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Mal di testa da emicrania: la causa era un casco troppo stretto

Il caso riguarda un pilota militare indiano di 29 anni. I dolori sono scomparsi dopo che gli è stato assegnato un casco della misura corretta.

Mal di testa da emicrania: la causa era un casco troppo stretto

Un casco troppo stretto può provocare mal di testa così intensi da impedire a un pilota di caccia di volare, e farli scambiare per emicrania. È quanto accaduto a un aviatore militare indiano di 29 anni, il cui caso è stato descritto dai medici in un resoconto clinico.

Mal di testa ricorrenti e diagnosi di emicrania

Per 18 mesi l’uomo aveva sofferto di episodi ricorrenti, due o tre volte al mese. Il dolore iniziava nel tardo pomeriggio e poteva durare fino a tre giorni; dormire non lo alleviava. Era di solito più forte sul lato destro della testa, ma talvolta si spostava a sinistra. Il pilota riferiva anche una sensazione di malessere poco prima che cominciasse il mal di testa.

A volte il dolore era tanto intenso da costringerlo a rinunciare ai voli programmati. Se volava comunque durante un episodio, il giorno successivo i sintomi peggioravano. L’uomo disse che le sue finanze e le relazioni personali non gli causavano stress, un fattore che può scatenare il mal di testa. Non ricordava recenti problemi di salute, come sinusite, che potessero spiegare gli episodi, e non aveva familiari con una storia di cefalea cronica o emicrania.

Non presentava neppure nausea, vomito o disturbi visivi chiamati «aure», sintomi che spesso accompagnano o precedono l’emicrania. Un neurologo civile diagnosticò comunque un’emicrania e gli prescrisse divalproex, un farmaco orale usato per prevenirla. Il medico gli disse che avrebbe potuto doverlo assumere per anni. Preoccupato dalla prospettiva di una terapia così lunga, il pilota si rivolse a uno specialista autorizzato presso una struttura medica militare.

Gli esami e la visita non rilevarono anomalie; anche una TAC risultò nella norma. Un’endoscopia nasale, eseguita con una telecamera per osservare la cavità nasale e i seni paranasali, mostrò una lieve deviazione del setto, giudicata però troppo modesta per spiegare il dolore. I medici militari concordarono inizialmente con la diagnosi di emicrania. Le cause di questa patologia non sono del tutto note, anche se fattori genetici e ambientali possono influire sulla durata e sull’intensità dei sintomi.

Al pilota furono prescritti sumatriptan, da prendere ai primi segnali di dolore, e aspirina durante gli episodi. Gli fu permesso di continuare a volare con alcune limitazioni e venne sottoposto a controlli mensili da parte di un neurologo militare per tre mesi. Quattro mesi dopo, secondo il resoconto, non aveva più mal di testa e aveva smesso di assumere farmaci.

Tre caccia grigi fluttuano tra le nuvole nel cielo.
Caccia dell’Indian Air Force (IAF) fotografati nel 2019. A volte il mal di testa del paziente era così forte da impedirgli di effettuare i voli programmati.

Il dettaglio del casco troppo aderente

Per ripristinare la sua idoneità al volo senza restrizioni, i superiori avevano però bisogno di una valutazione medica dettagliata: un’emicrania grave può impedire a un pilota di volare. Nel corso di tre giorni, i medici lo intervistarono a fondo, ricostruendo l’inizio dei sintomi e le circostanze in cui comparivano. L’assenza di nausea, vomito e aure, insieme al fatto che il sonno non alleviasse il dolore, continuava a far dubitare della diagnosi.

Fu allora che il pilota ricordò un dettaglio: i mal di testa erano iniziati più o meno quando aveva cominciato a usare un nuovo modello di casco, più aderente. Gli episodi si presentavano soprattutto nelle giornate con più voli e peggioravano quanto più a lungo indossava il casco. In seguito, proprio nel periodo in cui aveva iniziato la terapia, gli era stata assegnata una nuova dotazione da volo, compreso un casco della misura corretta, in vista di un incarico su un altro aereo. Da quel momento il dolore era scomparso.

«In quel momento l’ufficiale non collegò la scomparsa del mal di testa all’uso del nuovo casco», scrissero i medici. «Dopo aver riesaminato il caso nel suo complesso, si è concluso che la diagnosi di emicrania o cefalea vascolare era errata: il soggetto soffriva invece di cefalea da compressione esterna, causata da un casco della misura sbagliata».

La cefalea da compressione esterna

Questo tipo di cefalea è provocato da una pressione eccessiva sul cuoio capelluto e sulla fronte e in genere si risolve quando la pressione diminuisce. I medici chiesero al pilota di tenere un diario dei sintomi e fissarono altri controlli per verificare la diagnosi. Cinque mesi dopo, il mal di testa non era ricomparso: l’uomo aveva continuato a usare il casco della misura giusta.

Secondo i medici militari, una ricerca degli studi sottoposti a revisione paritaria non aveva trovato casi analoghi di cefalea da compressione «in nessuna delle aeronautiche militari del mondo». Il caso, hanno aggiunto, mostra quanto sia importante che le uniformi di volo, e in particolare i caschi, siano della misura corretta. Una pressione prolungata può causare anche una cefalea tensiva; le ricerche sulle cefalee aiutano a distinguere le diverse cause del dolore.

Fonte: livescience.com

  • PubblicatoOttobre 22, 2026