Cronaca

Giovanni Motisi: Il Latitante di Cosa Nostra

La caccia al pericoloso criminale e le ultime tracce nel mistero

Giovanni Motisi: Il Latitante di Cosa Nostra

Ecco il volto di Giovanni Motisi oggi, l’ultimo grande latitante legato alla fase stragista di Cosa Nostra, la cui ricerca è ancora in corso senza sosta. Motisi è considerato uno dei latitanti più pericolosi, inserito nell’elenco redatto dal gruppo integrato interforze della direzione centrale della polizia criminale, nell’ambito del programma speciale di ricerca del ministero dell’Interno. Conosciuto come “u pacchiuni”, il grasso, Motisi è nato il 1 gennaio 1959 a Palermo ed è attualmente ricercato a livello nazionale e internazionale, insieme ad altri due latitanti considerati altrettanto pericolosi dopo la morte di Matteo Messina Denaro.

Utilizzando le competenze e le tecnologie avanzate del servizio di polizia scientifica della polizia di Stato, sono state rivisitate e aggiornate alcune immagini di Motisi, datate agli anni ’80 e ’90, attraverso la tecnica dell’age progression. Questo metodo prevede un invecchiamento progressivo del volto, basato sull’analisi e l’aggiornamento di specifici tratti antropometrici caratteristici della famiglia di appartenenza del latitante. Questo nuovo identikit è un ulteriore sforzo per restringere il cerchio delle indagini e catturare Motisi, facilitando il lavoro degli investigatori del servizio centrale operativo e della squadra mobile di Palermo, oltre a sperare di coinvolgere la collaborazione dei cittadini.

Giovanni Motisi, condannato all’ergastolo, è stato riconosciuto colpevole di vari reati, tra cui associazione per delinquere di stampo mafioso, omicidio, strage, porto e detenzione abusiva di armi da guerra, incendio doloso ed estorsione. Di professione pasticciere, Motisi è stato affiliato all’ala stragista corleonese di Cosa Nostra, noto come un killer pericoloso e spietato. È stato condannato per diversi omicidi, tra cui quelli del vice questore aggiunto Ninni Cassarà e dell’agente di scorta Roberto Antiochia nel 1985, e l’omicidio di Antonino Puccio nel 1989.

Giovanni Motisi, la foto diffusa dalla polizia-2
Giovanni Motisi, il nuovo identikit
I tre latitanti italiani più ricercati (Fonte ministero dell'Interno)-2
I tre latitanti italiani più ricercati (Fonte ministero dell’Interno)

Oltre alla sua attività nel mandamento mafioso di Pagliarelli, Motisi ha stretto legami con esponenti mafiosi di alto livello a Palermo. Considerato il killer di fiducia di Totò Riina, Motisi è stato coinvolto in piani criminosi di rilevanza, come il complotto contro il generale Carlo Alberto Dalla Chiesa.

Le ultime tracce di Motisi risalgono al 1999, quando durante una perquisizione nella sua villa di Palermo, emersero dettagli sulla sua corrispondenza con la moglie Caterina Pecora, figlia di costruttori sospettati di legami con la mafia. L’ultima apparizione confermata di Motisi in Sicilia risale allo stesso anno, durante la festa di compleanno della figlia, dove le foto ritrovate successivamente mostrano un ambiente coperto da lenzuola bianche per nascondere la location.

In un’intercettazione del 2016, Giuseppe Calvaruso, considerato il nuovo capo del clan di Pagliarelli, ha rivelato di essere stato l’unica persona autorizzata a incontrare Motisi insieme a Vincenzo Cascino. Questo ha alimentato il sospetto che Motisi potesse essere deceduto, ma la caccia al boss palermitano non è stata ufficialmente conclusa.

Giovanni Motisi. Foto da PalermoToday
Giovanni Motisi. Foto da PalermoToday
Giovanni Motisi nella lista dei ricercati latitanti più pericolosi-2
Giovanni Motisi nella lista dei ricercati latitanti più pericolosi

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Staff
  • PublishedApril 19, 2024