette anni, partecipa a gare di talenti. Nel film mette in parallelo la bambina precoce e la giovane donna che cerca di riconquistare la propria autonomia.

Il ruolo in The White Lotus

Lisa si impegna anche per ottenere una parte nella terza stagione di The White Lotus, la serie di successo in cui interpreta Mook Sornsin, una coach del benessere dal carattere gentile. Si registra da sola il provino e ottiene il ruolo. Sul set, racconta il documentario, si lascia alle spalle il rigido codice morale della sua carriera pop.

«Lisa ha organizzato più feste di chiunque altro», ha raccontato in un’intervista il produttore esecutivo della serie. «E l’elemento distintivo delle feste di Lisa sono i cicchetti di tequila».

Kim non ha preso parte ai festeggiamenti. Lei e la troupe, ha raccontato, si ammalavano regolarmente nel tentativo di tenere il passo con i ritmi frenetici della cantante. «Ma quando abbiamo presentato il film a Toronto, Lisa mi ha trovata e mi ha portato delle bottiglie di tequila: è stato il battesimo perfetto per il film», ha detto ridendo.

Il ritorno alle Blackpink e il futuro

Il documentario si chiude nel giugno 2025, quando Lisa torna a Seul e si riunisce alle Blackpink. Mentre disfa le valigie, appare combattuta.

«È dolceamaro, e penso che vada bene così», ha detto Kim. «Non credo che la gente debba interpretarlo come: “Oh, odia le Blackpink”. Piuttosto, stava ripensando a quell’anno di libertà e temeva di non riuscire a conservarla. È una paura molto lucida».

Nell’anno successivo Lisa ha concluso gli impegni con le Blackpink e ha avviato una nuova fase della carriera solista con il singolo Sawadika. Kim dice di non esserne sorpresa.

«Trascorrere un anno negli Stati Uniti, lontana dal sistema K-pop, le ha davvero allargato gli orizzonti», ha spiegato. «È entrata in contatto con un sistema dello spettacolo diverso, in cui non si è vincolati a un voto di castità. Se due star si mettono insieme, è quasi come se acquistassero più potere. Questo le ha fatto pensare: “Ah, potrei avere una vita diversa. Forse non perderò la carriera se vorrò sposarmi e avere figli”. Credo quindi che uno dei motivi per cui Lisa vuole proseguire la carriera solista sia che potrebbe darle un po’ più di libertà personale per essere se stessa».

  • PubblicatoOttobre 11, 2026