Un ippocastano ha prodotto per la prima volta un frutto in Islanda, almeno per quanto se ne sa. Nel giardino dell’asilo Laufásborg, a Reykjavík, è comparsa una capsula spinosa che contiene una grossa «noce». Resta da capire se riuscirà a maturare: in tal caso, l’evento potrebbe segnare un primato per il Paese.
Un frutto raro in Islanda
«Ho visto i fiori, ma non avevo mai visto i frutti», ha raccontato Steinar Björgvinsson, direttore esecutivo dell’Associazione forestale di Hafnarfjörður, nell’ultima puntata del programma Gull og grænir skógar. Originario dei Balcani, l’ippocastano viene coltivato in gran parte d’Europa e in alcune zone del Nord America. «È una presenza caratteristica nei parchi pubblici, ma all’estero è generalmente considerato troppo grande per i giardini privati», ha spiegato Steinar.
In Islanda sopravvivono, o faticano a crescere, anche altre specie del genere Aesculus. «Sembrano però tutte amanti del caldo e hanno bisogno di condizioni particolarmente favorevoli per crescere e svilupparsi», ha aggiunto.
Le capsule spinose di Laufásborg
Nella stessa puntata, Steinar ha passeggiato per Hellisgerði insieme a Bryndís Björgvinsdóttir. Qui hanno visto un ippocastano che ogni dicembre il Sorgarmiðstöðin, un centro di sostegno per le persone in lutto, decora abitualmente con catene luminose viola. Steinar aveva saputo che forse si stava formando un frutto, ma le capsule spinose dell’albero di Laufásborg sono state fotografate da Konráð Bragason, esperto di orticoltura.
«Seguo quest’albero da molti anni», ha raccontato Konráð, che ritiene probabile che anche altre persone lo abbiano osservato. L’albero fiorisce in primavera da alcuni anni e lui era curioso di vedere se avrebbe prodotto frutti. In passato ha trovato più volte capsule immature sugli ippocastani, senza però vederle arrivare a maturazione. «Non so se lì dentro ci sia una noce completamente matura, ma lo spero».
Un’estate favorevole alla vegetazione
Secondo Konráð, l’estate è stata favorevole alla vegetazione, come dimostrano gli abbondanti raccolti di mele, prugne e ciliegie. Anche lui, ha detto, non aveva mai raccolto tanti lamponi. A suo giudizio, il raccolto è un chiaro segnale dei cambiamenti climatici, ma riconosce che se ne possono considerare anche gli aspetti positivi: «Per l’orticoltura islandese è un bene avere estati così favorevoli».
Fonte: ruv.is
