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Piombo nei denti dei bambini: l’inquinamento era già alto nel VII secolo

La scoperta arriva da cimiteri medievali del Peak District, in Inghilterra. Le analisi mostrano che i figli delle famiglie di rango più basso erano esposti più delle élite.

Piombo nei denti dei bambini: l’inquinamento era già alto nel VII secolo

I denti dei bambini vissuti nelle comunità minerarie dell’Inghilterra medievale conservano una traccia sorprendente: già nel VII secolo la loro esposizione al piombo era pari o superiore a quella registrata, molti secoli dopo, tra gli abitanti delle città industriali. Le analisi indicano inoltre che il rischio non era distribuito in modo uniforme: i bambini delle famiglie di rango più basso sembrano averne sopportato il peso maggiore.

Le tracce del piombo nei denti

La prova arriva dallo smalto dentale, che si forma durante l’infanzia e non si rinnova. Il piombo che vi resta intrappolato permette quindi di ricostruire quanto metallo una persona abbia assorbito mentre cresceva. Esaminando i denti, i ricercatori hanno ricostruito l’esposizione tra circa il 650 e il 1500 e hanno ottenuto la prima conferma diretta che la produzione di piombo nel Peak District era già attiva entro la metà del VII secolo.

La regione, nel Derbyshire, nell’Inghilterra centrale, divenne la più grande area produttrice di piombo dell’Europa occidentale medievale. Tra il XVI e il XIX secolo, i produttori locali rifusero più volte gli scarti lasciati dalle attività minerarie romane e medievali. Il riutilizzo cancellò molte delle tracce industriali che avrebbero potuto aiutare gli archeologi a stabilire quando fossero riprese le attività dopo la Britannia romana. I denti degli abitanti hanno conservato una testimonianza alternativa.

Cimiteri di Castleton a Joule Yard e Spital Field
I cimiteri di Castleton: a) Joule Yard; b) Spital Field.
Colin Merrony & Anna Bloxam

Lo studio e i siti archeologici

Lo studio è stato condotto dall’Università di Nottingham insieme al British Geological Survey, all’Università di Sheffield, a York Archaeology e alla Castleton Historical Society. È la prima ricerca a esaminare la contaminazione da piombo tra le persone che estraevano e fondevano il metallo in questa importante regione mineraria, combinando archeologia, storia, chimica e scienze ambientali.

I campioni provengono da tre gruppi sepolti in cimiteri appartenenti a diverse fasi di sviluppo dell’industria. Wigber Low, nel White Peak del Derbyshire, risale al VII secolo. A Castleton, località inglese, il cimitero di Joule Yard è datato tra il VII e l’XI secolo, mentre quello di Spital Field risale al periodo tra il XII e il XV secolo. La ricerca si basa anche su decenni di indagini archeologiche, compresi i lavori di Colin Merrony dell’Università di Sheffield, che ha individuato e scavato importanti siti funerari medievali della zona.

Per mettere a confronto i risultati, gli studiosi hanno analizzato anche popolazioni di altre parti della Gran Bretagna, vissute dal Neolitico alla Rivoluzione industriale. Il confronto mostra quanto fosse elevata l’esposizione infantile già nell’alto Medioevo, molto prima che l’industria raggiungesse la sua massima espansione.

«Siamo lieti di aver finalmente confermato in modo definitivo, grazie alle testimonianze fornite dalle persone stesse, che l’industria del piombo era già avviata nel Peak District entro la metà del VII secolo d.C.», ha dichiarato Christopher Loveluck, autore principale dello studio e professore di archeologia dell’Europa medievale al Dipartimento di studi classici e archeologia dell’Università di Nottingham. «Questo dato getta le basi per comprendere la nascita della più grande regione produttrice di piombo dell’Europa occidentale, che si sviluppò tra la fine del XII e il XVI secolo».

Castello di Peveril, Castleton
Il castello di Peveril a Castleton, accanto alla miniera di piombo di Peak Cavern, che domina il cimitero di Joule Yard (dalla fine del VII all’XI secolo).
Peak District National Park Authority

Produzione e inquinamento nel Medioevo

Entro la metà dell’VIII secolo, la produzione su larga scala aveva contaminato l’ambiente attorno ai centri minerari, tra cui Castleton. L’esposizione dei bambini rimase elevata per tutto il Medioevo e raggiunse il massimo tra la fine del XII e l’inizio del XIII secolo, quando, secondo i documenti storici, anche la produzione di piombo nel Peak District toccò il suo apice.

La coincidenza collega le tracce nei denti a dati ambientali raccolti su scala più ampia. Precedenti analisi di carote di ghiaccio alpine e di sedimenti provenienti da alvei fluviali, laghi e torbiere dell’Europa occidentale avevano rilevato un aumento dell’inquinamento atmosferico da piombo intorno al 1200, attribuito soprattutto alla produzione britannica. I nuovi risultati mettono in relazione quei segnali con le persone che vivevano e lavoravano in uno dei principali distretti minerari europei.

Le differenze sociali nell’esposizione

Anche all’interno delle comunità, però, l’esposizione variava. Le persone sepolte con corredi funerari di pregio, comprese le armi, presentavano in genere concentrazioni di piombo molto più basse rispetto a quelle deposte in tombe meno ricche. Il dato suggerisce che le élite potessero controllare o beneficiare della produzione, mentre le famiglie di rango inferiore lavoravano più direttamente all’estrazione e alla fusione del minerale. I loro figli, di conseguenza, crescevano in ambienti più contaminati.

Le analisi isotopiche indicano che la maggior parte delle persone esaminate era cresciuta nella zona. Le competenze minerarie e metallurgiche sembrano quindi essere state trasmesse tra generazioni all’interno di comunità relativamente stabili, anziché dipendere dall’arrivo di numerosi lavoratori da altre regioni.

«I nostri recenti scavi a Castleton hanno fornito molte nuove informazioni sulle persone che vivevano nella Hope Valley durante il Medioevo», ha detto Merrony. «Ora conosciamo meglio le dimensioni della popolazione della valle e le prove archeologiche mostrano che queste comunità di lavoratori erano impegnate in attività che richiedevano un duro lavoro fisico. Questo studio ci ha però permesso, per la prima volta, di andare oltre questa visione generale e di approfondire il profondo impatto che la produzione di piombo ebbe sui singoli individui e sulle comunità in cui vivevano».

Piombo e salute

Il piombo può danneggiare il sistema nervoso, i reni e l’apparato riproduttivo; l’esposizione durante l’infanzia è quindi motivo di preoccupazione anche per chi è sopravvissuto a lungo. Tre donne incluse nello studio avevano assorbito livelli elevati di piombo da bambine e morirono tra i 17 e i 25 anni circa. I ricercatori precisano che il rapporto tra esposizione infantile e morte prematura è complesso: i dati suggeriscono una possibile associazione con maggiori rischi per la salute, ma non dimostrano che il piombo abbia causato la loro morte. La gravidanza potrebbe essere stata una fase particolarmente vulnerabile, perché il metallo accumulato nell’organismo può tornare nel flusso sanguigno.

«Sappiamo dagli studi moderni che il piombo può avere effetti profondamente dannosi sulla salute e sullo sviluppo dei bambini: non esiste un livello di esposizione sicuro», ha dichiarato Anna Bloxam, codirettrice degli scavi di Castleton. «Tutti gli individui inclusi nel nostro studio sono sopravvissuti fino all’età adulta, ma sono stati esposti al piombo da giovani, durante la crescita. Dalle loro ossa possiamo dedurre che la maggior parte degli uomini esaminati visse fino alla mezza età o alla vecchiaia, mentre le donne morirono per lo più molto prima, in giovane età adulta».

Bloxam ha aggiunto che i risultati indicano come, nelle comunità minerarie, bambine e bambini crescessero in ambienti domestici pericolosamente inquinati. «È probabile che questa esposizione abbia avuto effetti negativi sulla salute e forse contribuito a un maggior numero di morti premature tra le donne in età fertile».

Ricerca e iniziative future

I risultati riguardano le attività minerarie e di fusione svolte tra il VII e il XV secolo e non descrivono le condizioni ambientali attuali. L’eredità delle attività minerarie storiche nel Peak District è oggi conosciuta e monitorata; la gestione del territorio, la tutela ambientale e le normative contribuiscono a ridurre al minimo i rischi legati alle attività del passato. Le conclusioni saranno utilizzate nel programma di ricerca archeologica medievale del Peak District National Park. Nell’autunno e nell’inverno 2026-27, una mostra temporanea nella regione presenterà lo studio e i reperti emersi dagli scavi di Castleton.

La ricerca, pubblicata il 13 ottobre 2026 sulla rivista Antiquity, si intitola «Dinamiche sociali dell’industria dei metalli tossici nell’Europa medievale: la produzione di piombo nel Peak District, 600-1500 d.C.». Gli autori sono Christopher P. Loveluck, Hannah J. O’Regan, Anna Bloxam, Catrin Fear, Jane Evans, Simon Chenery, Carolyn Chenery, Colin Merrony, Fiona E. Moore e Angela Darlington. Il DOI: 10.15184/aqy.2026.10416.

Lo studio è stato finanziato e sostenuto dall’Università di Nottingham, dalla Peak District National Park Authority, dalla Castleton Historical Society, dall’Università di Sheffield, dagli Sheffield Museums e da Historic England. Per seguire gli aggiornamenti su Google e Google News.

Fonte: scitechdaily.com

  • Pubblicato26 Ottobre 2026