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Droni termici spediti in Ucraina violando le regole norvegesi

Peter Frølich e l’organizzazione Fritt Ukraina li inviarono nonostante il divieto. Il giorno dopo, il governo norvegese avviò una revisione urgente delle norme.

Droni termici spediti in Ucraina violando le regole norvegesi

Un’organizzazione di volontari ha spedito in Ucraina droni termici nonostante un regolamento norvegese ne vietasse l’esportazione. Il giorno dopo, il governo ha avviato una revisione urgente delle norme, poi modificate. Il caso riapre una questione più ampia: quando, se mai, è giusto disobbedire alla legge per aiutare gli altri?

La spedizione dei droni in Ucraina

A raccontare l’episodio è Peter Frølich, fondatore dell’organizzazione «Fritt Ukraina», nel libro «Om krigen kommer». Alla fine dell’estate del 2023, mentre le prospettive della controffensiva ucraina apparivano fosche, il gruppo cercava di inviare alcuni droni termici in Ucraina a bordo di un traghetto diretto a Kiel. L’Agenzia delle dogane norvegese aveva però chiarito che, in base a una normativa risalente agli anni Cinquanta, esportare quei dispositivi era illegale.

Ecco come appare un drone termico. Qui un drone di questo tipo cerca segni di vita dopo il crollo di un edificio a Bangkok nel 2025. I corpi vivi emanano calore, che il drone è in grado di rilevare. Foto: AFP

«Fritt Ukraina» si rivolse subito al governo, senza ricevere risposta. Nel libro, Frølich scrive che il tempo stringeva e che i ritardi avrebbero potuto costare la vita ai soldati ucraini. Decise quindi di spedire comunque i droni, consapevole di violare il regolamento. A suo giudizio, la posta in gioco era troppo alta per aspettare.

La scelta di violare il regolamento

Nel 2023 Frølich presiedeva la Commissione di controllo del Parlamento norvegese, incaricata di vigilare sul rispetto delle regole. Oggi guida la Commissione parlamentare per gli affari esteri e la difesa. Intervistato dall’emittente norvegese NRK, afferma che non consiglierebbe ad altri di infrangere la legge, ma che in quel caso riteneva fosse la scelta giusta.

«Non è qualcosa che si dovrebbe fare abitualmente. Ma a volte bisogna seguire il proprio istinto, fare ciò che è chiaramente giusto e agire con decisione», sostiene.

Alla domanda su quante altre leggi si possano violare quando si crede davvero in una causa, Frølich risponde che non è un comportamento da incoraggiare. Spiega che si trattava di vecchie norme, ormai superate, e che l’organizzazione cercava di capire se fossero ancora valide e se il governo intendesse cambiarle. Quando non arrivò alcuna risposta e il gruppo seppe quanto fosse critica la situazione al fronte, decise di procedere, sperando che alla fine prevalesse il buon senso. «E per fortuna è andata così», aggiunge.

Uno schermo che mostra il calore in un campo
Ecco come appare il mondo visto attraverso la telecamera di un drone termico. Qui un drone di questo tipo viene usato per controllare la temperatura delle piante in una serra in Corea del Sud. Foto: Reuters

Frølich precisa di aver violato un regolamento, non una legge, pur riconoscendo che infrangere un regolamento è illegale.

Le norme norvegesi sui droni

La mattina successiva alla spedizione, l’organizzazione fu informata che il governo avrebbe esaminato con urgenza le norme sui droni attraverso il proprio comitato per la sicurezza. Le regole vennero poi modificate: oggi qualsiasi organizzazione norvegese può trasportare droni commerciali in Ucraina senza rischiare di violare la legge.

I droni termici sono dotati di telecamere capaci di rilevare le fonti di calore sul terreno. Secondo Frølich, l’intenzione era usarli per individuare le mine riscaldate dal sole e aiutare così gli ucraini ad avanzare attraverso i campi minati. Dispositivi simili sono stati impiegati anche in altri contesti: dopo il crollo di un edificio a Bangkok nel 2025, per esempio, un drone termico è stato usato per cercare eventuali sopravvissuti, individuando il calore emanato dai corpi. In Corea del Sud, invece, un drone di questo tipo viene utilizzato per controllare la temperatura delle piante in una serra.

Il dibattito sulla disobbedienza civile

Il caso è stato definito un esempio di disobbedienza civile da Malcolm Langford, professore di diritto all’Università di Oslo. Langford ricorda che tutti hanno il dovere di informarsi sulle leggi e rispettarle, ma osserva che talvolta si può scegliere consapevolmente di non farlo per una causa che va oltre i propri interessi, accettando la possibilità di una punizione.

«In alcuni casi, quando lottiamo per qualcosa che va oltre i nostri interessi personali, possiamo scegliere consapevolmente di non rispettare la legge e farlo essendo pronti ad accettare la punizione, subito o nel caso in cui arrivi», afferma.

In linea di principio, spiega Langford, la disobbedienza civile non pone problemi se si rispettano queste condizioni. Il rischio per la società emerge quando il ricorso a questa pratica diventa frequente e coinvolge molte persone. «Forse per una società diventa difficile se ogni giorno si ricorre alla disobbedienza civile», osserva.

Il ruolo dei droni nella guerra

I droni, intanto, hanno un ruolo sempre più rilevante nella guerra in Ucraina. Secondo il presidente ucraino Volodymyr Zelenskyj, sono responsabili di circa l’80 per cento delle perdite russe sul campo di battaglia. I droni termici possono anche essere equipaggiati con esplosivi e usati per uccidere i soldati. Frølich sostiene però che non fosse questo lo scopo della spedizione.

«Certo, si può prendere un coltello da cucina dell’Ikea e usarlo come arma per uccidere. In questo mondo ci sono molte cose che possono essere trasformate in qualcosa di pericoloso», afferma.

Frølich ammette che i droni potevano individuare il nemico da grande distanza, anche di notte, grazie al calore dei corpi. Ma, aggiunge, potevano anche rilevare le mine nascoste, che uccidevano e ferivano i soldati ucraini. «Portando quei droni fin lì, abbiamo salvato anche molte vite di soldati ucraini», sostiene.

Peter Frølich davanti a un F-16 a Bodø.
Frølich riteneva giusto infrangere la legge perché la questione era molto importante per lui. Foto: Per-Magne Steen / NRK

Una foto stampa di Malcolm Langford
Malcolm Langford definisce l’introduzione clandestina di droni in Ucraina un atto di disobbedienza civile. Foto: MOMENT STUDIO

Fonte: nrk.no

  • PubblicatoOttobre 22, 2026