Backyard Ultra, 70 giri e oltre 469 km: il record di Stubbe
La ventitreenne Nora Kojen Stubbe ha stabilito il nuovo primato norvegese femminile alla Muruvik Backyard Ultra, in Norvegia. Ha corso per quasi 3 giorni, fermandosi solo tra un giro e l’altro.
Correre per quasi tre giorni, fermandosi solo per brevi pause tra una partenza e l’altra, e superare i 469 chilometri: è l’impresa compiuta dalla ventitreenne Nora Kojen Stubbe, terza alla Muruvik Backyard Ultra in Norvegia. «Sono un po’ senza parole, non so cosa dire. Credo che ci vorrà molto tempo per assimilare tutta questa esperienza», ha raccontato.
Come funziona la Backyard Ultra
La Backyard Ultra è una gara senza una distanza finale prestabilita: ogni ora i partecipanti partono per un giro di 6,706 chilometri. Chi termina prima dell’ora successiva può riposare per il tempo che resta; poi si riparte. La competizione prosegue finché rimane un solo corridore.



Il record norvegese di Nora Kojen Stubbe
La gara è cominciata sabato e si è conclusa dopo quasi tre giorni. Stubbe ha completato 70 giri, stabilendo il nuovo record norvegese femminile e migliorando il primato di 47 giri che aveva fissato lei stessa l’anno scorso. «È pazzesco. Non avrei mai pensato di riuscire a correre 70 giri in una Backyard. È irreale», ha detto.




Nel cuore della notte, tra un giro e l’altro, la ventitreenne di Trondheim ha trovato anche il tempo di ballare swing. A sostenerla c’erano il padre, lo zio e un cugino. «Mi commuove pensare a tutte le persone che hanno lavorato dietro le quinte perché noi potessimo continuare semplicemente a correre», ha aggiunto. Nel gruppo di supporto c’era anche la cugina Mari Kojen Rognmo.
Anders Johnsen vince e stabilisce il record maschile
A vincere la gara è stato Anders Johnsen, di Sandefjord, che ha completato 73 giri: 489,5 chilometri in oltre tre giorni. Con questa prestazione ha stabilito il record norvegese maschile nelle ultramaratone, superando il precedente primato di 66 giri. «Ci sono momenti in cui pensi di voler mollare, ma devi trovare le tue ragioni per continuare e resistere», ha detto il nuovo campione norvegese.
Grazie alla vittoria e al record, Johnsen parteciperà l’anno prossimo ai Mondiali della specialità negli Stati Uniti. Al secondo posto si è classificato Jon Asphjell, di Trondheim, con 72 giri e 482,8 chilometri.
Il recupero dopo quasi tre giorni di corsa
Il giorno dopo la gara, i due vincitori norvegesi si sono presentati in condizioni migliori di quanto ci si potrebbe aspettare dopo tre giorni di corsa. «In realtà il corpo sta sorprendentemente bene, considerando che ho corso per 70 ore. È un dolore che fa bene», ha detto Stubbe. «Pensavo sarebbe stato molto peggio. Dopo la Muruvik dell’anno scorso, con 47 giri, era stato più difficile tornare a casa».
Johnsen ha raccontato di aver dormito dalle 16 del giorno precedente alle 9 del mattino successivo. «Ho dormito qualche ora e ora sto meglio, ma sento ancora la stanchezza mentale. Le gambe sono ancora rigide e doloranti». Anche Stubbe ha trascorso il tempo a riposare: «In pratica sono rimasta a letto. Non mi sono mossa molto, mi sono solo riposata».
La prestazione di Stubbe e i prossimi obiettivi
Pur avendo corso due giri in più, Johnsen si è detto impressionato dalla prestazione di Stubbe, che ora occupa il nono posto nella classifica mondiale della Backyard Ultra. «È assolutamente, assolutamente folle. A livello mondiale, credo che sia una delle migliori prestazioni nella storia della Backyard. È incredibile», ha dichiarato. «Non è certo l’ultima volta che la vedremo».
Alla domanda su cosa le passasse per la testa mentre continuava a correre, Stubbe ha ricordato la prima notte: «È una cosa assurda. Perché lo faccio? Perché la gente ci tiene così tanto?». Poi, ha spiegato, «ci si riprende un po’».
Per il futuro, la giovane atleta ha in mente un obiettivo diverso dai record: la prossima estate vuole correre da Oslo a Bergen, una distanza di oltre 500 chilometri. «Non sono i record a spingermi. Voglio continuare a superare i miei limiti». E alla domanda se l’anno prossimo stabilirà un nuovo primato norvegese, ha risposto sorridendo: «Non lo so. Lo dirà il tempo».









Fonte: nrk.no
