Corvi decidono la direzione dei punti in 235 millisecondi
Lo studio ha osservato 2 cornacchie nere dell’Università di Tubinga, in Germania. Gli uccelli hanno riconosciuto il movimento su uno schermo tattile con grande rapidità e precisione.
I corvi possono decidere in meno di un quarto di secondo quale direzione seguono i punti in movimento su uno schermo. Secondo una nuova ricerca, il risultato mostra che questi uccelli sono capaci di elaborare rapidamente le informazioni visive senza rinunciare alla precisione. Il processo cerebrale osservato presenta inoltre somiglianze con quello di esseri umani e primati.
Una decisione in 235 millisecondi
Lo studio, pubblicato giovedì 22 ottobre sulla rivista *Science*, ha esaminato due cornacchie nere (*Corvus corone*). In media, gli uccelli hanno individuato la direzione prevalente del movimento in 235 millisecondi. Ricerche precedenti su compiti simili indicano che gli esseri umani possono impiegare fino a sei secondi. In prove comparabili di percezione visiva del movimento, svolte al proprio ritmo, persone e scimmie avrebbero invece bisogno di circa il doppio del tempo rispetto ai corvi. Il confronto, tuttavia, non è stato effettuato direttamente: gli animali non hanno affrontato esattamente lo stesso compito.
Uccelli e mammiferi hanno seguito percorsi evolutivi distinti per oltre 310 milioni di anni. La somiglianza nei meccanismi decisionali potrebbe quindi indicare che l’evoluzione abbia sviluppato indipendentemente soluzioni simili allo stesso problema di elaborazione delle informazioni. Lo ha spiegato a *Live Science* Andreas Nieder, coautore dello studio, professore di fisiologia animale e direttore dell’Istituto di neurobiologia dell’Università di Tubinga, in Germania.
Il compito sullo schermo tattile
Per osservare come le cornacchie prendessero decisioni sulla base degli indizi ambientali, i ricercatori le hanno addestrate a svolgere un compito su uno schermo tattile. Gli uccelli vedevano punti bianchi muoversi su uno sfondo nero: alcuni andavano verso sinistra o verso destra, mentre altri si spostavano casualmente. Dovevano riconoscere la direzione prevalente e beccare il bersaglio corrispondente, ricevendo in premio una larva della farina.

Variando la percentuale di punti che si muovevano nella stessa direzione, gli studiosi potevano rendere la prova più o meno difficile. Quando la maggior parte dei punti procedeva insieme, la direzione era evidente; quando invece si muoveva all’unisono solo una piccola parte, gli indizi erano meno chiari.
Le cornacchie hanno raggiunto una precisione vicina al 100% quando il movimento era netto. Anche nella condizione più difficile, con appena il 3% dei punti diretti nella stessa direzione, entrambe hanno risposto correttamente nel 50% dei casi, un risultato nettamente superiore a quello atteso tirando a indovinare. La precisione è rimasta elevata nei diversi turni, suggerendo che gli uccelli non abbiano sacrificato l’accuratezza per guadagnare velocità.
Le somiglianze nell’attività cerebrale
Per capire che cosa accadesse nel cervello, il gruppo ha registrato l’attività di 248 neuroni nel nidopallio caudolaterale (NCL), una regione cerebrale degli uccelli considerata funzionalmente paragonabile alla corteccia prefrontale di esseri umani e primati. Gli uccelli non possiedono la corteccia cerebrale a strati tipica dei mammiferi, ma l’NCL svolge funzioni complesse. Nei primati, i neuroni raccolgono informazioni sensoriali e la loro attività cresce fino a una soglia critica, quando il cervello prende una decisione. I risultati suggeriscono che nei corvi avvenga un processo analogo.
«L’implicazione più importante è che per svolgere calcoli sofisticati non è necessaria una neocorteccia di tipo mammifero», ha detto Nieder. Secondo il ricercatore, l’attività neurale permetteva di prevedere la scelta finale dei corvi già 70 millisecondi dopo la comparsa dei punti, circa 170 millisecondi prima della risposta degli uccelli, che beccavano lo schermo.
Le esigenze della vita quotidiana
La rapidità potrebbe essere legata alle esigenze della vita quotidiana dei corvi. «Il volo richiede moltissimo all’elaborazione visiva e alla coordinazione sensomotoria [tra percezione e movimento]», ha spiegato Nieder. «Gli uccelli devono orientarsi in ambienti tridimensionali, evitare ostacoli e reagire rapidamente agli oggetti in movimento. Anche trovare cibo e catturare prede può richiedere decisioni rapide e precise. Queste pressioni potrebbero aver favorito un’elaborazione veloce delle informazioni».
Gli scienziati non sanno ancora perché i corvi sembrino più rapidi dei primati in questo particolare tipo di decisione. La ricerca ha coinvolto soltanto due uccelli e non ha previsto un confronto diretto con i primati: serviranno quindi altri studi per verificare i risultati e approfondire la questione.
Una riflessione sull’intelligenza
Per Nieder, la scoperta apre anche una riflessione più ampia su come si definisce l’intelligenza. «Invece di dare per scontato che il cervello dei mammiferi sia il modello di riferimento per il comportamento intelligente», ha detto, «possiamo studiare specie diverse per scoprire quali principi computazionali siano condivisi dagli animali e quali riflettano adattamenti ai rispettivi ambienti».
Fonte: livescience.com
