Perché le folle tendono a camminare in senso antiorario
La tendenza è emersa in esperimenti condotti in Spagna e in Giappone, anche tra bambini e persone che camminavano da sole. La ricerca è firmata da tre fisici dell’Universidad de Navarra.
Una folla può girare in senso antiorario anche quando nessuno la guida e nessuno se ne accorge. La tendenza, osservata durante esperimenti sui movimenti delle persone, sembra infatti nascere già nel singolo individuo, non dalle interazioni con gli altri o dall’ambiente. La sua causa, però, resta ancora sconosciuta.
La scoperta durante la pandemia
La scoperta è emersa nel 2020, durante la pandemia di Covid-19, mentre un gruppo di ricercatori studiava come le persone si muovono in uno spazio chiuso quando viene chiesto loro di mantenere le distanze. Riguardando più volte le immagini, gli studiosi hanno notato che quasi tutti i partecipanti seguivano traiettorie circolari nella stessa direzione: in senso antiorario. E nessuno sembrava essersi accorto di farlo.
Per un fisico, un fenomeno del genere può essere un esempio di comportamento emergente: un risultato collettivo prodotto da molte piccole interazioni, tra le persone o tra le persone e l’ambiente. I ricercatori hanno quindi verificato separatamente queste due possibilità.
Le pareti e le preferenze individuali
In un primo momento hanno pensato che il movimento dipendesse dalle pareti della stanza e dalle preferenze individuali. Un’precedente studio neuroscientifico aveva rilevato che i destrimani tendono a girare a sinistra e i mancini a destra, una lieve inclinazione associata a piccole differenze tra i due emisferi cerebrali. Poiché la maggior parte dei partecipanti al primo esperimento era destrimane, sembrava plausibile che le preferenze individuali, combinate con la presenza delle pareti, producessero il movimento circolare.
Conoscendo le inclinazioni di ciascun partecipante, gli studiosi hanno formato gruppi in base alla direzione preferita. Se l’ipotesi fosse stata corretta, un gruppo di mancini o, meglio ancora, di persone inclini a girare a destra avrebbe dovuto muoversi in senso orario. Non è mai accaduto: anche quando la stanza era piena di mancini o di persone che spontaneamente giravano a destra, la tendenza antioraria restava.
A quel punto i ricercatori hanno verificato se fosse sufficiente la presenza delle pareti. Hanno spostato l’esperimento all’aperto, in un cortile scolastico di 3.000 metri quadrati, senza pareti di delimitazione, e hanno lasciato camminare più di cento adolescenti senza alcun punto di riferimento. Il movimento circolare non è scomparso: è diventato ancora più marcato. Le pareti, dunque, non erano la causa.
Le interazioni tra pedoni
Restava da esaminare il ruolo delle interazioni tra pedoni. Quando due persone si trovano faccia a faccia, entrambe tendono a spostarsi di lato, formando le file che si osservano nei luoghi affollati. La direzione scelta, però, di solito dipende dal lato della strada su cui si guida. In Spagna, come nel resto dell’Europa continentale, ci si sposta verso destra, lasciando spazio alla propria sinistra per chi arriva dalla direzione opposta.
Gli studiosi hanno ipotizzato che il movimento antiorario fosse una conseguenza di questa abitudine: se a ogni incontro i pedoni si spostano verso destra, finiscono per camminare lungo una parete alla loro destra e quindi per girare in senso antiorario. In base a questa spiegazione, una folla giapponese avrebbe dovuto muoversi in senso orario: in Giappone si guida e ci si sposta a sinistra, e le file di pedoni si formano dal lato opposto rispetto a quanto osservato in Spagna.
I ricercatori hanno contattato un collega a Tokyo, convinti che avrebbe trovato una rotazione oraria. Anche questa previsione si è rivelata sbagliata: la folla giapponese girava in senso antiorario.
Una tendenza presente anche nei bambini
È stata quindi presa in considerazione una possibile origine culturale, legata a un’abitudine acquisita, come quella di correre in senso antiorario sulla quasi totalità delle piste di atletica. Per metterla alla prova, gli studiosi hanno osservato bambini della scuola dell’infanzia, che hanno appena iniziato a interiorizzare le convenzioni degli adulti. La loro tendenza a girare in senso antiorario non era più debole, ma la più forte mai misurata.
Il movimento circolare nasce nel singolo
Escluse le spiegazioni legate al gruppo, all’ambiente e alle abitudini sociali, restava da verificare se la tendenza fosse propria del singolo, per ragioni biomeccaniche o legate al cervello. Più di 200 volontari sono stati quindi invitati a camminare da soli, uno dopo l’altro, in uno spazio vuoto. Senza persone da evitare né una folla da seguire, una netta maggioranza ha continuato a muoversi in senso antiorario.
Per decenni, i ricercatori che studiano questi fenomeni hanno ritenuto che i comportamenti collettivi nascessero dalle interazioni tra i pedoni. In questo caso, i dati indicano il contrario: la tendenza è già presente in una persona che cammina da sola. Inserendo in un modello soltanto i dati sugli spostamenti individuali, gli studiosi sono riusciti a riprodurre il movimento circolare dell’intera folla. Qui, a differenza di quanto accade nei fenomeni collettivi emergenti, il tutto non è più della somma delle sue parti: è esattamente uguale.
Una causa ancora da chiarire
La causa della deviazione individuale resta però da chiarire. I ricercatori hanno cercato un legame con il fatto di essere destrimani o mancini, con il piede o l’occhio dominante e con il sesso, senza trovare riscontri. Studi su persone bendate, che tendono a deviare descrivendo una spirale da un lato o dall’altro, suggeriscono una possibile spiegazione più profonda: lievi asimmetrie dell’orecchio interno potrebbero modificare impercettibilmente la percezione della linea retta. Per ora, tuttavia, il fenomeno non ha una spiegazione certa.
Capire che la tendenza nasce nell’individuo e non nel gruppo potrebbe comunque cambiare il modo in cui vengono modellati e progettati gli spazi condivisi. Aeroporti, stazioni ferroviarie e musei, per esempio, dipendono da spostamenti fluidi e ordinati.
Una tendenza a deviare verso sinistra si osserva anche negli animali, per esempio nei banchi di pesci e nei «mulini» a spirale formati dalle formiche legionarie. La forza che porta una persona a camminare verso sinistra potrebbe quindi essere molto più antica dell’umanità.
Gli autori della ricerca
La ricerca è firmata da Iñaki Echeverría Huarte, professore assistente all’Universidad de Navarra; Ángel Garcimartín Montero, professore ordinario di fisica della materia condensata nella stessa università; e Iker Zuriguel Ballaz, professore di fisica applicata all’Universidad de Navarra.
Fonte: rtbf.be
