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Cori antisemiti dopo la vittoria dell’Hajduk: chiesta un’indagine

Gli episodi sono avvenuti a Spalato prima della partita vinta contro l’Ajax. La Comunità dei fondatori dell’HDZ chiede ai servizi di sicurezza di verificare se siano stati spontanei o organizzati.

Cori antisemiti dopo la vittoria dell’Hajduk: chiesta un’indagine

I cori antisemiti e gli elogi a Hitler intonati da alcuni tifosi prima di una partita hanno oscurato una vittoria attesa da 16 anni. In Croazia, i membri della Comunità dei fondatori dell’HDZ hanno chiesto ai servizi di sicurezza di accertare se gli incidenti avvenuti a Spalato siano stati spontanei o organizzati e con quale obiettivo.

La richiesta di indagini

Nel comunicato, il gruppo ha sostenuto che l’episodio potrebbe essere stato sfruttato per alimentare le tesi del «mondo serbo» e danneggiare l’immagine della Croazia. «Chi sono coloro che strumentalizzano l’euforia e l’entusiasmo dei tifosi e cercano di screditare nel peggiore dei modi la propria città, la propria squadra e la Croazia?», hanno domandato i membri della Comunità dei fondatori dell’HDZ «Dr. Franjo Tuđman».

Hanno inoltre invitato a condannare con chiarezza i tentativi di gruppi anticroati di costruire, facendo leva su simili individui e sotto la copertura della «passione per il tifo», un’immagine falsa del Paese.

La vittoria dell’Hajduk oscurata dai cori

Giovedì 15 ottobre avrebbe dovuto essere una giornata di festa: dopo 16 anni l’Hajduk era tornato alla fase principale di una competizione europea. Lo stadio Poljud era gremito e la squadra di Spalato, soprannominata «i Bili», aveva battuto l’Ajax. A dominare le notizie, invece, sono stati i cori con cui una parte dei tifosi, diretta allo stadio, ha inneggiato a Hitler e minacciato gli ebrei.

Secondo la Comunità dei fondatori dell’HDZ, ci sono persone che «non accettano la realtà e vivono di incidenti», nei quali la casualità lascia sempre più spazio a una «prevedibilità pianificata». Il gruppo ha aggiunto che queste persone si affiancano a chi usa episodi simili per diffondere nuove menzogne e attaccare la Croazia.

Il richiamo alla guerra d’indipendenza

Nel comunicato, i firmatari hanno richiamato anche il 1991, anno della guerra d’indipendenza croata e della nascita dello Stato. Hanno ricordato che molti giovani tifosi di allora, provenienti da Spalato, Zagabria e da altre parti del Paese, lasciarono gli spalti per andare al fronte e difendere case, città e famiglie dall’ideologia dell’odio. Molti non tornarono.

La Croazia, hanno affermato, fu conquistata in nome della libertà, della democrazia e della dignità di ogni essere umano, sotto la guida del presidente Franjo Tuđman. A loro giudizio, chi si identifica con Hitler, il nazismo e il totalitarismo rinnega quei valori e dovrebbe chiedersi che cosa stia facendo della libertà conquistata nella guerra d’indipendenza. Chi non conosce la risposta, hanno aggiunto, può rivolgersi ai veterani e ai fondatori della Croazia indipendente.

La condanna del totalitarismo

«Chi, in nome della Croazia, inneggia a un qualsiasi totalitarismo insulta la Croazia e i suoi difensori e sputa su tutti coloro che nel corso della storia hanno dato la vita per la sua libertà», si legge nel comunicato. Tra questi è stato ricordato Bruno Bušić, ucciso a Parigi 48 anni fa, proprio il 15 ottobre, da un regime che, secondo i firmatari, usava argomenti analoghi contro la Croazia.

Il gruppo ha infine sostenuto che lo Stato croato non trae la propria legittimità dai regimi totalitari, ma è nato in opposizione a essi, dalla libera volontà del popolo e dalla vittoria nella guerra d’indipendenza. «Chi ha orchestrato questo vergognoso episodio non è dei nostri e non è affatto migliore di chi da anni costruisce l’immagine di una “Croazia fascista”. Si è unito a coloro che ci negavano il diritto alla statualità e ci colpivano con il bastone della presunta ustasciazione. Dà legittimità alle loro menzogne. Ci getta discredito. Non permettiamoglielo e guardiamoci da ogni manipolazione politica che conta sul fatto che perderemo di vista come, perché e contro chi abbiamo vinto», afferma la nota, firmata dal presidente della Comunità dei fondatori dell’HDZ, Ivica Tafra.

  • PubblicatoOttobre 16, 2026