Aborto in Polonia, il Parlamento approva 2 riforme limitate
La Camera bassa ha votato misure che potrebbero ridurre alcune sanzioni e consentire l’aborto in caso di anomalie fetali. Il governo di Donald Tusk punta a riformare la legge, ma il veto del presidente nazionalista resta un rischio.
In Polonia il Parlamento ha approvato due proposte per attenuare alcune restrizioni sull’aborto. Le modifiche, però, potrebbero incidere poco sulla vita delle donne e rischiano di essere bloccate dal veto del presidente nazionalista. Per questo le organizzazioni per i diritti riproduttivi parlano di un «piccolo passo avanti» e si preparano a manifestare, chiedendo al governo di mantenere gli impegni di riforma. Lo riferisce The Guardian.
Le proposte approvate dal Parlamento
Le misure approvate dalla Camera bassa eliminerebbero alcune sanzioni penali per chi aiuta le donne ad accedere ai servizi per l’aborto e permetterebbero di interrompere la gravidanza in caso di anomalie fetali. Oggi in Polonia l’aborto è legale soltanto se la gravidanza deriva da un reato, come stupro o incesto, oppure se mette a rischio la vita o la salute della donna.
«Queste proposte di legge rappresentano un cambiamento di portata molto limitata. Anche se saranno approvate e promulgate dal presidente polacco — cosa ancora da vedere — cambieranno ben poco la situazione della maggior parte delle donne in Polonia che hanno bisogno di servizi per l’aborto», ha dichiarato Leah Hoctor, del Center for Reproductive Rights, organizzazione internazionale che si occupa di diritti riproduttivi.
Sulla stessa linea Legalna Aborcja, una ONG polacca impegnata nella difesa di questi diritti. «Che cosa significa questo per le donne che hanno bisogno di abortire proprio adesso? Niente, perché nessuna di queste proposte di legge sarebbe d’aiuto», ha detto un rappresentante dell’organizzazione.
Le manifestazioni in 27 città
La fondazione Widzialne, il cui nome significa “Visibili”, ha invitato a continuare a fare pressione sul governo e a scendere in piazza giovedì. «La Polonia ha ancora una legge inumana sull’aborto», ha scritto sui social, annunciando manifestazioni in 27 città. «Chiediamo la completa depenalizzazione dell’aborto e l’accesso a servizi per l’aborto coperti dal Fondo sanitario nazionale!»
Le proteste, sostenute da diverse organizzazioni polacche, coincidono con il sesto anniversario della sentenza del 2020 che rese ancora più severa una legislazione già restrittiva. La decisione provocò le più grandi manifestazioni nel Paese dalla caduta del comunismo: in piazza comparvero cartelli con slogan come «La rivoluzione ha un utero» e «Il mio corpo, la mia scelta».
Le promesse di riforma di Donald Tusk
Quelle proteste sono state considerate uno dei fattori che contribuirono all’ascesa al potere di Donald Tusk nel 2023. Durante la campagna elettorale, Tusk aveva promesso di riformare la legge sull’aborto entro 100 giorni. L’anno scorso, però, ha rinunciato all’impegno di legalizzare l’interruzione di gravidanza fino alla dodicesima settimana, sostenendo che «semplicemente non c’è una maggioranza» in Parlamento per cambiare la normativa.
Anche se le due proposte approvate questa settimana entrassero in vigore, la Polonia resterebbe «completamente fuori dalla tendenza degli altri Stati membri dell’UE», ha osservato Hoctor. Il Center for Reproductive Rights ha chiesto a Tusk di superare lo stallo politico introducendo una moratoria temporanea sull’applicazione di tutte le norme penali relative all’aborto. «In questo modo, chi presta assistenza sanitaria alle donne non sarebbe più costretto a farlo sotto la minaccia di indagini penali e procedimenti giudiziari», ha spiegato Hoctor.
La richiesta di una moratoria
La proposta di una moratoria era stata avanzata inizialmente dal Comitato delle Nazioni Unite per l’eliminazione della discriminazione contro le donne. Nel 2024 il Comitato ha concluso che, a causa delle restrizioni all’accesso all’aborto, le donne in Polonia subiscono gravi violazioni dei diritti umani.
«La realtà è che ogni anno migliaia di donne in Polonia ricorrono ai servizi per l’aborto. Questo significa che abortiscono illegalmente oppure si recano in altri Paesi per poterlo fare. Non è così che dovrebbe funzionare un moderno Paese europeo. La Polonia non è all’altezza delle aspettative che abbiamo nei confronti di un sistema sanitario moderno e di una democrazia moderna», ha aggiunto Hoctor.
Fonte: hotnews.ro
