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Cambiamento climatico: 20 siti del patrimonio francese a rischio

Dal Louvre alle spiagge dello Sbarco, monumenti e paesaggi in tutta la Francia sono minacciati da inondazioni, incendi, erosione e caldo. Lo segnala un rapporto del Réseau Action Climat.

Cambiamento climatico: 20 siti del patrimonio francese a rischio

Il cambiamento climatico mette a rischio 20 luoghi del patrimonio francese: dai vigneti storici alle spiagge dello Sbarco, fino a monumenti celebri come il Louvre e Versailles. Inondazioni, incendi, erosione costiera, siccità e temperature in aumento stanno già modificando questi siti, secondo un rapporto pubblicato giovedì 15 ottobre dal Réseau Action Climat (RAC).

La posta in gioco, però, non riguarda soltanto la conservazione degli edifici. «Salvaguardare il patrimonio significa proteggere un’economia, la salute dei visitatori e dei professionisti, e il legame con i territori», spiega Benjamin Crettenand, autore del documento. Il rapporto passa in rassegna i 20 siti esposti, regione per regione.

Ghiacciai, vigneti e coste a rischio

In Alvernia-Rodano-Alpi, il Montenvers, in Alta Savoia, offre una vista sul Mer de Glace. Il ritiro del ghiacciaio sta trasformando il paesaggio che ha reso famoso il luogo e che potrebbe scomparire. In Borgogna-Franca Contea, i climats del vigneto, riconosciuti dall’Unesco come patrimonio mondiale e simbolo della gastronomia francese, risentono già delle temperature, delle precipitazioni e della siccità: condizioni che aumentano le perdite dei raccolti.

A Saint-Malo, città della Bretagna nel dipartimento di Ille-et-Vilaine, l’erosione e l’arretramento della costa minacciano i bastioni. L’innalzamento del mare accresce anche il rischio di sommersione della città corsara.

Castelli e monumenti sotto assedio

Nella regione Centro-Valle della Loira, il castello di Azay-le-Rideau, nel dipartimento di Indre-et-Loire, è circondato da secoli dalle acque dell’Indre. Le inondazioni, sempre più frequenti, potrebbero però metterne a dura prova la resistenza. Anche il castello di Chambord è sotto osservazione: il ritiro e il rigonfiamento delle argille rendono instabili i terreni.

La cittadella di Bonifacio, nella Corsica del Sud, il 30 settembre 2024. (CHAPUT FRANCK / HEMIS.FR / AFP)
La cittadella di Bonifacio, nella Corsica del Sud, il 30 settembre 2024. (CHAPUT FRANCK / HEMIS.FR / AFP)

In Corsica del Sud, la cittadella di Bonifacio sorge su una falesia calcarea ed è esposta all’accelerazione dell’erosione e alle inondazioni marine.

La cittadella di Bonifacio, in Corsica del Sud, il 30 settembre 2024. (CHAPUT FRANCK / HEMIS.FR / AFP)

Nel Grand Est, la cattedrale di Strasburgo, nel Basso Reno, potrebbe vedere minacciata la sua guglia di 142 metri. I cambiamenti climatici alterano infatti il processo di invecchiamento dell’arenaria, la pietra usata soprattutto per costruire l’edificio. In Guadalupa, l’erosione costiera potrebbe cancellare del tutto il cimitero coloniale della spiaggia di Raisins Clairs.

Nell’Alta Francia, le inondazioni rischiano di cancellare le tracce dell’estrazione del carbone nel bacino minerario del Nord-Pas-de-Calais. In Île-de-France, il castello di Versailles e i suoi giardini, nel dipartimento degli Yvelines, faticano sempre più a sopportare le ondate di calore: ogni anno accolgono oltre otto milioni di visitatori. Anche il Louvre, nel cuore di Parigi, è esposto a un pericolo che non riguarda soltanto i furti: una piena eccezionale della Senna potrebbe allagare parte delle sale espositive e dei depositi.

Dalla Normandia alla Polinesia, la minaccia dell’innalzamento delle acque

In Nuova Aquitania, la grotta di Lascaux, in Dordogna, ha resistito alle variazioni climatiche per 20.000 anni, ma potrebbe risentire dei cambiamenti attuali, molto più rapidi. Gli eventi meteorologici estremi si moltiplicano e ne alterano l’equilibrio: le piogge intense causano infiltrazioni improvvise, mentre le ondate di calore disseccano gli strati rocciosi. Nella stessa regione, il faro della Coubre, in Charente-Maritime e il più alto della costa della Charente, rischia di essere distrutto dall’arretramento della linea di costa.

Il faro di La Coubre, nel dipartimento della Charente-Maritime, il 29 febbraio 2020. (VALENTINO BELLONI / HANS LUCAS / AFP)
Il faro di La Coubre, nel dipartimento della Charente-Maritime, il 29 febbraio 2020. (VALENTINO BELLONI / HANS LUCAS / AFP)

Il faro della Coubre, in Charente-Maritime, il 29 febbraio 2020. (VALENTINO BELLONI / HANS LUCAS / AFP)

In Occitania, il Canal du Midi, inserito nella lista del patrimonio mondiale dell’Unesco, resta sempre più spesso senza acqua. La città fortificata di Carcassonne, nel dipartimento dell’Aude, è invece esposta a un rischio crescente di incendi e al caldo estremo. L’oppidum di Ensérune, sito archeologico nell’Hérault, è già stato colpito due volte da incendi boschivi negli ultimi anni.

In Provenza-Alpi-Costa Azzurra, i festival di Avignone, Aix-en-Provence e Arles faticano a gestire le ondate di calore ricorrenti. In Normandia, le spiagge dello Sbarco si riducono progressivamente per l’arretramento della costa, che porta alla sommersione di questi resti della Seconda guerra mondiale. Nei Paesi della Loira, l’innalzamento del mare indebolisce le saline di Guérande, nella Loira Atlantica. Lo stesso rischio riguarda, a 15.000 chilometri di distanza, il luogo sacro di Taputapuatea, nella Polinesia francese.

Le cause del riscaldamento globale

Dal XIX secolo la temperatura media globale è aumentata di 1,3 °C. Gli scienziati hanno stabilito con certezza che la causa sono le attività umane e il consumo di combustibili fossili, come carbone, petrolio e gas. Il riscaldamento, senza precedenti per rapidità, minaccia il futuro delle società e la biodiversità. Tra le soluzioni indicate ci sono lo sviluppo delle energie rinnovabili, una maggiore sobrietà nei consumi e la riduzione del consumo di carne.

  • Pubblicato15 Ottobre 2026