Everesting, record mondiale: 8.867 metri in meno di 5 ore
Il norvegese Magnus Kulset ha completato la sfida sui rulli nel seminterrato dei genitori, a Oslo, in 4 ore e 53 minuti.
In meno di cinque ore ha accumulato in bicicletta un dislivello superiore a quello dell’Everest: il norvegese Magnus Kulset ha stabilito un nuovo record mondiale nell’Everesting, la sfida che consiste nel salire, durante un’unica uscita, per un totale di 8.849 metri. Il contatore ha raggiunto quota 8.867 metri dopo 4 ore e 53 minuti, migliorando nettamente il suo precedente primato.
«Accidenti! È incredibilmente impressionante», ha commentato a NRK Jonas Abrahamsen, corridore della squadra norvegese Uno-X ed ex compagno di Kulset. «Magnus è stato formidabile su Zwift per tutto l’anno. Dimostra davvero quanto sia forte e resistente. Io non sarei neanche lontanamente al suo livello».

La sfida sui rulli a Oslo
La prova si è svolta sui rulli nel seminterrato dei genitori di Kulset, a Røa, quartiere di Oslo. Per raggiungere il dislivello richiesto, il ventiseienne ha percorso ripetutamente in salita e in discesa il segmento Côte de Pike: 2,2 chilometri con una pendenza del 9,5%. Il suo precedente record era di 5 ore, 29 minuti e 20 secondi.

«Adesso mi sento piuttosto a pezzi», ha detto Kulset a NRK. Racconta che, al termine della prova, era coperto di sale per il sudore perso, nonostante avesse cercato di bere da uno a un litro e mezzo all’ora. «Nel primo quarto d’ora dopo la fine non mi sembrava di essere arrivato proprio al limite. Ma quando mi sono seduto dopo la doccia, ho capito che a un certo punto sarebbe stato difficile rialzarmi», ha aggiunto ridendo.
La fatica dell’Everesting indoor
Pedalare a lungo sui rulli è già un’attività solitaria; affrontare un’Everesting al chiuso rende la sfida ancora più dura. Abrahamsen, professionista noto soprattutto per la sua capacità di andare forte in pianura, spiega che alla fatica fisica si aggiungono la concentrazione necessaria per mantenere a lungo un’intensità elevata, il caldo e le poche occasioni di riposo. «Una cosa è lo sforzo fisico. Un’altra è la forza mentale necessaria per pedalare così a lungo e con tanta intensità al chiuso. Senza contare quanto si suda e quanto poco ci si riposa quando si pedala indoor», ha detto a NRK.

Kulset aveva preparato il seminterrato con sei ventilatori puntati addosso e tre finestre spalancate. Fuori pioveva a dirotto; dentro, il sudore colava a fiumi. Per essere certo che il risultato fosse valido, ha aggiunto qualche metro di dislivello oltre la soglia necessaria, secondo quanto riportato nella didascalia della foto pubblicata da Strava/Swift.

Un record in una disciplina specifica
Il ciclista, il cui contratto con la Uno-X non è stato rinnovato per la stagione in corso, tende però a ridimensionare il risultato. «Il mio livello in questa disciplina è piuttosto alto, ma questo non significa che io sia un bravo ciclista», ha detto. Considera l’Everesting una specialità «molto specifica», una «nicchia a sé»: per mantenere a lungo tanti watt per chilo, spiega, serve un allenamento mirato. «Il lavoro di Jonas Abrahamsen è pedalare veloce in pianura. Per fortuna, in questa disciplina non è bravo quanto me», ha scherzato.
A chi vuole cimentarsi, Kulset consiglia di non partire troppo forte: se si va in crisi, resta ancora molta strada da percorrere. Raccomanda inoltre di mangiare e bere molto e di cercare di mantenere il corpo fresco, perché «non è affatto piacevole surriscaldarsi».
La famiglia e i progetti futuri
Il venticinquenne proviene da una famiglia conosciuta nel ciclismo norvegese. Il fratello minore Johannes è uno dei migliori scalatori della Uno-X; il padre Vegar siede nel consiglio di amministrazione del progetto ed è amministratore delegato di Uno-X Mobility AS. Anche i fratelli Kristian e Sindre hanno gareggiato a livello agonistico.
Kulset non esclude che Johannes possa un giorno battere il suo primato, se si allenasse appositamente per la prova. «Ma lui si allena per altre cose. Se ci provasse domani, spero che non mi superi», ha detto.
In futuro Kulset vuole concentrarsi sulle gare gravel, le competizioni su strade non asfaltate. Punta ai principali appuntamenti della Coppa del Mondo, a The Traka, gara di 300 chilometri in Spagna, e alla serie statunitense Unbound. Non esclude, però, altri tentativi di Everesting: «A novembre pedalerò per accumulare parecchio dislivello, solo perché mi diverte. L’anno prossimo spero di battere il record di Everesting all’aperto. È una cosa che mi manca», ha concluso.

Fonte: nrk.no
