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Abusi sessuali online: quasi 500.000 bambini coinvolti in un anno

Il dato riguarda le Filippine, dove minori vengono abusati in diretta su richiesta di pedocriminali. Il fenomeno è presente anche in Svizzera, con 13 casi registrati nel 2025.

Abusi sessuali online: quasi 500.000 bambini coinvolti in un anno

Quasi mezzo milione di bambini nelle Filippine è stato vittima di abusi sessuali online nell’arco di un anno. Il dato è contenuto in un rapporto dell’organizzazione per i diritti umani International Justice Mission, impegnata nella lotta allo sfruttamento sessuale delle persone in condizioni di povertà, ed è stato ripreso di recente dalla CNN.

Abusi online nelle Filippine

In molti casi, bambini e adolescenti vengono abusati davanti a una webcam da familiari: madri, padri, fratelli o sorelle. Le violenze sono trasmesse in diretta su Internet, su richiesta di pedocriminali che contattano i familiari tramite WhatsApp o altri servizi di messaggistica e li pagano.

«Protetti dall’anonimato su Internet, gli autori dei reati possono sfruttare la povertà delle persone nelle Filippine per soddisfare le proprie inclinazioni sessuali», afferma il giornalista freelance Carsten Stormer, che segue la vicenda da Manila, la capitale filippina.

Il fenomeno in Svizzera

Il fenomeno riguarda anche la Svizzera. «È un attore importante, sia perché è un centro di smistamento del materiale, sia perché nel Paese vivono degli autori di reati», ha dichiarato a SRF Regula Bernhard Hug, direttrice di Protezione dell’infanzia Svizzera. Anche l’Ufficio federale di polizia, fedpol, conferma che il cosiddetto “Live Distant Child Abuse” (LDCA), cioè la trasmissione in diretta a distanza di abusi su minori, è presente nel Paese. Nel 2025 sono stati registrati 13 casi, contro i 26 del 2023. Nel marzo 2026 la televisione della Svizzera romanda RTS ha inoltre riferito di diversi autori di reati svizzeri.

Il numero di casi individuati è contenuto e le indagini possono partire da altre vicende. In un’inchiesta di RTS su un uomo del Canton Vaud, per esempio, la polizia stava indagando su un abuso avvenuto sul posto. Sul cellulare dell’uomo ha però trovato, tra le altre cose, 800 messaggi scambiati con persone nelle Filippine.

Le misure adottate dalla Svizzera

Negli ultimi anni la Svizzera ha adottato alcune misure. Nel 2023 il Consiglio federale ha pubblicato un rapporto sul LDCA, in risposta a due postulati, cioè richieste parlamentari di approfondimento. Pur respingendo l’idea di un piano d’azione nazionale, ha indicato interventi mirati su cooperazione internazionale, coordinamento e prevenzione. Da allora sono stati stanziati più fondi, anche per informare e sensibilizzare il pubblico.

Anonimato e povertà

L’anonimato online rende più difficile individuare i responsabili e permette loro di sfruttare la povertà delle famiglie. Anche in Svizzera, secondo Bernhard Hug, Internet può abbassare la soglia che frena dal commettere questi reati. «Oggi si può, per così dire, ordinare un atto di violenza, anche senza dover ordinare il bambino stesso», ha detto a SRF.

Fedpol segnala che il LDCA è stato rilevato in diversi Paesi, ma che le Filippine sono diventate un centro nevralgico del fenomeno. Stormer spiega a SRF che nel Paese si combinano «la grande povertà, la buona conoscenza dell’inglese e la digitalizzazione». L’inglese è una lingua ufficiale e connessioni Internet veloci sono disponibili quasi ovunque, anche nelle regioni più povere.

Il ruolo delle banche e del settore finanziario

Per individuare i responsabili, Bernhard Hug ritiene necessario coinvolgere maggiormente il settore finanziario. Le banche possono contribuire a far emergere i reati seguendo i trasferimenti di denaro e aiutando le autorità a ricostruire le reti coinvolte. «Vorremmo che la collaborazione con il settore finanziario funzionasse meglio», ha aggiunto la direttrice di Protezione dell’infanzia Svizzera, osservando che finora questo aspetto non è stato considerato abbastanza.

Chi ha vissuto o visto qualcosa online, o ha bisogno di una consulenza, può rivolgersi al servizio di Protezione dell’infanzia Svizzera: clickandstop.ch.

  • Pubblicato15 Ottobre 2026