Backyard Ultra, 49 ore di corsa: la sfida finisce con un solo atleta
Ad Alytus, in Lituania, Julija Šorytė ha vinto la gara nazionale dopo aver corso 49 giri e 328,6 chilometri. La squadra lituana ha debuttato ai Mondiali con il 23° posto su 67.
Una gara in cui non vince chi corre più veloce, ma chi riesce a ripartire ogni ora finché resta solo: è il formato estremo della «Backyard Ultra», competizione di ultramaratona che nel 2026 ha visto la Lituania debuttare ai Campionati mondiali a squadre con il 23° posto su 67 nazionali e il terzo nella classe AA.
Il debutto della Lituania
I 15 atleti lituani hanno iniziato la prova il 17 ottobre ad Alytus, città sulle rive del lago Didžioji Dailidė. Insieme hanno completato 523 giri, per un totale di circa 3.506 chilometri, secondo un comunicato stampa. La più resistente è stata Julija Šorytė, che ha corso per 49 ore e si è aggiudicata il titolo di campionessa lituana di «Backyard Ultra».
La formula prevede che le nazionali partano nello stesso momento, ciascuna nel proprio Paese. I giri completati dai componenti di ogni squadra vengono sommati nella classifica collettiva. Ogni ora i corridori devono percorrere un circuito di 6,706 chilometri: la partenza successiva scatta esattamente un’ora dopo. Chi non termina il giro in tempo, o non si presenta alla partenza seguente, viene eliminato. La gara continua finché rimane un solo atleta capace di completare un altro giro in autonomia. Quando quest’ultimo taglia il traguardo da solo, la prova finisce, anche se potrebbe ancora proseguire.
La Lituania ha chiuso al 23° posto su 67 squadre e al terzo nella classe AA, una divisione definita in base ai risultati storici o di qualificazione, che quest’anno comprendeva 20 nazionali.
Le parole del responsabile della squadra
«Sono molto felice e orgoglioso della prestazione della nostra squadra. Quest’anno i corridori hanno dato tutto e fatto del loro meglio. Naturalmente, vedo sempre cosa si potrebbe migliorare. Sono convinto che la Lituania tornerà ai Campionati mondiali nel 2028; per ora voglio semplicemente godermi gli ottimi risultati», ha dichiarato Marijus Keršulis, responsabile della nazionale e organizzatore della gara.

Prima della partenza Keršulis aveva promesso agli atleti un premio particolare: si sarebbe rasato la barba, che porta da molti anni, se la squadra fosse entrata tra le prime 20 al mondo. «Questa volta ci è mancato poco per arrivare tra le prime venti, quindi la barba è salva. Ma nel 2028, credo, ci saranno buone probabilità che debba dirle addio», ha aggiunto sorridendo.
La sfida tra Šorytė e Klimavičius
La sfida più lunga della tappa lituana ha avuto per protagonisti Julija Šorytė, che vive negli Stati Uniti, e Ramūnas Klimavičius, residente in Danimarca. Entrambi hanno corso per due giorni e sono rimasti sul percorso fino alla 49ª ora.
Klimavičius ha completato 48 giri, quasi 322 chilometri, ed è stato nominato MVP della nazionale, sigla inglese di «Most Valuable Player». Il riconoscimento è andato all’atleta che ha migliorato maggiormente il proprio risultato di qualificazione: ammesso in squadra con 30 giri, ne ha conclusi 18 in più, percorrendo altri 120,7 chilometri.
Klimavičius non è riuscito a terminare il 49° giro, così Šorytė ha affrontato da sola l’ultimo tratto. Tagliando il traguardo, ha vinto la tappa lituana con 49 giri e 328,6 chilometri.
Le storie dei due atleti
Šorytė ha 42 anni e vive nello Stato dell’Oregon. Per diversi anni ha detenuto il record lituano di «Backyard Ultra» e il suo primato personale è di 60 giri. Ha rappresentato la Lituania anche ai Campionati mondiali di corsa in montagna e trail. Ha raccontato che a motivarla non è soltanto la prova di resistenza, ma anche i rapporti che nascono tra gli atleti. Prima della gara aveva detto di voler fare nuove amicizie, correre insieme il più a lungo possibile e rappresentare al meglio il proprio Paese.

Klimavičius, 52 anni, vive in Danimarca da tre decenni. Ha iniziato a correre intorno al 2014, per cambiare stile di vita, e nel 2016 ha completato la sua prima maratona ad Amburgo. Dopo il debutto nelle gare di «Backyard Ultra» nel 2024, ha corso 24 giri; l’anno successivo ne ha completati 25 e nel 2026 è arrivato a 30, risultato che gli ha permesso di entrare in nazionale. Nel tempo libero fa volontariato nel club «Team Tvilling»: la domenica corre insieme a persone con disabilità fisiche.
I due si erano già conosciuti a distanza. Qualche anno fa Klimavičius aveva cercato online informazioni sui migliori corridori lituani di BYU e aveva trovato i risultati di Šorytė. Le aveva scritto per chiederle consigli su allenamento e alimentazione; lei aveva condiviso la propria esperienza. Nel 2026, alla tappa lituana dei Campionati mondiali, si sono ritrovati a essere gli ultimi due atleti sul percorso, in lotta per la vittoria.
I risultati degli altri lituani
Nelle gare di «Backyard Ultra» c’è un solo vincitore, ma nei Campionati a squadre ogni giro contribuisce al risultato collettivo: i chilometri degli atleti che si ritirano restano conteggiati.
Il primo lituano a fermarsi è stato Aleksandras Dubinovičius, dopo 24 giri, quasi 161 chilometri. Deividas Toleikis ha concluso dopo 26 giri, mentre Tomas Aglinskas e Marius Zakarauskas si sono ritirati entrambi dopo 29. Sono poi usciti dalla gara Algis Pacevičius, dopo 31 giri, Alvydas Batakis, dopo 32, Julius Gelšvartas, dopo 34, e Roberta Mekšraitytė, dopo 35.

Tomas Puida, Milda Grušauskaitė e Vaidas Velutis hanno terminato dopo 36 giri, cioè oltre 241 chilometri. È rimasto in gara più a lungo il componente più anziano della nazionale, Ernestas Vedeikis, che ha completato 38 giri.
Anche Edgar Martinkevič ha migliorato nettamente il proprio risultato: ammesso in squadra con una qualificazione di 32 giri, ad Alytus ne ha completati 40, pari a 268,2 chilometri. Alla fine, sul percorso sono rimasti soltanto Klimavičius e Šorytė, la cui sfida è proseguita fino alla 49ª ora.
Organizzazione e supporto alla gara
La prova lituana è stata organizzata da Keršulis, già conosciuto nell’ambiente nazionale del trail running. Da diversi anni cura ogni anno la gara «Trailo Kalvė» e ha allestito anche altre competizioni nel formato «Backyard Ultra».
Per gli organizzatori, la durata imprevedibile è una delle difficoltà principali: la gara può protrarsi per diversi giorni e richiede di mantenere attivi il percorso e la segnaletica, organizzare le partenze orarie, registrare i risultati e garantire rifornimenti e spazi per il riposo. All’evento hanno collaborato volontari, partner, sponsor e membri della comunità podistica, occupandosi del tracciato e degli atleti o facendo il tifo.
«Voglio ringraziare di cuore tutta la comunità di “Backyard Ultra” per l’incredibile sostegno alla nostra squadra. Lo abbiamo sentito per tutta la gara. Posso dire con certezza che la squadra di supporto è diventata davvero il sedicesimo membro della nostra nazionale», ha detto Keršulis.
Il debutto e i risultati mondiali
Il debutto lituano ai Campionati mondiali a squadre ha rappresentato un passaggio importante per la comunità nazionale dell’ultramaratona. I 15 atleti hanno percorso insieme oltre 3.500 chilometri e la squadra si è piazzata tra le prime 25 al mondo, un risultato da cui ripartire in vista dell’edizione del 2028.
A mezzogiorno del 21 ottobre, tuttavia, i Campionati mondiali non erano ancora terminati: nove atleti di quattro Paesi erano ancora in gara. Gli statunitensi Jonas Noll, Mark Dowdle e Nicholas Steel; i giapponesi Kazuhiro Kawahata e Tengo Takahashi; i belgi Ivo Steyaert e Merijn Geerts; e i francesi Christophe Baud e Julien Pierot.
Gli Stati Uniti avevano completato complessivamente 1.095 giri, il Giappone 1.017, il Belgio 998 e la Francia 876. I corridori stavano affrontando il 94° giro. Il record mondiale individuale è di 119 giri e appartiene dal 2025 all’australiano Phil Gore.
Fonte: lrt.lt
