Ambiente Europa

Xylella fastidiosa, il batterio del fuoco arriva per la prima volta

Il batterio è stato rilevato in 3 vigneti sulla Mosella, in Lussemburgo. La ministra dell’Agricoltura Martine Hansen annuncia estirpazioni, trattamenti e indennizzi per i viticoltori.

Xylella fastidiosa, il batterio del fuoco arriva per la prima volta

Per la prima volta nel Paese è stata individuata la Xylella fastidiosa, un batterio capace di colpire molte specie vegetali, noto anche come batterio del fuoco. Tre dei 140 campioni prelevati in alcuni vigneti sono risultati positivi. Il ritrovamento preoccupa perché in passato il patogeno ha provocato gravi danni alla natura, anche nell’Europa meridionale. «Finora non era mai stato rilevato nella zona», spiega Monique Faber, responsabile di servizio presso l’ASTA, l’Amministrazione dei servizi tecnici agricoli.

Le indagini sull’origine del batterio

Le autorità non sanno ancora come la Xylella sia arrivata nel Paese. «Al momento non abbiamo ancora una spiegazione sul posto su come sia arrivata nel Paese. È una delle domande a cui cercheremo di rispondere analizzando il materiale genetico del batterio che abbiamo trovato qui», afferma Faber. Gli esperti verificheranno se la stessa forma del batterio sia già presente altrove in Europa, per tentare di ricostruirne il percorso, anche se l’indagine potrebbe rivelarsi difficile.

Faber ipotizza che le cicaline presenti nella zona possano aver raccolto il batterio su una pianta mediterranea tenuta in un giardino, forse un piccolo ulivo o un’altra specie, e non trattata adeguatamente. Questi insetti sono ancora attivi con le temperature attuali e potrebbero trasmettere la malattia ad altri vigneti o ai frutteti.

Le misure per contenere la diffusione

Uno dei vigneti colpiti si trova sulla Sauer, di fronte a Miesenech. Non sarà necessario estirpare soltanto la parcella interessata: il batterio ha una vasta gamma di piante ospiti e può colpire specie molto diverse, tra cui rovi, sambuchi e aceri.

Mercoledì sono intervenuti sul posto collaboratori dell’ASTA, dell’Amministrazione della natura e delle foreste e dei Ponts et Chaussées, l’amministrazione responsabile delle strade e delle infrastrutture. Le autorità vogliono agire rapidamente e hanno già chiesto offerte a imprese specializzate. L’obiettivo è limitare il rischio che le cicaline diffondano il batterio in altre coltivazioni, spiega la ministra dell’Agricoltura Martine Hansen.

«Nel Sud Italia sono andati distrutti circa 21 milioni di ulivi. Per questo il regolamento europeo prevede che si intervenga immediatamente quando viene rilevato un test positivo», dichiara Hansen. Entro un raggio di 50 metri dalla pianta risultata positiva, tutte le piante devono essere estirpate; in un’area di 2,5 chilometri è invece necessario un monitoraggio più approfondito. «E poi speriamo — tocchiamo ferro — di non trovare altro».

Estirpazione e trattamento delle piante

Le zone interessate vengono trattate anche con insetticidi contro le cicaline. Non esiste però una cura contro il batterio stesso, precisa la ministra. «Questa volta bisogna bruciare le piante. Non è che, se ora c’è un incendio sulla Mosella, non rispettiamo le leggi: in questo caso, per contenere la malattia, il materiale deve essere bruciato subito nel vigneto stesso».

Le autorità sottolineano che la Xylella è molto aggressiva per le piante, ma non costituisce un pericolo per le persone o gli animali e non ha effetti sui vini. Alla popolazione viene comunque chiesto di tenersi lontana dalle aree interessate, per non contribuire alla diffusione del batterio.

Indennizzi per i viticoltori

Le autorità hanno inoltre annunciato indennizzi per i viticoltori. Il batterio è stato trovato in tre località diverse sulla Mosella.

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  • PubblicatoOttobre 15, 2026