Deepfake elettorale: il video del PP attribuisce frasi false ai socialisti
Il filmato è stato diffuso in Spagna dal Partido Popular durante la campagna per le elezioni parlamentari del 29 novembre. Tra i protagonisti manipolati ci sono Begoña Gómez e l’ex premier José Luis Rodríguez Zapatero.
Un video elettorale realizzato con l’intelligenza artificiale attribuisce a esponenti socialisti spagnoli frasi mai pronunciate. Il caso ha portato il tema dei deepfake al centro della campagna per le elezioni parlamentari del 29 novembre.
Il video del Partido Popular
A realizzarlo è stato il Partido Popular, principale forza conservatrice di opposizione. Il filmato manipola le immagini e le voci di persone vicine al premier socialista Pedro Sánchez, tra cui sua moglie Begoña Gómez. «Se essere di sinistra significa avere una cattedra universitaria perché mio marito è primo ministro, allora sì, sono di sinistra», le fa dire il video, secondo quanto riferisce il quotidiano El País. Nel filmato originale, una piccola scritta in fondo segnala l’uso dell’intelligenza artificiale; il riquadro rosso visibile in una delle immagini è stato aggiunto da DR.

Anche José Luis Rodríguez Zapatero, ex segretario generale del PSOE, viene mostrato mentre afferma di essere di sinistra «se essere di sinistra significa nascondere gioielli in una cassaforte». Una terza persona, invece, sembra ammettere di frequentare prostitute.

La diffusione sui social e le critiche
Il Partido Popular ha diffuso il video sui propri canali social. Dalla pubblicazione, avvenuta all’inizio della settimana, il filmato ha raccolto oltre 2,3 milioni di visualizzazioni su X. Il post è stato pubblicato in risposta a un video della campagna di Sánchez, nel quale il premier ripete la formula «se essere di sinistra significa…» prima di elencare una serie di affermazioni rivolte agli elettori. In questo contesto, il filmato del PP può apparire come una parodia della campagna socialista.

Il premier ha indetto le elezioni all’inizio di ottobre, fissandole per la fine di novembre. Ma l’uso di immagini e voci manipolate non è stato accolto da tutti come una semplice provocazione. Óscar López, ministro spagnolo per la Trasformazione digitale e membro del partito di Sánchez, ha definito il video «estremamente grave». «Per chi non è abituato all’intelligenza artificiale è molto facile scambiare quel video per la realtà», ha dichiarato all’emittente pubblica RTVE.
L’azione legale di Leire Díez
Tra le persone rappresentate c’è anche Leire Díez, ex esponente socialista, che ha avviato un’azione legale contro il Partido Popular. Come riporta El País, chiede la rimozione immediata del filmato e accusa il partito di diffamazione e furto d’identità digitale. Nel video le viene attribuita l’ammissione di aver minato il sistema giudiziario per aiutare il PSOE. I suoi avvocati sostengono che il filmato abbia raggiunto 21 milioni di visualizzazioni in 16 ore su X, Instagram, TikTok, Facebook e YouTube.
Il Partido Popular respinge le critiche. Borja Sémper, esponente del partito, ha dichiarato al Guardian che le frasi attribuite ai protagonisti non sono pensate per sembrare dichiarazioni autentiche. «È chiaro a tutti che si tratta di un modo di usare gli strumenti digitali per mettere in luce l’ipocrisia che guida l’operato del Partito socialista», ha detto.
Le vicende giudiziarie dei protagonisti
La polemica si intreccia con le vicende giudiziarie di alcuni dei personaggi mostrati nel video. Begoña Gómez è accusata, tra l’altro, di abuso d’ufficio e appropriazione indebita in un procedimento in corso; si dichiara innocente. José Luis Ábalos, ex ministro spagnolo che nel filmato sembra ammettere di frequentare prostitute, è stato condannato in estate a 24 anni di carcere per corruzione, compreso l’abuso d’ufficio in appalti pubblici durante la pandemia di coronavirus.
Anche Díez è coinvolta in un’indagine in corso: è accusata di aver ostacolato il lavoro della magistratura nei procedimenti contro esponenti del PSOE coinvolti in diversi casi di corruzione. Si dichiara innocente.
Fonte: dr.dk
