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Risoluzione ONU per il cessate il fuoco a Gaza: cambiamenti e critiche

Il Consiglio di Sicurezza dell'ONU raggiunge un accordo per il cessate il fuoco a Gaza, con implicazioni politiche e umanitarie significative.

Risoluzione ONU per il cessate il fuoco a Gaza: cambiamenti e critiche

Il Consiglio di Sicurezza dell’ONU ha finalmente raggiunto un accordo lunedì per chiedere un immediato cessate il fuoco nella Striscia di Gaza, dopo mesi di stallo dovuto ai veti incrociati di Stati Uniti, Russia e Cina. La risoluzione ha ottenuto 14 voti a favore, con l’astensione degli Stati Uniti, segnale di un cambiamento nel loro sostegno a Israele, in particolare alle politiche del primo ministro Benjamin Netanyahu, che è stato oggetto di crescenti critiche da parte dell’amministrazione statunitense.

Questo passo è significativo poiché il Consiglio di Sicurezza è l’unico organo internazionale con il potere di prendere decisioni vincolanti per tutti i paesi membri, compreso Israele. Tuttavia, l’ufficio di Netanyahu ha criticato la risoluzione, sostenendo che comprometterà gli sforzi per liberare gli ostaggi trattenuti da Hamas. In risposta, Israele ha cancellato una visita prevista a Washington DC.

La risoluzione, che coincide con il periodo del Ramadan, prevede un cessate il fuoco e la liberazione degli ostaggi tenuti da Hamas, oltre a sollecitare Israele a facilitare l’ingresso di aiuti umanitari nella Striscia di Gaza, dove la crisi umanitaria è sempre più grave.

Sebbene la risoluzione sia teoricamente vincolante per Israele, è improbabile che il governo di Netanyahu, finora restio a ridurre l’intensità del conflitto a Gaza, la rispetti effettivamente.

La proposta è stata presentata dai dieci membri non permanenti del Consiglio di Sicurezza, dopo che una precedente proposta degli Stati Uniti per un “cessate il fuoco immediato e duraturo” era stata respinta. Gli Stati Uniti avevano precedentemente posto il veto tre volte su richieste simili, sostenendo il diritto di Israele di difendersi.

La rappresentante degli Stati Uniti all’ONU, Linda Thomas-Greenfield, ha dichiarato che la risoluzione approvata è in linea con gli sforzi diplomatici statunitensi, ma l’astensione è stata determinata da divergenze su alcuni punti del testo, tra cui la mancanza di una condanna esplicita degli attacchi di Hamas.

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Staff
  • PublishedMarch 26, 2024