Cinque stipendi pubblici a tempo pieno nello stesso periodo, per un totale di 183 ore di lavoro settimanali: è la vicenda al centro del processo a un funzionario britannico accusato di aver ottenuto fraudolentemente oltre 284.000 sterline. Kashim Chowdhury, 55 anni, residente nell’est di Londra, ha ammesso di aver commesso errori, ma ha negato di aver agito con intento criminale o di aver cercato un guadagno illecito.
Testimoniando alla Southwark Crown Court, il tribunale penale di Londra, Chowdhury ha detto alla giuria di essersi sentito «sopraffatto e stressato» e di aver provato «terrore e panico» all’idea di perdere il proprio sostentamento. È imputato per nove episodi di frode, che nega.
La difesa di Chowdhury
Chowdhury ha raccontato che nel 2015 gli era stato diagnosticato un disturbo da stress post-traumatico, riacutizzatosi nel 2021. Secondo l’accusa, non avrebbe informato i datori di lavoro di avere altri impieghi a tempo pieno. Lui sostiene invece che alcuni responsabili fossero al corrente della situazione.
In tribunale ha affermato che personale e dirigenti del Department for Environment and Rural Affairs (Defra), del London Borough of Tower Hamlets, dell’East London NHS Trust e del Department for Health and Social Care (DHSC) conoscevano i suoi altri lavori. Nella primavera del 2023 era impiegato dal Department for Environment, Food and Rural Affairs, dalla UK Health Security Agency, dalla Food Standards Agency, dal Department for Business and Trade e dal Home Office. Tutti gli incarichi erano retribuiti come lavori a tempo pieno; nel 2023 ricevette 11.000 sterline in un solo mese.
Chowdhury ha descritto quegli impieghi come «un’ancora di salvezza», in un periodo in cui la salute della madre era peggiorata. Rispondendo all’avvocato della difesa Pieter Briegel, che gli chiedeva quanto lo stress fosse legato al numero di lavori, ha detto: «In quel periodo i lavori erano la mia ancora di salvezza, ciò che mi permetteva di andare avanti. Mi tenevano in contatto con il mondo esterno: erano l’unico legame che avevo con esso e mi distraevano da quello che stava succedendo nella mia vita privata, mentre mi prendevo cura di mia madre».
Gli impieghi sovrapposti e le accuse
Per l’accusa, Chowdhury riuscì a nascondere gli impieghi sovrapposti perché lavorava interamente da remoto. Aveva detto ai datori di lavoro di essere l’unico a occuparsi della madre anziana e, secondo la procura, «sfruttò questa circostanza».
Diversi suoi responsabili hanno riferito alla giuria che il rendimento era scarso. Abigail Mounde, che lo supervisionava al Department for Business and Trade, aveva dichiarato in precedenza: «Qualsiasi compito semplice gli chiedessi di svolgere, o lo consegnava in ritardo oppure non lo eseguiva secondo gli standard che mi sarei aspettata». Quando gli è stato chiesto se accettasse le critiche, compresa quella di non aver rispettato le scadenze, Chowdhury ha risposto: «Le respingo tutte».
L’accusa sostiene inoltre che abbia usato certificati medici per coprire la propria condotta. Secondo la procura, mentre comunicava ad alcuni datori di lavoro di essere malato e inabile al lavoro a causa di un «disturbo misto ansioso-depressivo», non presentava certificati agli altri. Questo, ha affermato l’accusa, «sottolinea la disonestà che caratterizza l’intera vicenda».
La videochiamata e il trucco
Nel maggio 2023 Aleesha Adams, sua responsabile alla Health Security Agency, organizzò una videochiamata per aiutarlo a rientrare al lavoro dopo un periodo di assenza. In una precedente testimonianza aveva raccontato di essere rimasta sorpresa nel vederlo collegarsi con il viso truccato di bianco: il nome di Chowdhury l’aveva portata ad aspettarsi un uomo asiatico dalla carnagione più scura. Ha riferito che, durante la chiamata, il trucco cominciò a colargli dalla fronte: «Sudava e il trucco sembrava cancellarsi: sotto la pelle era più scura, così come sul collo».
L’avvocata dell’accusa Lucy Organ ha definito l’episodio «quasi ridicolo» e ha detto che dimostrerebbe «fino a che punto l’imputato fosse disposto a spingersi nella sua messinscena».
Il processo è ancora in corso.
Fonte: bbc.co.uk
