Crac per la catena di ristoranti del celebrity chef Jamie Oliver, chiudono 22 locali

Crac per la catena di ristoranti del celebrity chef Jamie Oliver, chiudono 22 locali

E’ un bilancio drammatico quello legato al fallimento della catena di ristoranti all’italiana di Jamie Oliver. Il noto chef, personaggio televisivo molto conosciuto nel Regno Unito, ha annunciato il collasso di 22 Jamie’s Italian, i locali che il celebrity-chef aveva aperto in tutta Londra, uno dei quali proprio all’angolo di Piccadilly Circus. Una decisione della quale si parlava da tempo e che nella seconda metà del mese di maggio è diventata definitiva. “Sono distrutto – ha dichiarato Oliver – Eravamo partiti dieci anni fa con l’intenzione di rivoluzionare il mercato dei ristoranti di medio livello, puntando su un miglior rapporto qualità-prezzo ed è esattamente quello che abbiamo fatto”. Poi la crisi, dovuta a detta dello chef ad un “momento difficile” che, secondo i sindacati, sarebbe riconducibile al periodo di grande “incertezza economica” legato alla Brexit e secondo lo chef, anche all’aumento dei prezzi dei prodotti importati dall’Italia. Ma Oliver ha dovuto fare i conti anche con la crescente concorrenza gastronomica londinese, città nella quale i ristoranti italiani sono ormai ovunque e per tutte le tasche. E così la catena di ristoranti all’italiana del più italiano dei cuochi inglesi è fallita: soltanto tre ristoranti rimarranno aperti e oltre mille persone, che lavoravano negli altri ventitre, perderanno il lavoro.

L’azienda è ora in amministrazione controllata da parte della KPMG. Tra i locali dell’azienda vi sono il primo aperto, Fifteen Cornwall di Watergate Bay, la steak-house Barbecoa e, all’aeroporto di Gatwick, Jamie’s Diner. Già dal 2015 si erano manifestati i primi segnali di una crisi che in breve tempo ha investito l’intera attività di Oliver: nel 2015 aveva chiuso Recipease, la catena di negozi di cucina e gastronomia mentre nel 2017 la catena di ristoranti britannici Union Jacks e Jamie, la sua rivista di cucina. Altri 12 locali sono stati chiusi nel 2018 licenziando 600 persone. Un investimento di 13 milioni di sterline ha permesso di salvare l’azienda dalla bancarotta.

Lascia un commento