Un’inchiesta su un accordo migratorio che ha sollevato dubbi sul rispetto dei diritti umani e dello Stato di diritto nell’Unione europea ha vinto il Premio Daphne Caruana Galizia per il giornalismo 2026. Il riconoscimento è stato assegnato mercoledì al Parlamento europeo di Strasburgo alla piattaforma olandese De Correspondent, come riferisce TASR.
L’accordo migratorio tra Italia e Albania
Il lavoro premiato riguarda l’intesa con cui l’Italia ha realizzato in Albania una struttura per trattenere i migranti e un centro per esaminare le richieste di asilo. L’inchiesta è firmata da Giacomo Zandonini, giornalista italiano, e Maite Vermeulen, giornalista olandese, che hanno lavorato al progetto per 18 mesi.
Secondo la ricostruzione dei due autori, l’accordo mirava a intercettare le persone dirette in Italia e trasferirle in Albania, Paese che non fa parte dell’UE. Qui le domande di asilo venivano respinte attraverso procedure accelerate, prima del rimpatrio dei migranti nei Paesi d’origine.
L’inchiesta e gli ostacoli incontrati
Il reportage ricostruisce le origini dell’intesa e analizza perché diversi Stati membri la considerino un «modello innovativo per il futuro della politica migratoria europea». Zandonini e Vermeulen hanno seguito i flussi di denaro e raccolto testimonianze da personale dei centri, migranti trattenuti, avvocati, parlamentari, rappresentanti del governo e residenti albanesi.
L’indagine ha incontrato diversi ostacoli: ai giornalisti è stato negato l’ingresso nei centri gestiti dall’Italia in Albania e non sono riusciti a ottenere neppure dati essenziali, come il numero delle persone trattenute. Hanno inoltre scoperto che il progetto era stato finanziato ricorrendo a procedure d’emergenza, evitando così gli appalti pubblici. Al personale era anche richiesto di firmare accordi di riservatezza.
Il Premio Daphne Caruana Galizia
Il premio è stato istituito nel dicembre 2019 con una decisione dell’Ufficio di presidenza del Parlamento europeo. Vale 20.000 euro e viene assegnato ogni anno nel giorno dell’anniversario dell’assassinio della giornalista maltese Daphne Caruana Galizia. Premia un’opera giornalistica di particolare rilievo che contribuisca a promuovere e proteggere i valori fondamentali dell’UE: dignità umana, libertà, democrazia, uguaglianza, rispetto dello Stato di diritto e diritti umani.
Possono partecipare giornalisti professionisti, singoli o in gruppo, di qualsiasi nazionalità, con un lavoro pubblicato o trasmesso in uno dei 27 Stati membri dell’Unione.
I finalisti dell’edizione 2026
Quest’anno sono stati candidati 344 contributi provenienti da tutti gli Stati membri; la giuria ne ha selezionati dieci per la rosa dei finalisti. Tra questi c’era anche un’inchiesta sugli attacchi contro i giornalisti sui social network, sponsorizzati da politici slovacchi e polacchi. Il progetto è stato realizzato dall’Investigatívne centrum Jána Kuciaka, in Slovacchia, insieme a Investigace.cz, in Cechia, Frontstory.pl e VSquare.org, entrambe in Polonia.
Fonte: aktuality.sk
