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Moldova: disinformazione e voti comprati per influenzare le elezioni

Igor Grosu, presidente del Parlamento moldavo, ha denunciato le ingerenze russe venerdì 16 ottobre a Roma, alla Conferenza europea dei presidenti dei Parlamenti.

Moldova: disinformazione e voti comprati per influenzare le elezioni

La Moldova ha denunciato un tentativo di influenzare la scelta dei suoi leader attraverso disinformazione, finanziamenti illegali, acquisto di voti e intimidazioni. A parlarne è stato Igor Grosu, presidente del Parlamento moldavo, intervenuto venerdì 16 ottobre a Roma alla Conferenza europea dei presidenti dei Parlamenti.

Le ingerenze russe in Moldova

«Mentre la Russia combatte contro l’Ucraina sul campo di battaglia, contro la Moldova conduce una guerra di altro tipo», ha dichiarato Grosu. Secondo il presidente del Parlamento, Mosca avrebbe cercato di decidere chi avrebbe governato il Paese e di allontanarlo dal percorso europeo, sfruttando le elezioni come «principale porta d’ingresso» per trasformare denaro e manipolazione in potere politico.

«La Moldova ha resistito. Ma l’esperienza ci ha mostrato quanto dobbiamo impegnarci affinché la scelta democratica resti libera», ha aggiunto Grosu. Nel suo intervento ha indicato tre lezioni ricavate dall’esperienza moldava:

  • adottare misure preventive molto prima del giorno del voto;
  • favorire informazione e trasparenza, così da aiutare i cittadini a proteggersi;
  • difendere la democrazia con continuità, senza considerarla un risultato acquisito.

La cooperazione contro le ingerenze

«In una democrazia, i cittadini hanno il diritto di chiedere conto al governo e di scegliere nuovi leader. Questo diritto appartiene a loro e nessuna potenza straniera ha il diritto di corromperlo», ha affermato Grosu. Il presidente del Parlamento moldavo ha poi sottolineato che nessuna democrazia dovrebbe affrontare queste minacce da sola: le reti che intervengono nei processi politici operano oltre i confini nazionali e, ha detto, anche la cooperazione deve essere internazionale.

Gli Stati democratici, secondo Grosu, dovrebbero scambiarsi informazioni, agire insieme contro i finanziamenti illeciti ai partiti, proteggere i sistemi elettorali e reagire più rapidamente ai tentativi di ingerenza straniera. «La Moldova è pronta a fare la sua parte, perché la libertà che abbiamo difeso in patria è la stessa che oggi ci riunisce qui», ha concluso.

  • PubblicatoOttobre 17, 2026