Quasi diecimila beni pubblici risultano introvabili e, in alcuni casi, l’inventario dell’ente li colloca ancora in luoghi scomparsi da decenni. È quanto emerso dalla verifica del patrimonio dell’MTVA, il servizio pubblico dei media ungheresi. La direzione ad interim ha annunciato che presenterà una denuncia per le gravi carenze nella gestione dei beni.
Quasi diecimila beni non rintracciati
Secondo un comunicato della Duna Médiaszolgáltató, società che gestisce i media pubblici, nell’ultimo inventario, svolto nel 2025, non sono stati rintracciati 9.738 beni, per un valore lordo complessivo di 2,1 miliardi di fiorini. Nel registro compariva ancora, per esempio, un’antenna installata sul tetto del Budapest Sportcsarnok, palazzetto dello sport distrutto da un incendio nel 1999.
Dal verbale dell’inventario risulta inoltre che 17 mila oggetti si trovavano in luoghi diversi da quelli indicati nei registri. Oltre ottomila erano assegnati a unità organizzative inesistenti o a sedi provvisorie. Per il 36 per cento dei beni è stato sollevato il dubbio che le registrazioni non corrispondessero alla situazione reale.
Diverse attrezzature tecniche, tra cui strutture di sostegno, sistemi di binari e luci da studio, non erano state inserite nell’inventario. Altri oggetti non sono stati identificati perché descritti con termini troppo generici, come «sedia» o «lampada».
Oggetti di scena e registri incompleti
L’MTVA aveva registrato in totale 173 mila beni, di cui 95 mila conservati nei depositi di costumi, oggetti di scena e mobili. Tuttavia, secondo il comunicato, questi ultimi «non sono stati effettivamente inventariati e non ne sono state redatte schede d’inventario». Dopo il 2019, inoltre, gli oggetti di scena — comprese scenografie e costumi — non sono più stati inventariati e i prestiti venivano annotati su quaderni.
L’ispezione ha rilevato anche che alcuni responsabili di ufficio risultavano intestatari di decine di migliaia di beni. Nei magazzini erano conservati anche oggetti dal valore simbolico, come il pigiama di TV Maci e i costumi del film Abigél. È stata trovata una scheda d’inventario di 401 pagine intestata a una sola persona, con 40-50 voci per pagina.
Accanto agli oggetti comparivano annotazioni come «manca da vent’anni», «non è mai esistito», «sarà rimasto a Bródi» e «il nome non è abbastanza descrittivo da permetterne l’identificazione».
Annunciata una denuncia
Oltre a presentare una denuncia, la direzione ad interim dell’MTVA ha disposto un inventario completo e dettagliato, che intende affidare a una società esterna. Sono in corso i preparativi per avviare una procedura competitiva e scegliere l’impresa incaricata.
