La morte di un bambino di tre anni, precipitato dalla finestra di un hotel mentre era in vacanza con la famiglia, si è conclusa senza una condanna al carcere per il padre. Un tribunale di Cipro gli ha inflitto una multa di 3.000 euro e gli ha consentito di tornare a casa.
La sentenza del tribunale di Paphos
Venerdì Joshua Foster, britannico di 38 anni, è scoppiato in lacrime davanti al tribunale distrettuale di Paphos, città cipriota, dopo che la giudice Froso Christodoulidou ha stabilito che la detenzione non fosse giustificata. Foster si era dichiarato colpevole di negligenza, reato per il quale la legge prevede una pena massima di quattro anni di carcere e una multa di 4.250 euro.
Secondo la giudice, le azioni e il comportamento dell’uomo durante l’incidente, avvenuto il 12 luglio, non indicavano un livello di negligenza tale da richiedere il carcere. Nel suo organismo era stato rilevato alcol, ma non c’erano prove che fosse alterato al punto da agire in modo sconsiderato. La sua omissione, ha spiegato Christodoulidou, era stata non verificare che fosse chiusa la finestra da cui era caduto il figlio.
Nel decidere la pena, la giudice ha considerato anche la dichiarazione di colpevolezza, che ha evitato un lungo processo, la collaborazione con la polizia, l’assenza di precedenti penali e il rimorso espresso da Foster.
La ricostruzione dell’incidente
Le prove presentate in tribunale hanno ricostruito che l’uomo aveva sollevato il bambino fino a una finestra al quarto piano, vicino a un ascensore, perché il piccolo voleva vedere il parco acquatico dell’hotel. Il bambino è scivolato dalle mani del padre ed è caduto per 12 metri, morendo. La famiglia — Foster, la moglie, il figlio, la figlia più piccola e i suoceri — era arrivata a Cipro il giorno prima per una vacanza al King Evelthon Hotel.
Christodoulidou ha definito la morte «un tragico incidente avvenuto in un istante», destinato ad accompagnare Foster e i suoi familiari per il resto della vita. Ha inoltre tenuto conto della tesi della difesa secondo cui anche una pena detentiva con la condizionale avrebbe potuto costare all’uomo il posto di lavoro: la società di revisione contabile per cui lavora aveva infatti avviato un procedimento disciplinare.
Il ritorno a casa e le parole della difesa
Dopo la sentenza, Foster ha abbracciato i genitori, presenti in tribunale durante tutto il procedimento. Fuori dall’aula ha ringraziato l’avvocato e la famiglia per il sostegno, dicendo di voler tornare dai suoi cari.
Il suo legale, Alexandros Alexandrou, ha dichiarato che Foster avrebbe potuto lasciare Cipro e rientrare a casa venerdì o sabato. Ha anche sostenuto che il caso non avrebbe dovuto arrivare a processo. «Il tribunale ha sostanzialmente accolto tutte le argomentazioni della difesa: si è trattato di un errore momentaneo, senza alcuna forma grave di negligenza né alcuna consapevole indifferenza per la sicurezza del bambino», ha detto.
Alexandrou ha aggiunto che, secondo il tribunale, il consumo di alcol «non aveva nulla a che fare con l’accaduto», perché non c’erano testimoni oculari che indicassero il contrario. «Ora che il procedimento giudiziario è concluso, l’esplosione delle sue emozioni per la perdita del figlio sarà immediata», ha affermato l’avvocato.
