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Foresta pietrificata: alberi fossili di 18,5 milioni di anni

Si trova nell’ovest dell’isola greca di Lesbo, dove eruzioni vulcaniche seppellirono un’antica foresta subtropicale. Tronchi, radici e foglie fossilizzati raccontano la storia di questo ecosistema.

Foresta pietrificata: alberi fossili di 18,5 milioni di anni

Una foresta subtropicale di 18,5 milioni di anni, sepolta da eruzioni vulcaniche e trasformata lentamente in pietra, è ancora visibile nell’isola greca di Lesbo. I tronchi fossilizzati, alcuni alti più di sette metri, emergono da un paesaggio arido e vulcanico: una testimonianza eccezionalmente completa di un ecosistema del Miocene inferiore, riconosciuta dall’Unione internazionale delle scienze geologiche (IUGS).

La Foresta Pietrificata si trova nella parte occidentale di Lesbo, nel nord-est dell’Egeo, e fa parte del Geoparco mondiale UNESCO dell’isola. Per chi associa la Grecia soprattutto ai resti dell’antichità classica, offre un viaggio molto più indietro nel tempo: a un mondo che precede di milioni di anni la comparsa degli esseri umani.

I tronchi fossilizzati di Lesbo

Tra le rocce, le superfici dei tronchi mostrano sfumature rosse, gialle e marroni, dovute ai minerali. Alcuni alberi sono rimasti in piedi, con fusti e radici esposti dall’erosione e dagli scavi scientifici; altri giacciono ancora nel punto in cui caddero. Le forme sono riconoscibili nonostante il tempo trascorso e le dimensioni invitano a immaginare il paesaggio che un tempo le circondava.

La foresta subtropicale del Miocene

La foresta prosperò nel Miocene inferiore, circa 18,5 milioni di anni fa, quando un ambiente subtropicale ricopriva parte dell’attuale Egeo settentrionale, in una regione che i geologi chiamano Egide. Circa 20 milioni di anni fa, la parte occidentale di Lesbo era infatti molto diversa dal terreno roccioso e arido di oggi: il clima caldo e umido favoriva una fitta vegetazione di conifere e angiosperme, cioè piante a fiore, tra cui antichi parenti delle sequoie giganti.

A interrompere quell’ambiente furono le eruzioni legate alla subduzione della placca africana sotto quella eurasiatica. Cenere vulcanica e colate di fango roventi investirono parte della foresta e seppellirono gli alberi. I depositi li protessero dalla decomposizione; in seguito, fluidi ricchi di silice attraversarono il materiale sepolto e i minerali sostituirono gradualmente i tessuti organici. Il processo conservò dettagli come la corteccia, gli anelli di accrescimento annuali, le radici, i rami, le foglie e i frutti.

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Cenere vulcanica e colate di fango rovente si riversarono su alcune zone della foresta, seppellendo gli alberi. [Shutterstock]

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Il Museo di Storia Naturale della Foresta Pietrificata di Lesbo a Sigri. [Shutterstock]

Nel corso di milioni di anni l’erosione ha riportato alla luce i tronchi, mentre gli scavi ne hanno portati altri alla luce. Le formazioni fossilifere si estendono oggi per oltre 150 chilometri quadrati, pari a 15.000 ettari, nella parte occidentale dell’isola. I ricercatori hanno identificato più di 46 generi e specie vegetali, oltre a fossili animali. Nel 1985 la foresta è stata dichiarata Monumento naturale protetto. Lesbo è diventata uno dei geoparchi pionieri d’Europa nel 2000; nel 2004 il suo patrimonio geologico più ampio ha ottenuto il riconoscimento di Geoparco mondiale UNESCO.

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Un tronco d’albero fossilizzato a Bali Alonia, il parco principale della Foresta Pietrificata di Lesbo. [Shutterstock]

Visitare i parchi della Foresta Pietrificata

Per comprendere il sito, il percorso ideale combina la visita all’aperto con quella al Museo di storia naturale della Foresta Pietrificata di Lesbo, a Sigri. Quattro parchi per i visitatori, distribuiti nella penisola, mostrano aspetti diversi dell’antico paesaggio. A Bali Alonia, il parco principale, si possono osservare tronchi ancora in piedi e apparati radicali esposti. A Plaka, sulla costa, si trova un esemplare imponente con una circonferenza di 13,7 metri. Le escursioni stagionali in barca intorno a Nisiopi, un isolotto al largo di Sigri, permettono invece di vedere alberi fossilizzati lungo la costa e sotto il mare.

Il Museo di storia naturale di Sigri

Fondato nel 1994, il museo ricostruisce la storia della foresta attraverso esposizioni e presentazioni in greco e in inglese, proposte dal personale in una piccola sala conferenze. Le ricostruzioni dell’antico ambiente e i fossili rendono la visita accessibile anche ai più giovani.

Tra i reperti più notevoli c’è la mandibola fossilizzata di un Prodeinotherium bavaricum, un antico proboscidato scoperto nei pressi di Gavathas e risalente a circa 19 milioni di anni fa. È uno dei più antichi fossili di vertebrati rinvenuti in Grecia e appartiene a un ramo primitivo del gruppo che comprende gli elefanti moderni. A differenza degli elefanti attuali, i deinoteri avevano zanne che partivano dalla mandibola e si incurvavano verso il basso. Il reperto offre importanti indizi sulle prime migrazioni dei proboscidati dall’Africa all’Europa, rese possibili dai cambiamenti geografici che aprirono ponti terrestri tra i continenti.

Il museo racconta anche la storia delle scienze naturali e rende omaggio a Teofrasto, antico filosofo e naturalista nato nella vicina Eressos, vissuto circa tra il 371 e il 287 a.C. Allievo e amico di Aristotele, è considerato una figura fondatrice della botanica, della mineralogia e dell’ecologia. Fu tra i primi a osservare sistematicamente il mondo naturale e a interrogarsi sulla formazione dei fossili; le sue opere contengono alcuni dei primi riferimenti alla Foresta Pietrificata.

Altre esposizioni ripercorrono l’evoluzione della vita sulla Terra, dagli stromatoliti, tra i primi organismi unicellulari, ai trilobiti, e illustrano i processi di fossilizzazione. Una mostra usa l’immagine mitologica di Medusa — con occhi selvaggi e serpenti al posto dei capelli — come metafora della pietrificazione naturale che ha creato la foresta.

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Eressos unisce colline verdeggianti e acque blu dell’Egeo; in lontananza si scorge il paesaggio arido e lunare della Foresta Pietrificata. [Shutterstock]

Il museo dispone anche di una caffetteria, dove si servono bevande, dolci tradizionali e prodotti locali, tra cui birra artigianale di Sigri. Nel negozio si trovano libri, souvenir, oggetti di artigianato e prodotti regionali.

Villaggi e paesaggi dell’ovest di Lesbo

La visita può proseguire nei villaggi della parte occidentale di Lesbo. A Sigri, il porto peschereccio e il castello di epoca ottomana fanno da sfondo a una sosta per il pranzo. Eressos, tradizionalmente legata alla poetessa Saffo, e la vicina Skala Eressos offrono un paesaggio diverso: quest’ultima è nota per la lunga spiaggia sabbiosa e le taverne sul lungomare. Antissa permette di osservare la vita quotidiana di un villaggio, mentre il piccolo insediamento costiero di Gavathas è un punto da cui ammirare il litorale selvaggio. La zona si presta a essere esplorata senza fretta, con deviazioni lungo le strade di campagna e soste per un bagno nell’Egeo.

I sapori della cucina locale

Anche la cucina locale fa parte dell’esperienza. Tra i piatti da provare c’è il pesce fresco, in particolare le sardine del golfo di Kalloni, da accompagnare con un bicchiere di ouzo di Plomari, il distillato simbolo dell’isola, e una selezione di meze. Da assaggiare anche il ladotyri, formaggio piccante stagionato nell’olio d’oliva. Dopo una giornata trascorsa tra reperti di un mondo vecchio di milioni di anni, la costa offre un’occasione per tornare ai piaceri del presente.

L’ovest di Lesbo è lontano dagli itinerari turistici più frequentati dell’isola, ma unisce geologia, villaggi tradizionali e ritmi lenti della vita costiera.

Informazioni per la visita

Il Museo di storia naturale della Foresta Pietrificata di Lesbo si trova a Sigri, Lesbo, 81103. Il biglietto intero costa 10 euro e comprende l’ingresso al museo e ai parchi della Foresta Pietrificata, ma non al Parco marino di Nisiopi. Il museo è aperto tutti i giorni dalle 09:00 alle 17:00. Per informazioni è possibile telefonare al numero (+30) 22530.54434 o consultare il sito https://www.lesvosmuseum.gr/en.

I parchi della Foresta Pietrificata aperti ai visitatori sono Bali Alonia, il parco principale, il Parco di Sigri, il Parco di Plaka e il Parco marino della Foresta Pietrificata di Nisiopi. Il museo consiglia di consultare il proprio sito per aggiornamenti su visite, biglietti ed escursioni in barca a Nisiopi.

  • PubblicatoOttobre 15, 2026