Scienze

Vermi spaghetti con ventose: scoperto un nuovo genere oceanico

Le 3 specie sono state individuate nell’Oceano Indiano e al largo del Giappone. Il confronto tra anatomia e DNA ha permesso di riclassificare il verme giapponese.

Vermi spaghetti con ventose: scoperto un nuovo genere oceanico

Tre specie di vermi spaghetti, vissute a migliaia di chilometri di distanza e a profondità diverse, sono state ricondotte a un genere finora sconosciuto. La scoperta, basata sul confronto tra anatomia e DNA, ha permesso anche di chiarire la classificazione di un verme trovato in precedenza al largo del Giappone.

Un nuovo genere di vermi spaghetti

Il nuovo genere, chiamato Terebellosuctoria, si distingue per alcune strutture simili a ventose, formate da cuscinetti modificati nella parte inferiore del corpo. La loro funzione non è ancora del tutto chiara. «La struttura simile a una ventosa è ciò che rende questo nuovo genere così interessante e unico», spiega Elena Kupriyanova, zoologa marina dell’Australian Museum e prima autrice dello studio pubblicato sulla rivista Records of the Australian Museum.

Nonostante l’aspetto insolito, i vermi spaghetti sono animali relativamente poco appariscenti. Appartengono alla famiglia dei Terebellidae, imparentata con quella dei lombrichi. In genere vivono sul fondale dentro un tubo protettivo e allungano i tentacoli, simili a fili di pasta, per cercare cibo nel sedimento. Molte specie abitano acque poco profonde; quasi tutti i terebellidi australiani descritti finora, per esempio, vivono a profondità raggiunte dalla luce del sole. Le conoscenze sugli organismi delle profondità oceaniche sono invece molto più limitate.

Nuovo genere di vermi spaghetti da incubo scoperto nelle profondità dell’Oceano Indiano
Da vivo, Terebellosuctoria jimii ha una vivace tonalità arancione.
CSIRO

Le specie scoperte nell’Oceano Indiano

Gli esemplari australiani sono stati raccolti durante spedizioni di ricerca del 2021 e del 2022, a bordo della nave Investigator, sui monti sottomarini al largo dell’Isola di Natale e delle Isole Cocos (Keeling), nell’Oceano Indiano. Questi ecosistemi profondi sono ancora poco esplorati e le spedizioni hanno portato alla luce numerose specie sconosciute alla scienza: alcune sono già state descritte, altre attendono ancora una classificazione formale.

Nuovo genere di vermi spaghetti da incubo scoperto nelle profondità dell’Oceano Indiano
Terebellosuctoria keelingensis. Nessuno dei due vermi è particolarmente grande.
The Australian Museum/Dr Elena Kupriyanova et al.

Tra le centinaia di animali raccolti, due tipi di vermi hanno attirato l’attenzione dei ricercatori. Provenivano da profondità comprese tra 467 e 674 metri. Una volta estratti dai tubi protettivi, hanno mostrato le strutture simili a ventose sulla parte inferiore della porzione anteriore del corpo, composto da segmenti. L’analisi del DNA, insieme alle caratteristiche anatomiche, ha indicato che non si trattava soltanto di due nuove specie, ma di un genere mai descritto prima. Le due specie australiane sono state chiamate Terebellosuctoria jimii e Terebellosuctoria keelingensis.

Nuovo genere di vermi spaghetti da incubo scoperto nelle profondità dell’Oceano Indiano
T. jimii prende il nome dal primo autore dell’articolo che descrive Lanice spongicola, il biologo marino Naoto Jimi dell’Università di Nagoya.
The Australian Museum/Dr Elena Kupriyanova et al.

La riclassificazione del verme giapponese

Il terzo membro del genere era stato trovato in precedenza a migliaia di chilometri di distanza, a 843 metri di profondità al largo del Giappone. Descritto in uno studio del 2025, era stato assegnato provvisoriamente al genere Lanice con il nome di Lanice spongicola. La sua anatomia insolita, però, non aveva permesso di stabilirne con certezza le relazioni evolutive.

Anche i ricercatori giapponesi avevano sequenziato il DNA dell’animale. I risultati suggerivano una parentela con i generi Lanice e Loimia, senza consentire di assegnarlo con sicurezza a nessuno dei due. Gli studiosi avevano ipotizzato che la scoperta di altri vermi dotati di strutture simili a ventose potesse rivelare una nuova linea evolutiva. Il confronto tra anatomia e DNA degli esemplari australiani e di quello giapponese ha permesso a Kupriyanova e ai colleghi di risolvere il dubbio: Lanice spongicola è stato riclassificato come Terebellosuctoria spongicola.

La possibile funzione delle ventose

Un possibile indizio sulla funzione delle ventose arriva proprio dalle osservazioni condotte in Giappone. I ricercatori hanno visto il verme aggrapparsi con quella struttura alla parete interna del proprio tubo, fissato a una spugna di vetro di acque profonde. Hanno ipotizzato che le ventose possano aiutarlo a restare ancorato in un ambiente dove il sedimento sciolto è scarso. Non è ancora noto se anche le specie australiane le usino nello stesso modo.

Le specie ancora da esaminare

Lo studio descrive complessivamente sette nuove specie: i due vermi spaghetti australiani e altri cinque anellidi, il gruppo di animali a cui appartengono anche i lombrichi. Molti altri esemplari raccolti durante le spedizioni devono ancora essere esaminati e rappresentano soltanto una piccola parte della vita presente nelle profondità oceaniche.

«Una spedizione può raccogliere centinaia o migliaia di esemplari, ma possono volerci anni per scoprire che cosa siano davvero», afferma Kupriyanova. «Gli esemplari entrano a far parte delle collezioni di ricerca dei musei, dove i tassonomi possono continuare a studiarli anche molto tempo dopo la fine della spedizione. Le sette specie descritte in questo studio rappresentano un ulteriore passo avanti nell’esame di questo straordinario archivio». La ricerca è stata pubblicata su Records of the Australian Museum.

Fonte: sciencealert.com

  • PubblicatoOttobre 22, 2026