Ora solare o legale permanente: quale fa meglio al sonno?
Un’analisi canadese guidata dallo psichiatra Raymond Lam raccomanda l’ora solare tutto l’anno, perché la luce del mattino aiuta a regolare l’orologio biologico.
La scelta tra ora solare e ora legale permanente può influire sul sonno e sulla salute. Secondo una nuova analisi canadese, mantenere l’ora solare tutto l’anno sarebbe l’opzione migliore, perché garantirebbe un accesso più precoce alla luce del mattino.
Le decisioni sull’ora permanente
Il tema è al centro di decisioni politiche in Nord America. A marzo la Columbia Britannica ha adottato l’ora legale permanente; anche l’Alberta e i Territori del Nord-Ovest la manterranno tutto l’anno, senza spostare le lancette a novembre. Negli Stati Uniti, il 14 luglio la Camera ha approvato un disegno di legge per rendere permanente l’ora legale. Il giorno successivo, il testo è stato trasmesso a una commissione del Senato.
Il confronto tra ora solare e ora legale
Lo psichiatra Raymond Lam, dell’Università della Columbia Britannica, e i suoi colleghi hanno confrontato gli effetti sulla salute dell’ora solare, generalmente in vigore d’inverno, e dell’ora legale, che sposta l’orologio avanti di un’ora. L’analisi sottoposta a revisione paritaria è stata realizzata con la collaborazione di Ralph Mistlberger, ricercatore di ritmi circadiani e sonno alla Simon Fraser University.

Il gruppo ha esaminato studi su ritmi biologici, sonno, umore, istruzione ed effetti economici, oltre all’esperienza dei Paesi che hanno adottato un’ora permanente e agli orari di alba e tramonto in diverse città canadesi. A Toronto, per esempio, all’inizio di gennaio l’alba più tarda sarebbe alle 7:51 con l’ora solare permanente e alle 8:51 con quella legale. Chi si alzasse alle 7 si troverebbe quindi al buio in entrambi i casi, ma con l’ora solare la luce arriverebbe un’ora prima. La durata del giorno, invece, non cambia con la scelta dell’orario.
La luce e l’orologio circadiano
Il punto è il modo in cui la luce regola l’orologio circadiano, il sistema interno del cervello che coordina sonno, vigilanza e altre funzioni quotidiane. Per restare sincronizzato con il giorno, questo orologio deve essere regolato ogni giorno: la luce mattutina tende ad anticiparlo, mentre quella serale lo sposta più avanti.
«Immaginate un orologio da polso che ogni giorno ritarda di 10 minuti e che ogni mattina correggete di 10 minuti spostando le lancette in avanti», ha spiegato Mistlberger a ScienceAlert. Se al mattino c’è meno luce, i ritmi del sonno possono slittare più tardi, anche se gli orari di scuola e lavoro restano gli stessi. Per alzarsi in tempo, alcune persone potrebbero così finire per dormire meno.
Sonno e salute mentale
La discrepanza tra l’orologio biologico e gli orari imposti dagli impegni, chiamata jet lag sociale, è stata associata a una salute fisica e mentale peggiore. Anche la carenza di sonno e i cambi stagionali dell’ora possono avere effetti negativi sul riposo. I ricercatori hanno considerato inoltre le differenze geografiche: all’interno di uno stesso fuso orario, chi vive più a ovest vede il sole sorgere più tardi secondo l’orologio.
Alcuni studi hanno collegato questa condizione a un sonno più breve e a esiti sanitari ed economici peggiori, ma si tratta di associazioni che non dimostrano un rapporto di causa ed effetto. L’analisi prende in esame anche il disturbo affettivo stagionale, una forma di depressione che si manifesta spesso in inverno. Una delle spiegazioni ipotizzate è che l’orologio biologico si sposti più avanti quando la luce del mattino arriva più tardi.
La terapia con luce intensa al mattino aiuta ad anticipare l’orologio biologico; un’alba più tarda secondo l’orologio può produrre l’effetto opposto. Adolescenti e giovani adulti potrebbero essere più vulnerabili, perché il loro orologio biologico tende naturalmente a spostarsi in avanti. «Sarebbe utile posticipare gli orari di scuola e lavoro», ha detto Mistlberger, aggiungendo che potrebbe aiutare anche una maggiore illuminazione artificiale al mattino.
Le esperienze dei Paesi
In passato diversi Paesi hanno sperimentato l’ora legale permanente. Gli Stati Uniti la introdussero nel 1974, ma la abolirono entro la fine dell’anno, dopo le preoccupazioni per le mattine invernali buie e per i bambini diretti a scuola prima dell’alba. La Russia adottò questa soluzione nel 2011 e tornò indietro nel 2014.
Le conseguenze sulle giornate
Mantenere l’ora legale tutto l’anno offrirebbe serate più luminose, lasciando più tempo per le attività all’aperto e la socializzazione. Con l’ora solare, invece, il crepuscolo invernale arriverebbe prima, mentre l’alba estiva anticipata potrebbe svegliare alcune persone troppo presto. Quanto conti la scelta dipende anche dalla latitudine e dalla posizione di una località all’interno del proprio fuso orario.
Le raccomandazioni dei ricercatori
Poiché gran parte delle prove disponibili deriva da studi osservazionali e confronti geografici, restano incertezze sugli effetti a lungo termine delle politiche di ora permanente. I ricercatori raccomandano comunque l’ora solare permanente. Se i governi scegliessero l’ora legale tutto l’anno, suggeriscono di valutare orari di inizio più tardivi per scuola e lavoro, migliorare l’esposizione alla luce mattutina e monitorare eventuali aumenti dei disturbi del sonno, della depressione invernale, dell’assenteismo e degli incidenti stradali.
La ricerca è stata pubblicata sul Canadian Medical Association Journal.
