Alieni: Chi sono Canidi/Anubi e Cinocefali

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Provengono da un pianeta roccioso nei pressi di Procione nella costellazione Cane Minore. Due lune orbitano intorno al loro pianeta che è privo di qualsiasi altra forma animale o vegetale. Gli Anubis vivono all’interno di alte montagne, in immense costruzioni completamente scavate nella roccia. La razza aliena degli Anubis, è tra le poche che presenta un aspetto simile a quello conosciuto nelle nostre antiche culture terrestri.

Vedere una rappresentazione del dio Anubi degli antichi Egizi è come vedere in fotografia un esemplare di questa razza aliena, per quanto siano pressoché somiglianti. Fisicamente presentano un altezza variabile dai 3 ai 6 metri, più alti sono i maschi, più basse le femmine ed entrambi i sessi, come tutti gli appartenenti alla specie, hanno il colore della pelle di un nero ebano, più lucido nei maschi e leggermente più opaco e rossiccio nelle femmine.

La corporatura è del tutto umana, possente e forte, le uniche differenze che esistono con il genere umano si riscontrano nelle mani e i piedi, a forma più di zampa che di arto umano, anche se in grado di poter tenere oggetti di qualsiasi fattura. Altra differenza è la testa dalla forma canina, simile a quella di un lupo nei maschi, con il muso allungato in avanti e le orecchie lunghe, mentre al contrario più tondeggiante nelle femmine. Entrambi i sessi presentano una capigliatura somigliante a capelli intrecciati finemente, che diventa quasi rasta. Questa unione di faccia canide con capelli, conferisce un aspetto a caschetto o di copricapo. Quasi del tutto nudi, portano soltanto un gonnellino alla vita, di vario colore a seconda della funzione, mentre ai piedi indossano dei calzari o sandali. Più ornamenti sono presenti sul corpo, più elevato è il potere, anche carismatico dell’individuo sugli altri della stessa specie. La loro società è gestita in modo “democratico” da un “Consiglio degli Anziani”, nel consiglio si accede dopo aver raggiunto l’età della massima maturità ed aver conseguito durante la lunga vita (tra i 1.600 e i 1.900 anni) innumerevoli riconoscimenti. Dotati di grande forza fisica, possiedono anche una straordinaria capacità psichica, con la quale riescono a comunicare tra di loro telepaticamente e a riconoscersi. Nei più anziani sono presenti anche casi di telecinesi, amplificata con l’utilizzo di una appropriata tecnologia.

La razza dei Canidi, insieme a quella dei Felini fa parte della potente e temuta “Gerarchia Superiore”. Sappiamo per certo che esiste una collaborazione attiva tra le razze che compongono questa gerarchia e che si aiutano a vicenda per raggiungere determinati obbiettivi, quindi anche gli Anubis svolgono le stesse azioni dei Sek. Se i Felini sono coloro che hanno suddiviso i centri di poteri, per meglio monitorare e controllare le altre razze aliene e mandare avanti il progetto delle Abductions, gli Anubis sono il braccio armato che detta legge nella Galassia (o buona parte di essa), decretando persino la distruzione delle civiltà nemiche. Sono dotati di avveniristiche astronavi dalle forme più bizzarre, equipaggiate con armamenti per noi sconosciuti, ma in grado di distruggere interi pianeti attraverso armi che utilizzano frequenze vibrazionali, in grado di cuocere il pianeta dall’interno (lo stesso effetto che viene innescato dai forni a microonde, ovviamente su scala planetaria).

Con il termine Cinocefali, derivante dal greco antico e che significa testa di cane, si designano quegli ibridi composti da un corpo umano e la testa di un canide. In tutte le culture indoeuropee di età classica è presente il mito del popolo degli uomini-cane. Li nomina Sant’Agostino nel suo De Civitate Dei – quando racconta dei monstruosa hominum genera – che si rivela essere certamente la fonte principale dalla quale attinge l’autore anonimo del Liber Monstruorum. Infatti se Agostino scrive: «E che dire dei Cinocefali, che hanno teste di cane e parlano emettendo latrati in maniera più simile alle bestie che agli uomini? »; l’autore del Liber Monstrorum replica: «Si dice che ancora in India nascano i cinocefali, che hanno teste di cane e corrompono ogni parola che dicono pronunciandola fra latrati».

Queste creature/entità vengono descritte da numerosi autori greci e latini che in alcuni casi ricavano le loro informazioni da racconti e miti proveniente dall’Oriente. È il caso del noto Ctesia di Cnido che descrive un popolo chiamato Calystrien che coincide nella descrizione con gli Swamukha, ossia i “faccia di cane”, citati nei Purana indiani (gruppo di testi sacri della religione induista, giainista e buddhista che descrivono la vita della trinità divina indiana composta da Vishnu, Brahama e Shiva).

Prima di Ctesia, però, già Esiodo aveva operato una distinzione fra gli Hemikynes (in greco antico mezzi cane) descritti come degli umanoidi dal corpo di cane e testa umana e i Kynokephaloi, dalla testa di cane e corpo umano. L’unica differenza rispetto a Ctesia è la collocazione geografica. Esiodo di fatto ritiene che esista un unico popolo composto da queste due specie ibride nei pressi del Mar Nero. Altri autori che raccontano di creature miste simili sono Luciano di Samosata e Plinio che parla dei Cynamolgi caninis capitibus. Tertulliano, invece, nell’Apologeticum riporta la notizia di una razza chiamata Cynopennae, sempre metà uomo e metà cane vissuta in Persia.

Più tardi Adamo da Brema (storico tedesco vissuto intorno alla seconda metà dell’XI secolo) parla dei cinocefali nella sua Descriptio Insularum Aquilonis mentre Paolo Diacono (monaco e storico longobardo morto a Montecassino nel 799), nella sua opera più famosa, l’Historia Langobardorum, racconta di come i Longobardi si servissero di alcuni cinocefali allo scopo di intimorire i nemici durante le battaglie.

Il Cinocefalo longobardo non è altro che la trasposizione letteraria cristianizzata del mitico Ulfheðinn scandinavo. Un guerriero la cui superiorità non proveniva dall’uso di droghe, ma piuttosto dalla costante comunicazione col mondo dei defunti. Tracce di un culto dei morti associate al culto del cane (animale odinico) sono riscontrabili sin oltre il Medioevo nella onomastica scaligera. Il monaco benedettino Ratramno di Corbie (Ratramnus) nella lettera Epistola de Cynocephalis afferma che i Cinocefali debbano essere considerati come esseri umani.

Il santo cristiano Cristoforo viene raffigurato in moltissime icone e affreschi bizantini con le fattezze di Cinocefalo. Nella Passio sancti Christophori martyris, viene narrata la leggenda del santo, che sarebbe proprio un Cinocefalo convertitosi al Cristianesimo. San Cristoforo Cinocefalo presenta caratteri comuni sia al dio egizio (San Cristoforo traghetta Gesù bambino, portandolo sulle spalle, da una riva all’altra di un fiume, così come Anubi “traghetta” le anime fra il regno dei vivi a quello dei morti) sia ai molteplici racconti di Cinocefali (talvolta San Cristoforo viene rappresentato come un gigante, attributo condiviso da diverse popolazioni di uomini-cane). La figura di San Cristoforo sarebbe, anche, un retaggio di culti pagani legati al moto astronomico di Sirio, stella appartenente alla costellazione del Cane Maggiore. La festa del santo cade il 25 luglio e il riferimento astronomico riguarderebbe il periodo della “canicola”, quello in cui il sorgere e tramontare di Sirio coincidono con quelli del Sole.

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Fonti Articolo:
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