Ogni notte abbiamo un “lavaggio del cervello”, grazie al sonno profondo.

Ogni notte abbiamo un “lavaggio del cervello”, grazie al sonno profondo.

Ogni notte abbiamo un “lavaggio del cervello”, grazie al sonno profondo.

Durante le fasi a onde lente del sonno, il cervello agisce come una lavatrice adibita a “lavare” i circuiti neuronali dalle sostanze potenzialmente tossiche e responsabili di gravi patologie.

Un nuovo rivoluzionario studio, pubblicato sulla rivista Science del 1° novembre scorso, afferma che durante le fasi a onde lente del sonno, il cervello agisce come una lavatrice adibita a “lavare” i circuiti neuronali dalle sostanze potenzialmente tossiche.

Zee, professore di neurologia presso la Northwestern University Feinberg School of Medicine di Chicago, ha detto che “La scoperta aiuta a spiegare come e perché il sonno è importante per mantenere sani i neuroni, facilitando la rimozione di molecole tossiche”.

Le fasi REM e NON-REM

Come si sa, il sonno è caratterizzato da fasi chiamati cicli REM e non REM. Nel sonno REM, la respirazione e la frequenza cardiaca si alzano con la conseguenza che le persone hanno quei sogni vividi che si ricordano più facilmente. 

Il sonno non REM comprende fasi di sonno profondo o ad onde lente che rallentano l’attività delle cellule cerebrali, della frequenza cardiaca e del flusso sanguigno.

La ricerca ha scoperto, tra l’altro, che il sonno profondo (Deep sleep) aiuta il consolidamento della memoria e consente alla mente di rigenerarsi dalla routine quotidiana.

Il cervello come medico della mente

Secondo Laura Lewis, assistente professore di ingegneria biomedica alla Boston University, “Durante il sonno profondo, il cervello si prende cura di cose fondamentali per la salute mentale e fisica, promuovendo lo scarico dei rifiuti provenienti dallo stress e dalla routine quotidiana”.

In sostanza, i ricercatori hanno scoperto che durante il sonno profondo, l’attività ad “onde lente” delle cellule nervose lasciano spazio al fluido cerebro-spinale per muoversi ritmicamente dentro e fuori dal cervello. In questo processo, si risciacqua il cervello dai prodotti di scarto metabolico, ovvero dalle tossine.                             

Dunque il liquido spinale cerebrale, o CSF, aiuta a eliminare i sottoprodotti metabolici dal cervello, evitandone l’accumulo.                    

Si sapeva da tempo dell’esistenza delle onde elettriche nell’attività dei neuroni, ma non si sapeva che ci fosse un’attività elettrica anche nel liquido cerebro-spinale, con funzioni praticamente vitali per la persona. 

Tra queste tossine c’è la beta-amiloide, una proteina che si aggrega in modo anomalo nel cervello delle persone affette da demenza, da malattie cardiache, dall’autismo, dal morbo di Alzheimer e anche dalla depressione.

La Lewis ha precisato che i risultati non dimostrano che il sonno profondo aiuta a scongiurare la demenza o altre malattie, ma da qui si può ripartire per arrivare a comprendere molto di più nei meccanismi cerebrali legati a queste terribili patologie.

Le onde lente e il nostro passato remoto

 Spostandoci sul fronte prettamente psichico, sappiamo che il cervello, con le sue manifestazioni del sonno profondo a onde lente, è il depositario (o, meglio, il tramite) di tutta la nostra storia personale e collettiva plurimillenaria che, evidentemente, ogni notte cerca di preservare, sia nell’attività fisiologica che in quella onirica.

Tra l’altro, grazie alle ultime scoperte scientifiche, oggi sappiamo che anche nel sonno profondo, cioè nelle fasi NON Rem, la persona sogna, così come accade nelle fasi Rem, pur se con modalità diverse e più misteriose. 

Foto: Salvador Dalì (“Il sonno”)

Fonti Articolo:
  • ANSA- Salute&Benessere

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