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Lago senza ossigeno: la zona anossica risale verso la superficie

Il fenomeno interessa Zmajevo oko, vicino a Rogoznica e Sebenico, in Croazia. Le ricercatrici dell’Istituto Ruđer Bošković ne hanno studiato l’evoluzione.

Lago senza ossigeno: la zona anossica risale verso la superficie

In un lago profondo appena 15 metri, la zona priva di ossigeno si sta avvicinando alla superficie. Secondo i dati raccolti dal 1996, il confine tra le acque ossigenate e quelle anossiche è salito in media di circa 2,3 metri ogni dieci anni. È uno dei fenomeni che rendono Zmajevo oko un laboratorio naturale di grande interesse per gli scienziati, riferisce Nova.rs.

Dove si trova Zmajevo oko

Il lago si trova sulla penisola di Gradina, vicino a Rogoznica e Sebenico, in Croazia. È lungo circa 150 metri e largo una settantina, e dista dal mare Adriatico soltanto poche decine di metri. Nonostante non abbia collegamenti visibili con il mare, non è un lago d’acqua dolce: l’acqua marina filtra attraverso fessure sotterranee nelle rocce calcaree.

Gli strati d’acqua e la vita nel lago

Questo scambio, insieme alle caratteristiche fisiche e chimiche del bacino, è studiato da anni. Negli strati superficiali si trova l’ossigeno necessario alla maggior parte degli organismi acquatici; in profondità, invece, l’ossigeno è assente e si accumulano composti dello zolfo, tra cui i solfuri.

I diversi strati d’acqua si mescolano poco. Le differenze di temperatura, densità e composizione chimica formano una barriera che ostacola il passaggio dell’ossigeno verso il fondo. Anche la decomposizione della materia organica e l’attività dei microrganismi contribuiscono a creare condizioni adatte soltanto ad alcune specie di batteri. Tra queste ci sono i batteri sulfurei purpurei, che utilizzano la luce e i composti dello zolfo nei loro processi metabolici.

La risalita della zona anossica

Uno studio pubblicato nel 2025 sulla rivista scientifica «Acta Adriatica», firmato da ricercatrici dell’Istituto Ruđer Bošković, ha rilevato che negli ultimi anni il limite superiore dello strato privo di ossigeno può trovarsi a meno di otto metri di profondità. In un lago così poco profondo, questo significa che una parte considerevole dell’acqua può diventare inospitale per pesci e altri organismi che dipendono dall’ossigeno.

Lo studio pubblicato nel 2023 sulla rivista «Science of the Total Environment» ha ricostruito lo spostamento del confine tra acqua ossigenata e acqua priva di ossigeno sulla base dei dati raccolti dal 1996: la risalita media è stata di circa 2,3 metri per decennio. Il fenomeno riduce il volume d’acqua che contiene ossigeno e amplia gli strati profondi ricchi di composti dello zolfo. Il confine, però, non si sposta in modo uniforme: la sua profondità varia anche in base alle stagioni, alla temperatura e alla stabilità degli strati.

Mescolamenti e morie di organismi acquatici

Le ricerche hanno documentato anche episodi in cui gli strati d’acqua si mescolano bruscamente. L’acqua profonda, ricca di composti dello zolfo, può raggiungere la superficie e l’ossigeno può scomparire da quasi tutto il lago, con conseguenti morie di massa degli organismi acquatici.

In alcune occasioni l’acqua diventa bianco latte: il colore è dovuto alla formazione di minuscole particelle di zolfo elementare. La letteratura scientifica riporta episodi simili nel 1947, nel 1997 e nel 2011. Anche nel decennio successivo i ricercatori hanno osservato gravi alterazioni nella distribuzione dell’ossigeno. Questi eventi mostrano quanto sia fragile l’equilibrio dell’ecosistema.

Il collegamento sotterraneo con l’Adriatico

Un altro studio scientifico, pubblicato alla fine del 2024, ha confermato che il lago scambia acqua con l’Adriatico attraverso passaggi sotterranei ed è influenzato dalle maree. Le variazioni del livello dell’acqua sono inferiori a quelle del mare aperto, ma lo scambio può incidere sulla temperatura, sulla salinità e sulla distribuzione dell’ossigeno.

Il nome Zmajevo oko, che significa “occhio del drago”, è legato a leggende locali su un drago che vivrebbe nelle profondità. La formazione del lago ha invece un’origine carsica: l’acqua ha riempito una depressione naturale nel terreno calcareo, mantenendo un collegamento sotterraneo con il mare.

Un laboratorio naturale per gli scienziati

Oggi il lago è sia un’attrazione turistica sia un luogo di ricerca. Seguirne i cambiamenti aiuta gli scienziati a capire come si formano e si estendono le zone prive di ossigeno, un processo che interessa anche ecosistemi marini molto più vasti. In superficie il lago può apparire immobile, mentre a pochi metri di profondità si susseguono trasformazioni chimiche e biologiche che i ricercatori studiano da oltre tre decenni.

  • PubblicatoOttobre 16, 2026